22/01/2014

... non si ride più. Nemmeno si sorride

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Brindisi, fuochi d’artificio, panettone, lenticchie, trombette, cotillon, veglioni. Sembra che con la mezzanotte si cambi tutto. Quasi come se un mago, con la sua bacchetta magica e le sue alchimie, riuscisse a trasformare tutto ciò che di brutto ci circonda.

In quell’attimo del “-4 -3 -2 -1 Evviva! Auguri!!” spesso ci si commuove. Il giovane si commuove perché spera, con l’anno nuovo, di trovare un lavoro, un fidanzato o una fidanzata, la persona matura spera di mantenere il posto di lavoro e di vedere i figli sistemati, la persona anziana spera di poter esserci anche alla prossima mezzanotte e pensa, forse, al suo compagno o compagna, lassù in cielo e che desidera di rivedere ma non subito. E ognuno di noi pensa a chi non c’è più e che vorrebbe avere vicino. Forse i fuochi servono anche a farsi sentire più forte e per attrarre l’attenzione di chi ci guarda dall’alto e ci protegge sempre.

Poi, dal primo gennaio, ritorna la normalità. Spesso la noia, lo stress delle vacanze passate, i parenti che lavorano al nord o all’estero, ripartono portando con loro ogni volta un pezzo del nostro cuore e lasciano un vuoto. Punto e daccapo e lettera maiuscola. Ricominciano le attese, le speranze, le delusioni, la disperazione. Basta guardare in giro il viso della gente. E’ stanco, spento, senza sorriso. Non si ride più. Nemmeno si sorride.

Per giunta quest’anno, come novità ma non è una novità, ci è caduta in testa una tegola pesante, di quelle che te la spaccano. Abbiamo creato o meglio hanno creato “il sistema Benevento”. Qualcosa che ha a che fare con ASL, politica e altro. Però non ci dobbiamo scoraggiare, “ Quando il gioco si fa duro i duri incominciano a giocare” E noi beneventani siamo forti. Abbiamo alle spalle una storia che non ci consente sentirci sconfitti. Vi ricordate le “Forche Caudine”sotto cui i Sanniti fecero passare, umiliandoli, i Romani. E allora diamoci da fare. Da una sconfitta può nascere una vittoria. Forza Benevento!

Buon Anno a tutti

ELISA FIENGO

lisafiengo@gmail.com

L’anno vecchio se ne va e mai più ritornerà.

Io gli ho dato una valigia di capricci e impertinenze,

di lezioni fatte male, di bugie e disubbidienze

e gli ho detto: “Porta via, questa è tutta roba mia”

Anno nuovo, avanti, avanti, ti fan festa tutti quanti,

tu la gioia e la salute porta ai cari genitori,

ai parenti ed agli amici rendi lieti tutti i cuori,

d'esser buono ti prometto, anno nuovo benedetto”

Indovinami, indovino, 
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà? 
Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni, 
dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto, 
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
 nel destino dell’anno nuovo:

Per il resto anche quest’anno
 sarà come gli uomini lo faranno”

(Gianni Rodari)

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