23/03/2014

Molto in voga negli States la dieta chetogenica

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Nella moltitudine di regimi alimentari recentemente in voga, spicca la dieta chetogenica, studiata sin dal 1922 negli USA. Tale dieta richiede un ridotto apporto di carboidrati e si è dimostrata essere efficace nel trattamento di patologie quali epilessia, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, obesità, diabete di tipo I e II, dolore e processi infiammatori in generale, trauma cranico ed alcuni tra i tumori più invasivi. Pertanto, la dieta chetogenica promuove il consumo di alcuni tipi di grassi, come gli Omega 3 ed Omega 6 del pesce, quelli della carne, uova, formaggi, frutta secca, olio di oliva e di cocco, a spese degli zuccheri semplici e complessi.

I meccanismi attraverso i quali la dieta chetogenica opera sono attualmente in fase di studio in molti laboratori, ma ciò che più interessa sapere è che i corpi chetonici (da cui la dieta chetogenica), che rappresentano la forma di energia alternativa ricavata dal grasso corporeo, hanno effetti benefici multipli contro le patologie sopra menzionate. Tali risultati sono stati osservati in un primo momento negli animali, e poi sull’uomo.

La dieta chetogenica è oggigiorno adottata in ospedali e cliniche, per lo più negli States, sebbene sia associata ad una bassa compliance del paziente, poiché l’organismo (e specificamente il cervello) è abituato ad un metabolismo di tipo glicolitico, tramite il quale dalla degradazione degli zuccheri viene ricavata l’energia necessaria al sostentamento di cellule, tessuti, organi e apparati. Ciò rende particolarmente difficile il processo di eliminazione degli zuccheri dai pasti standard e comunemente usati nell’alimentazione.

Tuttavia è stato dimostrato che dopo un iniziale periodo di adattamento al metabolismo dei corpi chetonici, che di solito varia tra 3 e 5 settimane nell’individuo medio, le capacità funzionali e cognitive migliorano notevolmente, così come la capacità di concentrazione e la performance fisica in attività motorie di tipo aerobico (ad esempio la corsa) ed anaerobico (ad esempio il sollevamento pesi). E’ stato infatti dimostrato scientificamente che un gran numero di atleti sia in grado di registrare i propri tempi o performance migliori.

Il giornalista Gary Taubes (New York Times) ha profusamente trattato, in Good Calories, Bad Calories (2007) e Why We Get Fat, and What to Do About It (2010), il concetto di “naturalezza” dell’alimentazione, ossia cosa siamo stati programmati a metabolizzare. L’autore sottolinea come i carboidrati siano all’origine di un gran numero di patologie cardio-vascolari e neurodegenerative e quanto gli stessi siano un prodotto “artificiale”, cioè ricavato ed adattato alla nostra alimentazione.

Di particolare interesse è l’approccio alla dieta nel trattamento dei tumori del sistema nervoso e/o metastatici. La sua efficacia, dimostrata in centinaia di casi, risiede nel fornire selettivamente nutrimento alle cellule sane, e di “affamare” quelle tumorali. Mentre le cellule normali cercheranno il loro nutrimento nei carboidrati prima ed, in mancanza di questi ultimi, consumeranno le riserve di grasso, le cellule tumorali possono ricavare energia solo dagli zuccheri (tramite la glicolisi).

E’ stato dimostrato che, in seguito ad una assidua dieta chetogenica di almeno 4 mesi, è possibile ridurre considerevolmente la massa tumorale dei pazienti e ripristinare le condizioni fisiologiche. Tuttavia, l’esito del trattamento dipende dallo stadio della neoplasia e dalla variabilità individuale.

Questo articolo vuole informare e sensibilizzare i lettori verso il trattamento metabolico delle patologie indicate, che ogni anno mietono numerose vittime o rendono la qualità della vita limitata. La dieta chetogenica rappresenta, pertanto, un’ottima ricetta per vivere meglio e più a lungo.

RAFFAELE PILLA

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