18/02/2015

Circolano troppe bufale sui vaccini

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L’Asmi, l’Associazione stampa medica italiana, da tempo si sta adoperando, attraverso i suoi aderenti, per una corretta informazione e divulgazione di notizie medico scientifiche a favore del più vasto pubblico. Ripetutamente si torna a parlare degli effetti collaterali dei vaccini, anche se in realtà non vi è alcun riscontro scientifico. Chi si avventura in Rete alla ricerca di dati scientifici probanti non sempre sa dove andare a cercare. Abbondano i siti di fanatici del complotto o di semplici disinformati, magari in buona fede, capaci però di suscitare paure incontrollate e ingiustificate. Siti davvero chiari, competenti e completi non mancano, e non si può ignorare in questo novero la pagina, sempre molto ben aggiornata, del ministero della Salute dedicata alle malattie infettive e alle vaccinazioni (questo è lo short link: http://goo.gl/Zsh5gP).

Allo scopo di smontare alcune bufale sui vaccini, l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha ritenuto opportuno di redigere una sorta di decalogo che, a distanza di un anno circa, fa seguito a una lettera aperta indirizzata a vari esponenti del governo italiano, firmata da decine di scienziati italiani esperti in materia. “I continui allarmi ingiustificati minano la fiducia nelle vaccinazioni”, si legge nella lettera datata 28 marzo 2014, “vaccinazioni che hanno salvato noi e i nostri figli. Il pericolo è reale: basti pensare alle recenti epidemie in varie parti del mondo (Galles, migliaia di infetti e un decesso da morbillo; Olanda, stessa cosa). In Europa 30 Paesi hanno registrato 10.271 casi e 3 decessi. Perché, contro il parere unanime delle società scientifiche, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’Oms, dare credito a fonti del tutto inattendibili e con l’interesse preciso a spargere informazioni false?”.

Traiamo dal lungo elenco solo alcune delle molteplici credenze comuni che vengono smontate dagli esperti dell’Oms. La prima è quella che legava l’autismo al vaccino antimorbillo. Fu la rivista Lancet a pubblicare l’incriminato studio nel 1998, salvo poi ritirarlo dopo alcuni anni in quanto giudicato inattendibile. Cos’era accaduto? Il dottor Andrew Wakefield, il gastroenterologo autore dello studio, nel 2010 fu condannato dal General medical council per condotta non etica, disonesta e irresponsabile e radiato dall’albo dei medici. Secondo il tribunale inglese, Wakefield aveva manipolato i dati non per errore, ma perché aveva percepito mazzette dagli avvocati impegnati nelle class action dei genitori con bambini autistici. Purtroppo, se c’è chi crede alle teorie del complotto, tutto ciò non serve.

Seconda leggenda metropolitana, quella che vuole l’influenza un semplice male stagionale che deve fare il suo corso. Forse ignorando, come già detto qualche numero addietro di Realtà Sannita, che solo in Italia il comune male stagionale provoca 8.500 morti l’anno. Per questo si raccomanda la vaccinazione alle fasce della popolazione più a rischio, non tanto per evitare l’influenza in sé, quanto per scongiurare le complicanze che sono spesso i motivi per cui muore la gente.

Ancora, “le malattie infantili prevenibili con i vaccini fanno parte della vita”. Peccato che queste malattie, tipo morbillo, rosolia, parotite, possano provocare in adulti e bambini complicazioni serie come encefalite, polmonite, cecità, diarrea, infezioni dell’orecchio, sindrome da rosolia congenita e morte. Senza vaccini, un bambino finisce in una situazione di vulnerabilità rischiosa che si sarebbe potuta evitare.

Il principio della vaccinazione, di una semplicità disarmante: si prende un piccolissimo agente patogeno che provoca la malattia e lo si inocula nel corpo affinché reagisca spontaneamente all’aggressione, sconfiggendola. Edward Jenner, il padre dell’immunizzazione, ha così permesso di salvare molte vite umane, entrando di diritto nella storia della medicina.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it

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