19/11/2014

Salvare la vita dell'impresa

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Le attese sono state rispettate in pieno, il successo è stato unanime, l’organizzazione ineccepibile, l’ospitalità sannita unica nel Convegno Internazionale che ha portato la città di Benevento al centro del Diritto Fallimentare mondiale.

Dai commossi ed accorati saluti di ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento, provenienti dall’ideatore ed organizzatore della manifestazione Presidente Michele Monteleone si coglie l’essenza e la portata dei “tre giorni” che hanno visto sfilare sul palco dell’auditorium Giovanni Paolo II eminenti professionisti, studiosi ed esperti della materia.

L’idea di un autorevole confronto tra Magistrati, Professori Universitari ed Operatori Giuridici di diverse esperienze e culture sulle cause ed effetti della crisi d’impresa in una economia globalizzata pervasa trasversalmente da difficoltà strutturali e di sistema è stata condivisa da tutti.

Dalle relazioni, tutte tecnicamente irreprensibili, sono emersi interessanti approcci, tenuto conto delle diverse legislazioni di provenienza, gli istituti ed i rimedi sono risultati nel complesso omogenei e solo a tratti apparentemente differenti.

Gli autorevoli relatori si sono soffermati sulle svariate modalità di risoluzione della crisi d’impresa elaborate dai diversi ordinamenti giuridici comparati, tutti si sono trovati unanimemente d’accordo sulla volontà degli Stati sovrani di superare le difficoltà determinatesi nel sistema economico mondiale.

L’esperimento è riuscito in pieno, anche dal punto di vista della politica che può trarre interessanti spunti in sede legislativa da consessi di così alto livello, queste in sintesi le parole dell’On. Francesco Paolo Sisto nell’intervento conclusivo.

Ebbene dalla disamina degli interventi dei 61 autorevolissimi relatori provenienti dai 12 paesi presenti, oltre all’ospitante Italia: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Francia, Germania, Messico, Portogallo, Portorico, Spagna, Uruguay, Venezuela, è emerso che il Diritto concorsuale Fallimentare per effetto della grave congiuntura economica mondiale sta gradualmente uscendo dall’originario perimetro privatistico che interessava prevalentemente la sfera creditoria e debitoria in cui la procedura era volta alla migliore liquidazione dell’azienda per soddisfare il più possibile i creditori; ad una sfera più marcatamente pubblicistica in cui oltre agli interessi dei creditori si bilanciano ulteriori e più complessi interessi di carattere sociale, in primis il mantenimento in vita dell’impresa al fine di garantire la conservazione di un sistema economico che salvaguardi l’occupazione dei lavoratori, la cui fuoriuscita dalla catena produttiva provoca ulteriori e forse più gravi conseguenze in termini economici e sociali, rispetto alla pretesa dei singoli creditori interessati.

E’ questa la tendenza prevalente delle diverse legislazioni messe a confronto nella tre giorni beneventana.

Quasi tutte le relazioni hanno evidenziato l’approccio degli ordinamenti contemporanei tendente al bilanciamento tra le diverse esigenze di liquidità, a garanzia del credito, e la salvaguardia della produzione aziendale, la cui cessazione provocherebbe costi sociali ancora più rilevanti; sia pur in un contesto di difficoltà economiche soggettive, riguardanti le singole attività, ed oggettive, riguardanti l’intero sistema economico nazionale e transnazionale.

I lavori, nei tre giorni interessati: 13-15/11/2014 sono stati suddivisi in 13 sessioni, tutte contrassegnate dalla presenza di ospiti nazionali ed internazionali, in cui sono stati sviscerati tutti gli aspetti peculiari che investono le condizioni ed i rimedi della crisi d’azienda, esaminati in ogni loro peculiarità, offrendo altresì ai professionisti accreditati soluzioni diverse in virtù degli ordinamenti di provenienza.

Lo spessore dell’evento è stato sancito dagli innumerevoli contatti nei tre giorni di diretta streaming attraverso il sito web dell’Osservatorio Crisi d’Impresa www.osservatorio-oci.org

Questo poliedrico ventaglio di soluzioni ed autorevoli apporti è stato possibile anche per il notevole contributo offerto dalla Prof. Stefania Pacchi Ordinario dell’Università di Siena e Presidente dell’Istituto IberoAmericano de derecho concursal, autentico punto di raccordo tra studiosi di matrice Europea e Latino Americana.

A latere, oltre all’alto valore degli interventi che saranno oggetto di prossima pubblicazione scientifica, c’è da registrare anche un notevole afflusso turistico- congressuale in Città che ha portato ad occupare circa l’80% delle camere a disposizione delle diverse strutture alberghiere cittadine, il che ha riversato sul territorio un innegabile indotto economico.

Al riguardo gli organizzatori hanno previsto per gli ospiti del convegno anche itinerari conoscitivi al fine di far apprezzare il patrimonio paesaggistico e culturale della provincia Sannita; per scelta gli stessi si sono avvalsi della collaborazione di realtà economico-imprenditoriali locali.

L’organizzazione è stata possibile anche per l’apporto di partners pubblici e privati tra i quali l’Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili di Benevento, gli Ordini degli Avvocati di Ariano Irpino e Benevento, spicca altresì la Camera di Commercio di Benevento in primis ed il Comune di Benevento che ha concesso il patrocinio, CIA e Confindustria, insieme a consolidate realtà editoriali e creditizie capitanate dalla locale Banca del lavoro e del Piccolo Risparmio, che hanno creduto nell’iniziativa.

L’opinione comune è stata unanime: Organizzazione ed Ospitalità impeccabili sotto ogni aspetto, ripetutamente e pubblicamente testimoniate da tutti i relatori e partecipanti al Congresso, e sottolineate dalle altre attestazioni di stima e gradimento per il lavoro svolto.

Tutto ciò dimostra che le iniziative culturali, se di alto profilo, possono determinare un concreto apporto all’economia reale e provocare un corretto sviluppo territoriale, soprattutto per realtà “nascoste” come la nostra cara Benevento, con tutta la sua gloriosa storia.

GIANLUIGI NENNA

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