16/07/2014

Una nuova cura contro il cancro

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“Una dieta a basso apporto glucidico e ad elevato contenuto di grassi, nota come dieta chetogenica, può sostituire la chemioterapia e la radioterapia persino per il più letale dei tumori”, sostiene il Dr. Thomas Seyfried, professore presso il Boston College e ricercatore leader nel settore della ricerca oncologica negli Stati Uniti.

E’ risaputo, infatti, che seguire una dieta chetogenica genera un relativamente rapido aumento di corpi chetonici (o chetoni) nel sangue. Ma cosa sono esattamente i corpi chetonici?

Si tratta di una fonte di energia alternativa che il nostro organismo produce al fine di nutrire il cervello durante periodi di digiuno, di privazione di carboidrati o persino dopo il riposo notturno. Le nostre cellule richiedono un costante apporto di ossigeno e di energia per la sopravvivenza. Lo zucchero nel sangue è in grado di fornire una modesta quantità di energia, così come fanno le proteine ed i grassi. Tuttavia, quando lo zucchero viene a mancare, l'organismo si “posiziona” in modalità produzione di chetoni al fine di nutrire cervello ed altri organi. Mediante il digiuno e la restrizione di carboidrati è possibile aumentare la concentrazione ematica di chetoni.

Non soltanto questo fenomeno è un metodo ormai approvato e conclamato per la perdita di peso, ma è anche un promettente metodo di cura antitumorale. Infatti, le cellule sane nell’organismo posseggono la flessibilità metabolica di utilizzare carboidrati, lipidi e chetoni per sopravvivere, ma le cellule tumorali mancano di tale capacità e richiedono ingenti quantità di glucosio, non potendo utilizzare l’energia dei corpi chetonici (ricavati dalla degradazione dei grassi). Innalzando la chetonemia, e quindi limitando l’apporto di zuccheri, si è in grado di ridurre glucosio ed insulina nel sangue, e questo riduce drasticamente il carburante primario per lo sviluppo della neoplasia.

Sin dal momento della nascita, la maggior parte di noi è in chetosi. I corpi chetonici sono molecole alla base della sopravvivenza per neonati, bambini e adulti. In particolare, il latte materno contiene circa il 60% di grassi, di cui una concentrazione considerevole di acidi grassi a catena media, che si trovano comunemente anche in alimenti quali olio di cocco e che hanno la capacità di elevare i chetoni ematici in maniera relativamente rapida. Questo spiega come anche da un punto di vista naturale siamo stati “progettati” a consumare lipidi, piuttosto che carboidrati.

Lo stesso Seyfried sostiene che la dieta chetogenica non è mai stata adottata dalla comunità medica per trattare i tumori nonostante i suoi risultati positivi riportati. “Il motivo per il quale in America la dieta chetogenica non viene prescritta per fini curativi in oncologia è principalmente economico”, afferma Seyfried, peraltro autore del libro Cancer as a Metabolic Disease. “L'oncologia è al giorno d'oggi un gran business. C'é più gente che vive grazie ai tumori piuttosto che gente che vi muore. La radioterapia costituisce un guadagno facile per gli ospedali e le cliniche”. Secondo il Dr. Seyfried, la comunità medica è riluttante nel dichiarare pubblicamente l’efficacia della dieta chetogenica per prevenire e curare le neoplasie poiché questo ridurrebbe drasticamente gli immani guadagni che normalmente la chemio e la radioterapia generano per le strutture ospedaliere.

Tuttavia, il Dr. Seyfried riconosce che la dieta chetogenica è a tutti gli effetti una terapia medica e va somministrata da professionale qualificato, poiché potrebbe causare effetti collaterali sul metabolismo se prescritta in maniera scorretta.

L’esperienza del Dr. Seyfried in questo settore indica, inoltre, che il tumore sia una malattia metabolica, piuttosto che genetica, ed il modo migliore di trattare un disordine metabolico è tramite una dieta, non di certo iniettando cocktail di farmaci chemoterapici o radiazioni. A tal proposito Seyfried ha pubblicato uno studio sul Medical Journal of Carcinogenesis.

