04/12/2014

Un piano regolatore per il turismo

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Forse amano le sfide impossibili, non sono eccitabili dall'ordinaria amministrazione. Sarà per questo che al Comune di Benevento né sindaco, né assessori, né funzionari si interessano di turismo, mentre trepidano al capezzale della AMTS ormai più morta che moribonda.

Questa azienda (alla quale si decide di conferire il parcheggio di Porta Rufina e qualche appartamento per civili abitazioni al solo scopo di tentare di sottrarla al fallimento), la si vorrebbe partner di una ATI (Associazione temporanea d'impresa) con la AIr (Autoservizi Irpini) per poter gareggiare per la assegnazione di linee automobilistiche anche extraurbane. L'affare si è concluso con una brutta figura: la AIr ha accusato il promesso socio di carte false, avendo conteggiato nei chilometraggi operati anche quelli relativi agli scuolabus.

Certe operazioni andrebbero mantenute nel più stretto riserbo, invece come se nulla fosse si è fatta strada la notizia che all'AMTS sarebbe interessata una società delle Ferrovie dello Stato. Non ci resta che attendere l'interessamento di NTV, la ditta di Della Valle, Montezemolo e Punzo. E andrà a finire che i beneventani viaggeranno gratis, oltre che sugli autobus urbani, anche sulle Frecce e sugli Italo. Signori, in carrozza.

Volendo credere alla bontà dell'operazione, ne discende comunque che viaggiatori trasportati dal potente nuovo socio potrebbero approdare a Benevento, città in possesso di un bollo UNESCO e, comunque, dotata di una storia e di un patrimonio di tesori artistici e storici di primaria eccellenza.

Ma se pure fallisse ogni tentativo di salvare l'AMTS, Benevento resta pur sempre una città dalla storia probabilmente unica, che si può raccontare attraverso monumenti, documenti, personaggi e vicende di interesse mondiale.

Solo venendo a Benevento si possono toccare con mano le testimonianze di queste vicende. Ebbene che cosa si fa per attirare turisti a Benevento?

A questa domanda devono rispondere con onestà gli amministratori che si sono succeduti sui vari scranni del potere amministrativo di questa città. A costo di annoiare, devo ricordare che, negli anni '60 (mezzo secolo fa) il professore Umberto Fragola, alle riunioni indette dal prefetto Paternò per sollecitare azioni di promozione del turismo, diceva chiaro e tondo che turismo non è il tedesco che si ferma a guardare l'Arco di Traiano e se ne va contento di aver visto un “unicum”, ma turista è chi si ferma a mangiare in ristorante, a dormire in albergo: turismo, cioè, è un fenomeno economico. Fragola non fu profeta in patria, la sua Università per gli Studi Turistici di Faicchio non ottenne alcun sostegno, né fu usata per una “statizzazione” che avrebbe consentito la nascita dell'Università di Benevento con trent'anni di anticipo.

E proprio la presenza dell'Università e del Conservatorio, e di una rete di istituti scolastici superiori, unitamente a giacimenti di altissimo pregio (Il Museo del Sannio, il patrimonio museale e librario oltre che architettonico della Archidiocesi) devono costituire l'ossatura culturale per la una progettazione alta della fruibilità turistica della città di Benevento.

Occorre un inventario dei giacimenti storico-artistici-documentari, con allegata una logistica della fruibilità. Ciò non solo al fine di mettere a disposizione dei visitatori una lista di ciò che si può vedere, ma più propriamente allo scopo di disegnare una logistica disciplinare delle cose qui giacenti e che non è possibile ritrovare in altre città del mondo, per la semplice ragione che certe cose stanno qua e solo qua.

La città può vivere e svilupparsi in senso moderno se si decide di mettersi al servizio del suo non effimero destino turistico. Un turismo di qualità, fatto di studiosi o di cultori del bello; ma anche di fascia media, scarrozzati da tour operator.

Il Piano Regolatore del Turismo, quale strumento di programmazione, deve porsi obiettivi (anche quantitativi) ma soprattutto deve descrivere strutture e servizi oggi assolutamente inesistenti. Come per i Piani Regolatori di una volta si prevedevano cubature di edifici civili, chilometri di strade e opere di urbanizzazione, così anche per il Piano Regolatore del Turismo si devono prevedere stagioni, tempi e modalità di apertura di chiese e musei, biblioteche e palazzi privati e così via, nonché la calendarizzazione di eventi.

Alberghi, luoghi di riunione, servizi di ristorazione e di intrattenimento e figure operative qualificate devono essere congegnati in un “progetto” dal respiro ampio e di lungo respiro. Tanto per scuotere l'intelligenza dei nostri poveri consiglieri comunali, chiedo loro e li pregherei di rispondere: c'è un posto al mondo più osceno, sporco, pericoloso, fetido del nostro terminal dei pullman? Vi siete mai chiesti che impressione riceve il turista che è accolto al buio, tra buche, cartacce e altri residuati di esercizi umani ed animali?

E, arrivati lì, “per andare dove dobbiamo andare” chi ce lo dice? Ci sono targhe, per caso, o segnali? Già, dimenticavo di ricordarvi, cari consiglieri comunali, che a Benevento c'è qualche segnaletica per gli automobilisti. Ma non c'è, e non c'è mai stata, una segnaletica per i pedoni. E, però, ci gloriamo di avere un centro storico pedonalizzato.

MARIO PEDICINI

mariopedicini@alice.it

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