05/11/2014

Al via una Fondazione per le imprese

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La riforma delle Camere di commercio voluta da Matteo Renzi sta mettendo a dura prova il sistema camerale. Presentata su tutti i media come un’operazione di revisione di spesa che lascia soldi nelle tasche delle imprese, presto si scoprirà che il vero obiettivo del Governo era quello di poter contabilizzare, nei suoi calcoli economici, i patrimoni che questi enti hanno nei loro bilanci.

Ad oggi, per la regione Campania è prevista una sola Camera di Commercio, a Napoli; nelle altre province, solo Uffici decentrati, senza organismi istituzionali come Consiglio, Giunta e Commissioni. La Camera di commercio di Benevento, dunque, se non cambia la legge, da qui a due anni non esisterà più. Qualcosa, in sede di Unioncamere, si sta provando a fare per cercare di modificare la normativa e permettere, ad esempio alle zone interne, di avere una propria Camera sul territorio; in tal caso, Benevento e Avellino dovrebbero inevitabilmente unificarsi.

Ma dove si insedierà, nel capoluogo sannita o in Irpinia? A spostarsi, per non perdere il posto di lavoro, saranno i dipendenti di Benevento o quelli di Avellino? E le Aziende Speciali di entrambi gli enti, che fine faranno? Dare risposta a queste domande è oggi impossibile.

La partita è appena iniziata ed ognuno sta provando ad organizzarsi al meglio per difendere le proprie prerogative e rendere questi passaggi meno traumatici possibili. Nasce da qui il forte attivismo degli attuali vertici camerali, che puntano a salvaguardare il personale dell’ente, da un lato, e non rinunciare alle tante azioni messe in campo a sostegno delle imprese, dall’altro.

Lo strumento per raggiungere tali obiettivi, che la Giunta prima ed il Consiglio poi hanno individuato e votato, è quello di una Fondazione di tipo privatistico, a cui affidare lo svolgimento di servizi di assistenza alle imprese nel territorio di riferimento della Camera di Benevento. La somma impegnata a tal fine dal Consiglio camerale, nella scorsa seduta del 31 ottobre, è pari a 5 milioni di euro.

La Camera dovrà ora coinvolgere, nella sottoscrizione dell’atto costitutivo della Fondazione, soggetti sia pubblici che privati come gli enti locali, le associazioni di categoria e gli istituti bancari. È stato tra l’altro previsto di affidarsi ad una personalità di grande esperienza che accompagnerà gli organi camerali nella redazione dello Statuto, nella composizione del Consiglio d’amministrazione e nell’effettiva operatività della stessa Fondazione.

Le Camere vanno verso l’unificazione dei propri patrimoni - ha affermato il presidente, Antonio Campese -. E visto che le Camere vengono di fatto depauperate, avere una Fondazione di diritto privato ci dà la possibilità di continuare - attraverso un sistema autopropulsivo - a fare promozione, innovazione, internazionalizzazione e tante altre attività di sostegno alle imprese iscritte. La nostra ambizione è di costituire una Fondazione di carattere nazionale ma fortemente impegnata nella crescita di questo territorio. Qualunque sia il nostro destino, dobbiamo fare in modo che i soldi della Camera di Benevento restino legati al territorio sannita”.

Più che in Consiglio, qualche disappunto, rispetto a tale determinazione, si è manifestato attraverso alcune assenze alla seduta consiliare; ma anche su questo il presidente Campese è stato rassicurante: “È ovvio che tutte le Associazioni maggiormente rappresentative del mondo delle imprese avranno una loro valenza e pari dignità nella costituzione di questo organismo. In questo percorso, saremo affiancati da una grossissima professionalità (il cui nome presto renderemo pubblico) il quale incontrerà ed intervisterà personalmente tutti i componenti del Consiglio prima di procedere all’effettiva costituzione della Fondazione, che avverrà comunque in Consiglio camerale”.

GIUSEPPE CHIUSOLO

Nella foto, da sinistra, Antonio Campese insieme a Vittorio Fucci, neo assessore regionale con delega al Commercio e Artigianato, in visita alla Camera di Benevento nella sua prima uscita pubblica

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