17/04/2014

Le Regioni sono ancora utili? La riflessione di Ennio Cicchiello

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Mi ha dato l’incipit di questa riflessione l’articolo di Mario Pedicini, pubblicato su “Realtà Sannita” n. 3 del 28 febbraio 2014. Egli ritiene che le Regioni non hanno ragione d’esistere perché “hanno tradito la loro ragion d’essere” e “non hanno più una ragion d’essere”.

Io da tempo, in pubblico e in privato, sostengo l’ineluttabilità della soppressione delle Regioni o perlomeno un drastico ridimensionamento delle loro funzioni, come già indicato in una petizione inviata al Presidente della Repubblica e firmata simbolicamente da 128 elettori della Valle Telesina e della città di Roma.

Negli ultimi tempi, le ruberie, gli abusi, i privilegi, gli sprechi perpetrati dai rappresentanti delle Regioni sono diventati così frequenti, insopportabili e odiosi, specialmente in un periodo di grave sofferenza da parte della popolazione, che mi sono convinto che l’unico mezzo per liberarci dalla loro inefficienza, arroganza e sfacciataggine sia l’abrogazione delle Regioni. Soprattutto se si considera che abusi e privilegi non siano solo di questa o di quella Regione, ma che il malcostume è diffuso su tutto il territorio nazionale.

I fatti più eclatanti sono numerosi perché comportamenti illegali e delinquenziali accadono a ritmo giornaliero o quasi. A mo’ d’esempio ne cito solo alcuni per dare un’idea della loro esistenza devastante nei confronti delle popolazioni amministrate.

Regione Piemonte: rimborsi ai politici, tra cui anche Cota, indagati 56 consiglieri su 60, per spese supposte illecite dagli inquirenti, per circa 900mila euro. Nessun partito si è salvato, neppure M5Stelle. Si tratta di pranzi, cene, carburante, trasporti, viaggi e in alcuni casi anche beni di lusso. Al pidiellino Angelo Mastrullo sono stati rimborsati 39mila euro solo per ristoranti; Alberto Cioffi, Udc, ha ricevuto un rimborso di 39mila euro per ristoranti, 13mila euro per un trasferimento a Roma. Senza contare che ai consiglieri regionali del Piemonte il contribuente paga anche le cartucce per andare a caccia.

Le Regioni fanno spese spaziali”. All’Air Show di Le Bourget di Parigi hanno partecipato con propri padiglioni la Regione Piemonte, la Regione Lombardia, Apulia Regione. La Regione Lazio nel 2005 contribuì al finanziamento della missione spaziale Soyuz, con a bordo il comandante viterbese Roberto Vittori. La Regione Campania nel 2011, mese di ottobre, ha partecipato al congresso internazionale di astronautica a Capo Town in Sudafrica.

Da quando le Regioni hanno preso a gestire valanghe di denaro, la tentazione di comportarsi come Stati sovrani è stata inarrestabile. Ecco allora le ambasciate regionali, gli assessorati, le agenzie di promozione fino all’esplosione di una selva di surreali marchi territoriali.

Nel 2010 il ministro dell’economia Giulio Tremonti fece il conto, scoprendo che tra ambasciate, consolati, uffici di promozione, antenne commerciali e punti d’appoggio, le Regioni italiane potevano contare su 178 sedi estere; il solo Piemonte poteva contare su 23 basi oltre frontiera, tra cui Corea del Sud, Lettonia, Costarica; trenta ne aveva la Lombardia, tra cui Brasile, Cina, Russia, Israele, Giappone, Perù” (Corriere della Sera, 29 giugno 2013, pag. 5).

Si ricorda solo qualche caso degli abusi nella sanità, nella cui attività solo il 15% della spesa è devoluto all’assistenza ai malati mentre il resto è speso per stipendi a tirapiedi e lecchini della politica molto spesso incapaci e senza titoli, come hanno riportato i giornali e le televisioni degli ultimi tempi, per fatti accaduti nella nostra regione e nella nostra provincia.

Regione Lombardia: la Fondazione Maugeri ha concordato con la Procura di Milano di patteggiare un milione di euro di sanzione amministrativa e un risarcimento di sedici milioni di euro per “smarcarsi dall’accusa di associazione a delinquere” (Corriere della Sera, 20 aprile 2013, pagg. 24-25).

Appalti nella sanità lombarda: sette arresti per corruzione, tra cui l’ex consigliere Guareschi, l’ex direttore della ‘Padania’ Leonardo Boriani” (Corriere della Sera, 13 marzo 2013, pag. 19).

A ciò si potrebbero aggiungere le illegalità vere o presunte dell’ex presidente Formigoni, come da fonte giornalistica.

Di questi giorni è il caso del governatore della Regione Calabria condannato a sei anni di carcere e interdizione dai pubblici uffici. Egli si proclama innocente e si propone come candidato al Parlamento europeo. E’ una costante dei partiti italiani che proteggono i loro indagati e condannati sotto l’ombrello del seggio in Parlamento, come già si è verificato per Polverini del Lazio e Formigoni della Lombardia, dimostrando di non vergognarsi di nulla, tanto i valori della morale e dell’etica sono sprofondati sotto i piedi.

Si ricordano ancora gli scandali dei rimborsi effettuati nella Regione Lazio, gli abusi della Regione Lombardia che hanno riguardato la famiglia Bossi. Poi c’è lo scandalo delle società a partecipazione pubblica: “Nella Regione Campania sono stati spesi 100 milioni di euro per avviarle; tutte sono state istituite per creare servizi, invece molte di esse non creano servizi e appaltano gli stessi servizi per i quali sono state create, come l’Efi. Perlomeno dieci di queste aziende farebbero le stesse cose di altre o dell’ordinaria amministrazione della Regione. Ai vertici delle società partecipate ci sono 255 consiglieri lautamente pagati” (Corriere del Mezzogiorno, 27 ottobre 2006 - inserto del Corriere della Sera).

Dopo ogni scandalo, “E adesso pulizia” annunciano i dirigenti di tutti i partiti, “Subito un codice etico”. “Liste senza inquisiti”, promettono. Più promettono, meno mantengono. Dal caso Lockheed a quello De Girolamo, dopo ogni scandalo c’è stato un movimento moralizzatore, e dopo ogni movimento moralizzatore il nulla (Gioia 2010, pag. 61- Settimanale Gruppo Rcs).

Poiché la classe politica italiana da se stessa non produce riforme anche se da essa stessa invocate, come è il caso della legge elettorale per cui quella varata è una brutta copia del cosiddetto Porcellum, tesa solo a conservare la casta, facciamo qualcosa di concreto e non lamentiamoci soltanto. Per quanto riguarda le Regioni, io propongo di organizzare un referendum, per la loro abrogazione. Ritengo che la maggioranza della gente se le voglia togliere dal groppone.

ENNIO CICCHIELLO

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