18/09/2014

Centrale idroelettrica a Campolattaro

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Dobbiamo ascoltare le comunità locali. Ma non dobbiamo alzare bandiere ideologiche. Preferisco questo progetto ad una centrale a carbone. Queste opere le dobbiamo fare, perché siamo un paese moderno”. Con queste parole il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha sottolineato l’importanza della Centrale Idroelettrica prevista presso la Diga di Campolattaro, che dovrebbe realizzare la società svizzera “Repower”.

Gli ambientalisti, con in testa “Altrabenevento”, paventano un inutile scempio ambientale. Il progetto, presentato nel 2011, costerebbe oltre 600 milioni di euro, dovrebbe essere tutto a carico dei privati, ma si è arenato per strada sia per il ritardo delle autorizzazioni ministeriali, sia per i ripensamenti dell’imprenditore, nonché per i dubbi sulle effettive ricadute dell’opera sul territorio.

Si tratta di una centrale a pompaggio - ha assicurato Fabio Bocchiola, responsabile Repower Italia - che serve ad accumulare e a distribuire energia quando occorre. Quest’opera ci consente di programmare i bisogni del territorio. Per le pale eoliche il discorso è diverso, perché tutto dipende dal vento. L’impianto idroelettrico progettato a Campolattaro sarà patrimonio della collettività, che in futuro lo potrà riprendere. Per questo è collegato al “Parco delle Quattro Acque”, disegnato dal noto architetto di fama nazionale, Italo Rota. Le opere di contenimento sono limitate. Perciò non vedo alcun rischio di scempio ambientale. Comunque siamo aperti alle critiche e alle proposte di miglioramento”.

L’occasione per riflettere sull’importante investimento è stata offerta dal convegno svoltosi a Benevento, a Villa dei Papi, per iniziativa dall’Asea della provincia di Benevento, dedicato al “Pieno utilizzo delle acque della Diga di Campolattaro-Programmi e Prospettive di Sviluppo”. Sono intervenuti, tra gli altri, il commissario Aniello Cimitile, Filippo Pengue, dirigente del Bacino “Liri Garigliano e Volturno”, l’ingegnere idraulico Giuseppa Vacca.

La prima pietra della costruzione della Diga di Campolattaro risale a 45 anni fa. Fino ad oggi è costata 125 milioni di euro. Potrebbe avere una triplice funzione: irrigua, acqua potabile ed energia. “Allo stato è un contenitore di acqua piovana - ha concluso Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle infrastrutture - una grande incompiuta. Quale uso dobbiamo farne? La centrale idroelettrica può essere una buona soluzione. Dobbiamo, però, avere grande attenzione per l’ecosistema, mirando ad un impianto ecocompatibile. L’opera può servire a fornire acqua alla città capoluogo. Ora bisogna reperire le risorse. Il Ministero dove opero farà la sua parte. Già abbiamo istituito una cabina di regia, presieduta da Erasmo De Angelis, ex sottosegretario. Siamo pronti ad ascoltare e a capire le ragioni di tutti, perché opere così significative non si possono fare scavalcando il territorio e le popolazioni interessate”.

ANTONIO ESPOSITO

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