“Il problema con i trattamenti antitumorali convenzionali”, sostiene Seyfried, “è che la comunità scientifica lo abbia sempre considerato come una malattia genetica, e pertanto molto è stato investito in studi focalizzati su geni specifici, che tuttavia non mirano alla radice del problema”.

Il Dr. Seyfried non è il solo specialista che crede nella teoria metabolica del tumore. Il Dr. Ralph Moss, nel suo libro pioneristico Questioning Chemotherapy, sostiene che l’efficacia della chemio e radioterapia contro il tumore non siano mai state dimostrate. Entrambi Moss e Seyfried sostengono che la chemio e la radioterapia non curino integralmente i tumori e che non estendano la vita dei pazienti, ma consentano di tenerli saldamente sotto controllo.

Il Dr. Seyfried, considerato il padrino del trattamento oncologico metabolico, fa ormai parte di un sempre crescente numero di ricercatori che sostengono che la dieta chetogenica possa curare la maggior parte delle forme tumorali. Ormai sono stati pubblicati diversi studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia in diversi tipi di neoplasie, e sono disponibili a tutti coloro che ne fossero interessati alla lettura.

Il Dr. Dominic D'Agostino dalla University of South Florida concorda con il fatto che il tumore sia una patologia di tipo metabolico e che possa essere tenuto sotto controllo tramite la dieta chetogenica.

Nel 2012, l'urologo Dr. Eugene Fine condusse uno studio pilota su 10 pazienti presso il Montefiore Medical Center nel Bronx, New York, in cui sottopose per 28 giorni i partecipanti, affetti da tumori allo stadio avanzato, ad una rigida dieta chetogenica che limitava l'apporto di carboidrati giornaliero a meno di 50 grammi. I risultati indicarono che 6 dei 10 pazienti rispondeva positivamente, riportando stabilizzazione della neoplasia o remissione parziale.

La D.ssa Adrienne Scheck dal Barrow Brain Tumor Research Center in Arizona sostiene che la dieta chetogenica è uno strumento efficace nel controllare i tumori cerebrali letali.

Fin'ora ci sono stati numerosi casi clinici di successo. Eccone riportati alcuni esempi.

Joe Mancaruso, 56 anni dal Texas, ha combattuto contro un tumore terminale ai polmoni senza chemioterapia utilizzando la sola dieta chetogenica. In una recente intervista Joe Mancuso ha dichiarato: “Sono convinto che non sarei qui oggi se avessi continuato con la chemio”.

Alix Hayden di Saskatoon, Canada, sta controllando il suo tumore cerebrale con la dieta.

La D.ssa Elaine Cantin da Montréal, Canada, è riuscita a controllare il diabete di tipo I di suo figlio ed il suo aggressivo tumore al seno. Entrambi I trattamenti sono descritti nel suo libro: The Cantin Ketogenic Diet.

Il Dr. Fred Hartfield, conosciuto anche come Dr. Squat, racconta invece la sua storia. Gli era stato diagnosticato un tumore metastatico agli arti inferiori, con una prognosi di 3 mesi di vita. Anche il Dr. Hartfield ha iniziato la dieta chetogenica e in poco tempo è stato in grado di migliorare la sua condizione al punto che gli oncologi non riuscivano a spiegarsi come dalla sua analisi PET-SCAN non risultasse alcun residuo di neoplasia.

Seyfried conclude ogni sua presentazione o discorso come segue: “E' ormai arrivato il momento per la comunità medico-scientifica americana e mondiale di accettare pubblicamente l'affidabilità della dieta chetogenica come un conveniente trattamento antitumorale non tossico e di inserirla come terapia alternativa ufficiale alla chemio e radioterapia, dove possibile”.

RAFFAELE PILLA

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