16/10/2014

Apriamo il cuore ai profughi

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Gli extracomunitari vengono in Italia solo per rubarci il posto di lavoro”, “Vengono trattati meglio di noi”, “Sono loro che portano la delinquenza nel nostro Paese”…

Quante volte ci ritroviamo a pronunciare o ad ascoltare tali frasi fatte e luoghi comuni su persone che sono esattamente come noi, ma che semplicemente provengono da un’altra parte del mondo? Quante volte nei racconti dei nostri nonni abbiamo sentito parlare delle nostre emigrazioni verso l’America a far fortuna? Beh, i nostri predecessori non erano esattamente come loro? Forse non tutti sanno che In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art. 10, comma 3 della Costituzione:

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

Secondo il diritto internazionale, presupposto per l’applicazione del diritto di asilo è la nozione di rifugiato internazionale, cioè di colui che, direttamente (mediante provvedimento di espulsione o impedimento al rientro in patria) o indirettamente (per l’effettivo o ragionevolmente temuto impedimento dell’esercizio di uno o più diritti o libertà fondamentali), sia stato costretto dal Governo del proprio Paese ad abbandonare la propria terra e a “rifugiarsi” in un altro Paese, chiedendovi asilo.

Ed è proprio quello che è successo a 26 profughi siriani scappati dalle milizie dell’Isis e approdati nella nostra Penisola pochi giorni fa. Credo che tutti noi abbiamo almeno solo sentito parlare dell’orrore generato dai gruppi terroristici islamici in Siria, ma credo che pochi di noi possono immaginare cosa significhi vivere in quelle terre, a volte l’unica via di fuga è appunto “la fuga”. I fuggiaschi sono arrivati proprio qui, nelle nostre terre, all’inizio del mese, ospitati dalla struttura alberghiera “Fontanelle”, e accolti dalla società di servizi “Italservice Due” di Benevento in collaborazione con i Carabinieri e la Pro Loco di Pietrelcina.

Il paese si è da subito aperto a questa nuova realtà, mostrando grande senso di umanità e superando finalmente tutti gli stupidi pregiudizi, le fedi politiche, le dicerie e le xenofobie generate spesso solo dall’ignoranza, ossia dalla non conoscenza di una situazione. Grazie al vice presidente del Simposio degli immigrati di Benevento e mediatore culturale tra i rifugiati, Mohammed Ezzine, abbiamo appreso che queste persone, non sono povere, al contrario sono molto agiate, sono venute qui per non doversi arruolare, perché ormai hanno perso tutto, le loro famiglie, le loro case, il loro lavoro, tutto distrutto dal presidente siriano Bashar Al Assad e dal terrore dilagante dell’Isis.

Hanno preferito rischiare di morire piuttosto che piegarsi ad un sistema assurdo che li ha privati di ogni cosa, sono qui solo di passaggio, per sostare e ristorarsi un po’, per poi raggiungere i propri connazionali in Germania, Svezia e Norvegia. Ma in questa breve sosta si sono sentiti per una volta accettai, rispettati, in pace, dopo giorni di dolore e inquietudine, e questa loro sensazione di benessere non può che essere un grande merito e riconoscimento per la comunità di Pietrelcina e i ragazzi di Italservice Due, che insieme alle forze dell’ordine hanno permesso a tutti questi immigrati di sentirsi esattamente come noi, consentendogli un pasto, un letto un bagno, le minime condizioni possibili per un’esistenza dignitosa di vite che sono esattamente come le nostre.

Si prevedono nuovi arrivi, nei prossimi giorni, di persone che si porteranno dietro nuove storie e che, esattamente come noi, hanno diritto ad integrarle con quelle degli altri, ad ottenere rispetto e tolleranza, umanità e bene fraterno, perché di male ne hanno già ricevuto fin troppo.

Apriamo le menti, ma soprattutto i cuori a una nuova prospettiva in cui guardare “lo straniero” nel nostro territorio, non è un invasore, non è un diverso, non è un delinquente o un terrorista, no, è semplicemente uno di noi.

MARIASERENA PELLEGRINI

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