02/07/2014

Quando Papa Wojtyla venne a Benevento

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Ognuno di noi può dire ho un santo per amico. A Karol Wojtyla sono stati necessari 26 anni per diventare prete e 12 per diventare vescovo, ma a Giovanni Paolo II, quel 16 ottobre 1978, sono bastati tre minuti per conquistare il mondo, sbalordito dall’accattivante spontaneità del nuovo Papa venuto da molto lontano, dalla martoriata terra di Polonia.

Abbiamo assistito ad uno dei più lunghi pontificati della storia: 264° successore di Pietro, 455 anni trascorsi dall’elezione di un Papa non italiano prima di Wojtyla, 26 anni, 5 mesi e 17 giorni la durata del suo pontificato, uno dei più lunghi della storia della Chiesa.

Un Papa amico del mondo, molto amato, che ha riservato un affetto speciale anche alla nostra terra sannita: per il legame profondo che lo ha unito al nostro San Pio da Pietrelcina, per la gratitudine manifestata al nostro San Benedetto da Benevento evangelizzatore e protomartire della Polonia e per la visita pastorale fatta a Benevento proprio 24 anni fa, il 2 luglio 1990.

Un Papa mancava da Benevento dal 1849, quando questa città fu visitata da Pio IX. In precedenza c’erano stati tanti pontefici. Alcuni di essi posero qui la loro residenza per diversi anni: Leone IX nel 1053 e Adriano VI nel 1156 soggiornarono a Benevento per circa 9 mesi; Alessandro III, nelle note vicende con Federico Barbarossa, dimorò a Benevento per circa 3 anni, dal 1167 al 1170.

Vincenzo Maria Orsini, divenuto Papa con il nome di Benedetto XIII, volle rimanere ancora arcivescovo della sua amata Benevento che visitò anche da Pontefice. Giovanni Paolo II vi ha soggiornato per un’intera giornata. I gesti di quell’evento sono già storia: al Santuario della Madonna delle Grazie, in Cattedrale, nel nuovo Seminario per l’inaugurazione dopo oltre 400 anni dal vecchio istituto fondato dal Cardinale Arcivescovo Giacomo Savelli nel 1567, tra gli ammalati nella palestra del Seminario al viale Atlantici, al Palasannio con i giovani, allo stadio Santa Colomba per la Celebrazione Eucaristica conclusiva dinanzi al “Cristo dei Liberati” e alla veneratissima immagine della “Madonna delle Grazie”.

Le sue parole di commiato, in quella storica giornata, sono un testamento d’amore: «Ti ringrazio, Benevento, per questa giornata che abbiamo passato insieme, la tua giornata, giornata della Madre delle Grazie! Ti ringrazio Benevento, per la tua accoglienza, per la tua presenza, per la preghiera, per i tuoi canti! Ti ringrazio, Benevento, di cuore! E direi ancora: Benevento, ti ringrazio per questo vento che ci ha portato il tramonto della giornata! Ti auguro di rimanere sempre fedele alla tua grande eredità cristiana trasmessa dagli Apostoli, dai Martiri, come San Bartolomeo, san Gennaro. Ti ringrazio di rimanere sempre nella Grazia del Signore, per la intercessione della tua e nostra Madre. Benevento, ti auguro anche le buone vacanze!»

Una reliquia del Santo Pontefice si venera permanentemente nella chiesa cittadina di San Gennaro ed un monumento bronzeo all’ingresso del tempio ne esalta la potenza d’intercessione.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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