16/07/2014

Squinzi a Benevento sprona e incita gli industriali

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Uno spiegamento di forze dell'ordine, politici e imprenditori provenienti da tutta la provincia di Benevento hanno atteso l'arrivo del presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi, in occasione dell'assemblea pubblica Benevento e la sua provincia. Le strade per lo sviluppo.

A fare gli onori di casa Giorgio Mataluni, massimo esponente di Confindustria Benevento, che ha voluto far conoscere le eccellenze e le potenzialità del nostro territorio attraverso un video introduttivo realizzato per l'occasione. Il cortometraggio ha voluto far conoscere le bellezze monumentali, dall'Arco di Traiano passando per le mura longobarde fino ad arrivare alla Chiesa di Santa Sofia, patrimonio mondiale dell'umanità. Abbiamo così visto scorrere su un grande schermo tutta la storia della nostra nostra amata città, i sanniti, i longobardi, i romani; la nostra produzione enogastronomica, artigianale e industriale; le eccellenze del vino, del torrone, della produzione industriale legate al mondo dell'automotive e dell'aeronautica; la posizione strategica del nostro territorio, al centro dei due mari, ma anche le potenzialità non sfruttate, la crisi economica, i giovani formati dalla nostra Università del Sannio e scappati al Nord o addirittura all'estero per sentirsi apprezzati e soprattutto stipendiati. Tutti questi ingredienti hanno fatto di quel video una presentazione realistica del nostro territorio.

La relazione del patron di Olio Dante ha animato la platea numerosa. I suoi toni così accesi, i suoi ammonimenti verso una politica troppe volte debole, il suo risentimento verso le banche colpevoli di non garantire agli imprenditori un accesso al credito, e le infrastrutture quasi totalmente assenti. “Il Sannio ha voglia di correre ma ha bisogno di infrastrutture e di una burocrazia snella” . Al di là della crisi economica, insomma, i mali del nostro territorio sembrano proprio questi. Ma come risolvere tutto ciò? “Non c'è colore politico che tenga quando le opere servono al progresso di un Paese - spiega Mataluni - In gioco c'è il bene di un territorio e non il tornaconto politico di qualcuno. Servono investimenti! Investimenti che oggi siamo nelle condizioni di poter promuovere perché già inseriti in tutte le programmazioni ed in parte già dotati di risorse, ma che per procedure complesse e intoppi burocratici ancora non partono: l'Alta Capacità Napoli - Bari ed il raddoppio della Telese - Caianello in primis”.

Sul palco del Teatro De Simone, gremito di fiori come fosse quello di San Remo, anche il sindaco Fausto Pepe, che si è detto onorato di poter ospitare, seppur per una breve visita, Giorgio Squinzi. Pepe ha parlato di ciò che sta facendo per la sua città: la valorizzazione turistica, lo sviluppo dei quartieri, il lavoro di rigenerazione urbana, nonché del premio recentemente conquistato come comune Riciclone ma anche delle forti delusioni collezionate nei suoi mandati.

Dalla piattaforma logistica all'Ikea senza dimenticare l'ultimo colpo basso ricevuto per il Data Center: “Le Poste Italiane prima raccolgono soldi al Sud e poi investono con i Data Center al Nord. Non si possono accettare passi indietro di questo genere!”.

Presentando il suo studio, che riprende il tema preciso del convegno, il prof. Ennio Forte ha puntato le luci sull'Alta Capacità Napoli - Bari che sarebbe in grado di effettuare la tratta Benevento - Napoli in meno di quaranta minuti “questa sarebbe una grande opportunità - ha dichiarato Forte - che porterebbe diverse famiglie alla decisione di poter vivere nella nostra città, nonché di far uscire Benevento dall'isolamento che va sempre più accentuandosi”.

Accalorato, invece, l'intervento di Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai trasporti. L'on. De Caro propone soluzioni concrete e non oniriche perché “sono decenni che si fanno campagne elettorali sul raddoppio della Telesina, e in questa precisazione non esclude nessuno: Destra, Sinistra e Centro.

Snocciola i dati, le delibere della Regione Campania, capace di escludere la Telese - Caianello dai progetti da finanziare per poi reintrodurla con la delibera dello scorso 5 giugno se non poi identificarla come operazione giuridicamente non vincolante”.

Da bravo avvocato parla con dati alla mano, tutti documentati e ammonisce, senza fare nomi, chi fa la guerra all'avversario di partito “per impedire all'uno quello che avremmo voluto fare noi”.

Di finanziamenti pubblici e privati ha parlato Fabio Bocchiola, presidente del Consiglio di Amministrazione Rec e direttore generale della Repower Italia, presentando il case history sulla diga di Campolattaro. Il progetto nato nel 2006 comprendeva una serie di interventi a sostegno delle energie rinnovabili, ma a tutt'oggi nulla di concreto è stato realizzato.

Il big di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha voluto prendere la parola per ultimo, proprio per ascoltare e capire tutte le problematiche della nostra città. Si è detto entusiasta di Benevento, della sua bellezza ma altrettanto sconvolto per la mancanza di strade adeguate. Ciò che serve a Benevento è ciò che serve anche all'Italia, “interventi mirati, ricerca e innovazione”, per non dimenticare un forte “rilancio della politica industriale e degli investimenti privati. L'Italia è un Paese pieno di risorse, di possibilità e di potenzialità. Logistica e trasporti sono settori determinanti per il paese. È arrivato il momento di cogliere le opportunità che ci vengono dai fondi strutturali europei e dalla politica nazionale di coesione 2014-2020”.

Da tutti i relatori nemmeno un cenno sull'assenza del Governatore della Campania, Stefano Caldoro, che era previsto e annunciato sull'invito distribuito da Confindustria Benevento, ma di lui nessuna traccia.

Allo spegnersi dei riflettori del Teatro de Simone è arrivato subito un commento a caldo della manifestazione appena conclusasi del sen. Pasquale Viespoli. Senza mezzi termini l’ex sindaco di Benevento ha voluto immediatamente puntare il dito su quest’assemblea a suo dire sfacciatamente di sinistra: “ho avuto più volte la sensazione di trovarmi all’assemblea di un’associazione fiancheggiatrice del Partito Democratico. Sicché la colpevole assenza della regione Campania, ha favorito la rappresentazione di una sorta di processo, innanzi tutto nei confronti della stessa Regione, e una polemica intrisa di gallismo politico, con punte di delirio narcisista, nei confronti di parlamentari assenti, con una lettura e un racconto del tutto parziale ed autocelebrativo, in particolare in tema di infrastrutture”.

SILVIA RAMPONE

silvia_rampone@hotmail.it

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