18/12/2014

Macina miliardi di dollari il mercato dei videogames

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Il 6, 7 e 8 dicembre scorsi si è svolta a Napoli, presso la Mostra d’Oltremare, la prima edizione del Video Game Show, una fiera interamente dedicata ai videogiochi, che ha portato migliaia di visitatori ad affollare i padiglioni del polo fieristico di Fuorigrotta.

Un tale afflusso di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, non deve stupire più di tanto: nonostante il periodo di crisi generale, infatti, il mercato dei videogame è attualmente uno dei più fiorenti, macina miliardi di dollari ogni anno e fa girare intorno a sé una quantità di denaro superiore persino agli incassi dei film hollywoodiani. Le software house che sviluppano i videogiochi (molte delle quali sono italiane), per computer, console, dispositivi portatili e mobili (molto spesso sotto forma di app scaricabili, a volte gratis ma di solito a pagamento) danno lavoro a migliaia di tecnici, programmatori informatici nonché ad illustratori cui spetta il compito di dare vita letteralmente dal nulla a personaggi, ambienti e a volte ad interi mondi. Titoli recenti come Destiny o gli ultimi episodi della fortunata saga di Assassin’s Creed hanno venduto più copie di certi bestseller tuttora in libreria, nonostante il prezzo di un videogioco appena uscito sia piuttosto elevato (e destinato a crollare almeno del 50% nell’arco di un anno, poiché i videogame, a differenza di libri e film, invecchiano con la stessa rapidità dei telefoni cellulari).

Ma la novità di questa fiera svoltasi a Napoli, non certo la prima del settore, è stata la presenza, per la prima volta in numero considerevole, di quelli che sono al momento ritenuti degli autentici divi nel mondo dei videogiochi. Sto parlando degli Youtuber. Non si tratta di una band musicale, né di un gruppo di autori di videogame di successo: uno youtuber è semplicemente una persona che realizza dei video e li carica sul popolare sito Youtube. Un’attività semplice, per svolgere la quale è sufficiente disporre di un computer, una connessione veloce ad internet ed una videocamera, anche a bassa risoluzione (sebbene gli youtuber più popolari facciano uso di strumenti abbastanza professionali e costosi). Chiunque quindi può diventare uno youtuber, ma cosa fanno esattamente questi individui?

Nel caso delle celebrità presenti al Video Game Show di Napoli, si tratta di persone che si filmano mentre giocano con i videogame, commentando le partite e magari spiegando trucchi e segreti per completare i livelli più difficili o sconfiggere gli avversari più ostici. Un semplice passatempo, probabilmente un’attività da sfaccendati con poca voglia di studiare o lavorare, penserete voi. E invece uno youtuber di successo può arrivare a guadagnare anche 50mila euro al mese. Il tutto naturalmente grazie alla pubblicità: gli utenti che seguono i video su Youtube non pagano un centesimo, ma sono obbligati, loro malgrado, a guardare degli spot pubblicitari (di solito spot mirati, grazie ai cookie di cui ho parlato nel mio articolo precedente) prima o durante i video. Gli autori di questi video, gli youtuber appunto, percepiscono una quota di guadagno per ogni utente che guarda la pubblicità; coloro che godono di migliaia o a volte centinaia di migliaia di visualizzazioni ogni mese riescono così ad incassare cifre cospicue, semplicemente mettendo a frutto quella che è una passione. E sinceramente, sarei curioso di sapere con quale aliquota sono tassati questi guadagni.

Perciò, se a Natale i vostri figli o nipoti vi chiederanno in dono un videogioco appena uscito, comprateglielo senza esitare: magari non sono soldi sprecati, anzi potrebbe rivelarsi un buon investimento per il loro futuro.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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