06/02/2014

Santa Clementina

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Santa Clementina” è la zona agricolo-archeologica appetita da operatori edili per affaristiche, intensive “cementificazioni”, al pari (forse peggio) di quella che ha interessato la collina degradante della Villa dei Papi.

Cavalie” ci chiede la nostra lavascale “voi che dite, me la tolgono la mia porzione di “Santa Clementina”?”.

Non sapevo che avevi proprietà nell’area dove una volta riposavano gli arcivescovi di Benevento nell’appartato cimitero loro riservato?”.

Cavalie’, mi volete prendere in giro?! Io a stento posseggo un alloggio popolare al rione Libertà. Usufruisco saltuariamente dell’area di “Santa Clementina” per andarci a cogliere la cicoria campestre e per farci giocare il cane di mio marito che lui lo tiene anche se non va più a caccia per l’età alta. Ora, datosi che lui (mio marito no il cane) si stanca anche a passeggiare, io porto Fuffi a zompettiare, cioè a sgranchirsi le gambe, in un luogo sicuro, senza imbrattarsi nelle aiuole del rione, divenute oramai soltanto luoghi dove i padroni ci portano a fare i bisognini ai loro cagnetti. Ecco perché io ci tengo molto a far restare così com’è “Santa Clementina”...

Rassicurati, Gelsomi’! “Santa Clementina” è difesa da numerose, encomiabili associazioni ambientaliste che vanno allargando sempre più il loro campo d’aziome. Ora ci sono anche i difensori della storia di quell’area. Le fonti storiche ci narrano di una chiesa con annesso convento femminile, fondati da Teodora, moglie del duca Romualdo...”.

Veramente?” chiede, meravigliata, Gelsomina “Io scavando nel terreno per scippare le piantine di cicoria non ho mai intoppato qualche pietra storica, soltanto qualche briccillo o un mazzacano...”.

Eh già! Mò i residui di storia te li sistemavano a fior di terreno!... Lì sotto dormono tombe medievali e tanti altri notevoli reperti. Oggi appositi strumenti di ricerca possono sovare e far portar e alla luce anche “pezzi di storia” come la chiesa ed il convento voluti da Teodora”.

Cavalie’, mi fa tanto piacere di sapere che le soprintendenzr (e gli amministratori comunali) hanno dei motivi in più per bloccare lo sfruttamento intensivo di quella zona. Così potrò continuare a farvi divagare Fuffi ed a cogliere un cestello di cicoria. Cavalie’, per la bella notizia che mi avete dato posso portare, se la gradite, un po’di cicoria pure a voi. Magari ne porto un cestello anche agli ambientalisti...”.

CLEMENTE CASSESE

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