16/07/2014

Occorre una politica nuova per la gestione delle acque

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Il neo presidente del CABIB (Consorzio Acque Bacini Idrologici Benventani) Raffaele Scarinzi ha illustrato ai lettori di Realtà Sannita il suo programma di mandato. Egli nella relazione ha evidenziato le possibili strategie per garantire l’efficacia e l’efficienza del servizio idrico integrato, la valorizzazione dell’acquedotto del Taburno , la riduzione delle tariffe nell’interesse degli utenti.

Presidente Scarinzi nella sua relazione programmatica ha ripercorso brevemente l’iter legislativo del servizio idrico integrato. Sulla scorta della L. R. n. 2 del 2010, in attesa che venga individuato un gestore unico del servizio idrico integrato, quale ruolo assume il Cabib?

Il CABIB svolge la propria attività nel settore della gestione delle risorse idriche, dove opera in qualità di Ente pubblico economico, con natura di Azienda speciale, per conto dei Comuni consorziati. L’attività è indirizzata alla gestione dell’intero ciclo delle acque all’interno del territorio di competenza dove il consorzio svolge il Servizio idrico integrato per cinque dei sette comuni consorziati (Campoli del M.T., Castelpoto, Foglianise, Paupisi, Tocco Caudio, Torrecuso, Vitulano) mentre per gli altri due è ancora solo fornitore di acqua all’ingrosso. In attesa delle determinazione dell’ATO sul gestore unico, il consorzio ha l’obbligo di tutelare l’uso delle risorse idriche nell’interesse degli utenti e dell’ambiente; di creare le condizioni per la programmazione, la realizzazione e la gestione di fondamentali interventi di estensione e miglioramento delle reti acquedottistiche e fognarie, nonché degli impianti di depurazione.

Quali sono le strategie possibili per garantire l’efficacia e l’efficienza dei servizi, diminuendo le tariffe idriche nel Consorzio Cabib?

Le azioni avviate per incidere in tempi brevi sulla spesa per il prelievo e la distribuzione dell’acqua, e quindi per ridurre le tariffe, consistono nella elaborazione - già in corso - di un progetto preliminare per l’efficientamento energetico degli impianti dell’Acquedotto del Taburno, da presentare al competente Assessorato regionale. Gli interventi dovrebbero consentire di ridurre in maniera sensibile la spese di energia elettrica e di ammodernare l’impianto azzerando nel breve e medio termine la costosissima, periodica riparazione di pompe e motori. Nello stesso tempo si sta predisponendo la progettazione per realizzare una nuova condotta, dalle maggiori capacità, che consenta di utilizzare totalmente l’acqua delle sorgenti di Prata, che raggiungono per caduta e quindi senza spese i serbatoi del Consorzio. Si stanno infine, sollecitando i Comuni consorziati alla ricerca di finanziamenti, per l’ammodernamento degli acquedotti interni, annullando o contenendo così le attuali rilevanti perdite. Sempre nell’ottica del contenimento della spesa è stato anche deciso nel primo Consiglio di Amministrazione di non istituire alcuna indennità né per la carica di Presidente dell’Ente né per quella dei Consiglieri di Amministrazione o di componenti dell’Assemblea. Il Consiglio ha pure proceduto alla verifica dei livelli di spesa per il personale.

Il territorio di competenza del Consorzio Cabib si estende tra le Valli Telesina e Vitulanese. Quali sono le maggiori criticità ed i punti di forza, ricadenti nei comuni associati al Cabib, riguardanti i pozzi di captazione delle acque?

I pozzi sono a Solopaca, la stazione di pompaggio ed i serbatoi principali di mandata sono a Vitulano, la sorgente principale è a Cautano alla località Prata. Questi sono i capisaldi dell’acquedotto del Taburno che con pochi accorgimenti può diventare un gioiellino.

Perchè il sindaco di Foglianise nel giorno dell’elezione del Consiglio d’Amministrazione non ha condiviso la relazione proposta da lei e poi ha lasciato l’Assemblea?

Non parlerei di non condivisione ma di una difficoltà maggiore degli amministratori di Foglianise rispetto alla problematica dell’acqua a causa delle tariffe più alte che si registrano in quel comune. Purtroppo Foglianise è costretto a prelevare dall’esterno tutta l’acqua che viene somministrata ai suoi utenti e questo implica un aumento dei costi. I primi risparmi di gestione che si riusciranno ad ottenere saranno senz’altro indirizzati alla riduzione delle tariffe più elevate per ridurre i divari tra i diversi comuni.

Le fonti alternative e rinnovabili possono ulteriormente ridurre i costi di gestione, concernenti il pompaggio dei pozzi e la captazione dell’acqua, che hanno elevato le tariffe agli utenti, generando malcontento e proteste?

E’ fin troppo ovvio e su questa strada ci stiamo muovendo.

NICOLA MASTROCINQUE

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