05/03/2014

Ricerca e innovazione, le chiavi del successo

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L’esposizione universale del prossimo anno offre la possibilità, in particolare ad un territorio piccolo ma dalle grandi potenzialità come il Sannio, d’individuare un percorso comune basato sulla conoscenza della realtà e sulla condivisione di precise scelte che siano in grado di favorire tale processo di modernizzazione. Essenziale, in quest’ottica, è il contributo che possono e devono dare strutture come l’Università ed il CNR, che rappresentano le “culle” della ricerca e dell’innovazione.

Di questo e di altro, ne abbiamo discusso con Luigi Nicolais, presidente del Centro Nazionale di Ricerca, partner scientifico di Padiglione Italia Expo' 2015. “Il CNR svolgerà attività di supporto alla verifica e validazione dei contenuti scientifici delle attività, in relazione alle proposte ed ai progetti che verranno presentati. Abbiamo identificato alcuni fils rouges attraverso cui raccontare come la scienza e la tecnica concorrano a migliorare la qualità della vita ed il benessere delle persone, oltre ad affermare, a livello internazionale, l’immagine positiva, attraente ed innovativa dei territori presenti all’Expo'”.

Nutrire il Pianeta è il tema principale: qual è l’approccio del CNR in questo campo? “La nostra idea è di guardare in maniera integrata l’intera problematica legata al cibo e alla salute. Pensare al cibo, cioè, non solo come la parte finale di un lungo percorso produttivo, ma guardare l'intero processo: cominciare a pensare alla genetica della pianta, alle reali condizioni dei terreni, per arrivare poi ad un cibo che abbia quei corretti poteri nutritivi e la capacità di essere conservato. Tutto questo processo integrato, dalla pianta al cibo, è un processo che richiede molta ricerca e richiede anche una grande capacità d’interazione”.

Dove questo è stato fatto, anche le aziende ne hanno tratto benefici in termini di qualità di prodotto. “In Italia abbiamo ampi spazi per l'agricoltura di qualità, abbiamo pertanto la possibilità di erodere delle nicchie del mercato globale in cui noi possiamo essere davvero forti, competitivi. Ovviamente questo richiede grande capacità di controllo e grande capacità di sviluppo e di innovazione, ed è appunto il lavoro che stiamo facendo”.

L’altro tema di fondo è Energia per la Vita, quindi fonti energetiche alternative. “Le energie alternative sono importanti, ma altrettanto importante è la riduzione della perdita di energia. Ad esempio, tutti i nostri edifici perdono quasi il 40% d’energia che normalmente utilizziamo: il 40 per cento va via, perché l'edificio è stato progettato quando l'energia non era un problema. Il risparmio energetico, quindi, insieme alle fonti alternative, sono due argomenti che non possono essere considerati divisi, ma che camminano insieme al fine di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio”.

Un territorio piccolo come il Sannio, cosa deve fare per cogliere qualche frutto concreto da questo eccezionale evento? “Il Sannio è ricco di tradizioni, è un territorio capace di esprimere un’agricoltura di qualità, ma è anche un territorio con una grande capacità di ricerca: l’Università del Sannio, è stata sempre considerata un fiore all'occhiello nel settore dell’ICT, dell'informatica, per cui può fare moltissimo. Io credo che l'Italia e l'Europa non devono omologarsi - ha concluso Nicolais - ma devono essere un insieme di sistemi eccellenti: non tutto è eccellente nelle stesse direzioni, ma lo è in aree diverse. In tutto questo, il principio della collaborazione pubblico/privato è essenziale, perché anche gli enti di ricerca pubblica come il CNR, per raggiungere risultati eccellenti, hanno la necessità di lavorare di più con le imprese”.

GIUSEPPE CHIUSOLO

giuseppechiusolo@tin.it

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