03/04/2014

Solenni celebrazioni a Benevento per Papa Wojtyla santo

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L’annuncio della canonizzazione fu dato da Papa Francesco Bergoglio nel suo primo concistoro con i cardinali a Roma. La data del 27 aprile 2014 non è casuale, in quella domenica si celebra la festa della Divina Misericordia istituita da Karol Wojtyla. Ed è proprio la misericordia, presente anche nel motto episcopale di Bergoglio, la parola chiave di questo primo anno di pontificato di Francesco.

Canonizzare insieme Roncalli e Wojtyla è un messaggio che il pontefice argentino rivolge alla Chiesa. Se Bergoglio fosse stato eletto al posto del dimissionario Ratzinger nel 2005 si sarebbe chiamato Giovanni XXIV, scegliendo il nome del “Papa buono”. Per Francesco Bergoglio, Roncalli è la figura del prete di campagna che ama e sa curare i suoi fedeli anche da vescovo e da nunzio.

Bontà, umorismo, semplicità e santità risplendono in Angelo Giuseppe Roncalli, nato a Sotto il Monte nel 1881 e morto nel 1963. Il Papa che aprì il Concilio Vaticano II nel 1962, scrisse le encicliche “Mater et Magistra” e “Pacem in Terris”; visitò i piccoli ammalati all’ospedale Bambin Gesù, i carcerati di Regina Coeli e si recò in visita a Loreto ed Assisi. Un uomo docile alla voce dello Spirito Santo.

Karol Jozef Wojtyla, nato a Wadowice nel 1920 e morto in Vaticano il 2 aprile 2005 è stato docente, Arcivescovo di Cracovia, Pontefice per 26 anni, autore di tantissime encicliche come “Redemptor hominis”, “Laborem exercens” e “Centesimus annus”, grande missionario, un uomo che ha portato il Vangelo in ogni angolo della terra, viaggiatore instancabile di Dio come un moderno apostolo San Paolo, il Papa del “Totus tuus” condotto per mano dalla Vergine Maria. La guarigione straordinaria della costaricana Floribeth Mora Diaz ha affrettato l’ora della canonizzazione del Papa che nel giorno della sua morte fece fermare il mondo che gli gridò forte: “Santo subito!”. Il Papa, padre ed amico, che ha saputo affrontare le sfide della modernità ed annunciare la speranza anche tra mille tribolazioni e inaudite sofferenze.

Giovanni Paolo II venne a Benevento il 2 luglio 1990, venerò la Madonna delle Grazie, parlò in Duomo, inaugurò il nuovo Seminario, celebrò l’Eucarestia nello Stadio Santa Colomba. Tutti lo abbiamo ascoltato, seguito, amato e invocato, ora lo veneriamo e cerchiamo di imitare come testimone eroico dell’amore che si dona senza risparmio.

Partecipare alla canonizzazione in Piazza San Pietro risulta assai difficile per la popolazione ed allora abbiamo pensato di vivere in città l’evento straordinario, presso la chiesa di San Gennaro, dove si venera una sua reliquia e dove dal primo maggio 2011, giorno della Beatificazione, si ammira uno splendido monumento in bronzo dell’artista Albano Poli.

Il 27 aprile alle ore 11.00 Coroncina cantata della Divina Misericordia, alle 11.30 solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco e animata dal coro polifonico “Hortus Musicae” diretto da Adriana Accardo, omaggio floreale, preghiera davanti al monumento del Santo e bacio della reliquia. Alle 19.30 Concerto in onore di San Giovanni Paolo II con l’esibizione dei più grandi artisti del Teatro San Carlo di Napoli, con la direzione artistica di Antonio Benvenuto. Al termine buffet offerto a tutti i partecipanti nel Salone parrocchiale San Giuseppe. Il concerto in tre momenti avrà una parte sacra, poi una di celebri arie d’opera e per finire le romanze più famose al mondo. Interverranno il tenore Giuseppe Armando Valentino, il soprano Sabrina Messina ed il pianista e compositore Antonio Armano. Una serata d’arte ed una festa di popolo, nel segno di Giovanni Paolo II, il Grande.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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