02/07/2014

Il Pascale eccellenza dell'oncologia italiana

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L’Accademia dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo e la massima istituzione culturale italiana, ha premiato l’Istituto Pascale di Napoli come principale IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), nonché centro di riferimento per la rete oncologica, regionale e del Mezzogiorno. Il conferimento è stato assegnato il 26 giugno scorso a Roma dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nelle mani del direttore generale del Pascale, Tonino Pedicini. La cerimonia si è svolta a Palazzo Corsini. L’Accademia ha riconosciuto unanimemente al Pascale per il 2014 il premio Cataldo Agostinelli e Angiola Gili Agostinelli.

Nella motivazione si legge che l’Irccs partenopeo <è un’eccellenza nel campo della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali, sia attraverso la ricerca clinica, sia attraverso l’innovazione tecnologica e gestionale. In questo ambito, scrivono gli accademici, l’Istituto si configura come centro di riferimento per l’oncologia della Regione Campania determinante per contribuire, con altre aziende sanitarie, a un più vasto progetto di costruzione di una rete oncologica regionale>.

Nelle 18 pagine, in cui viene spiegata la motivazione del conferimento sono citati il direttore scientifico Gennaro Ciliberto e alcuni tra i maggiori chirurghi e oncologi del Pascale (Gaetano Rocco, Paolo Ascierto, Nicola Mozzillo, Alessandro Morabito, Francesco Perrone, Sandro Pignata), si evince che la qualità della ricerca scientifica, documentata anche dagli indicatori bibliometrici è di particolare rilevanza e valore internazionale e costante nel tempo.

Direttore Pedicini, cosa rappresenta questo premio?

Un premio così prestigioso ricevuto direttamente dalle mani del nostro presidente della Repubblica è il miglior riconoscimento possibile per tutti coloro che ogni giorno in tutti i ruoli lavorano con intelligenza e umanità nel nostro Istituto.

Quali sono gli obiettivi che il Pascale si prefigge di raggiungere per rispondere sempre più ai bisogni dei pazienti?

Migliorare le procedure operative al fine di offrire standard diagnostici e terapeutici sempre più elevati a tutti i cittadini; completare il processo di rinnovamento tecnologico con l’implementazione dei percorsi diagnostico-terapeutici; qualificare la ricerca scientifica, indirizzando i fondi verso il continuo rinnovamento tecnologico in supporto ad una ricerca prevalentemente trasnazionale che mira allo sviluppo di farmaci bersaglio (target therapy), e all’ identificazione di nuovi biomarcatori prognostici e predittivi di risposta ai farmaci nello spirito di una spinta sempre maggiore verso la terapia personalizzata dei tumori; rendere l'Istituto un punto di attrazione degli investimenti pubblici e privati nel campo della ricerca, favorendo sforzi comuni fra le varie componenti dei settori prevalentemente clinici e di ricerca che insieme alla direzione scientifica e sanitaria possono indirizzare i progetti di ricerca in contesti continuativi nazionali, europei ed internazionali. E infine la formazione e l’aggiornamento del personale dedicato alla assistenza dei pazienti oncologici, ivi inclusi gli operatori sanitari dei distretti. In questo ambito è ormai consolidata l’attività dell’Istituto nella organizzazione di ”Master post-laurea” al quale accedono laureati esperti nel settore dell’oncologia.

L’attività di ricerca rappresenta il cardine fondamentale per combattere le malattie tumorali. Perché la qualità degli studi clinici, inerenti le quattro macroaree si è imposta nei contesti nazionali ed internazionali?

Negli anni trascorsi numerosi brevetti sono stati depositati da ricercatori dell’Istituto e nel 2012 è stato istituito un Ufficio di Trasferimento Tecnologico che affianca i ricercatori nel processo di protezione della proprietà intellettuale e valorizzazione dei risultati della ricerca. Molto significativa ai fini della qualità della ricerca è la capacità dell’Istituto di inserirsi in rete con altri IRCCS, organismi internazionali e con strutture assistenziali operanti sul territorio. Il lavoro svolto dal nostro gruppo di ricercatori è impressionante per continuità e qualità con oltre 60 sperimentazioni indipendenti condotte nell’ultimo decennio, grazie alla collaborazione di oltre 600 istituzioni italiane e straniere, che hanno direttamente prodotto quasi 150 pubblicazioni con più di 1000 punti di Impact factor, uno degli indicatori più largamente accettati di qualità della produzione scientifica.

Parliamo ora di Terra dei fuochi. Che risposte può dare la comunità scientifica del Pascale?

Sugli ammalati ricoverati al Pascale provenienti dalla cosiddetta Terra dei Fuochi è stato da poco avviato uno studio volto a verificare se esista effettivamente un nesso tra l’aria che gli abitanti di quei comuni respirano e la patologia di cui si sono ammalati. Stiamo però ancora in una fase iniziale per dare dati. Questi studi sono stati avviati in seguito al crescente allarme creato in quelle zone e sono finanziati con fondi provenienti dal 5 per mille, fondi quindi degli stessi cittadini.

NICOLA MASTROCINQUE

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