04/03/2015

Ecco come 'industriarsi' in tempi di vacche magre

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In un'epoca in cui le fabbriche e gli esercizi commerciali chiudono a ogni battito di ciglia, la disoccupazione giovanile cresce con la stessa velocità della fiabesca “pianta del fagiolo magico” (solo che qui di fiabesco non c'è proprio nulla) e il dramma occupazionale non trova sbocchi, per vivere, o tutt'al più sopravvivere, il lavoro bisogna inventarselo.

La crisi, infatti, spinge ad aguzzare maggiormente l'ingegno sia di chi ambisce a intascare un bel gruzzoletto ogni giorno, che di quanti invece vogliono solo tirare a campare.

I nuovi “guru del lavoro” (anche questo è un mestiere) ripetono come un mantra che per ideare qualcosa di valido bisogna essenzialmente: spremere le meningi con creatività e fantasia, non farsi prendere dal panico e dotarsi di uno spirito ironico, divertito, ma soprattutto divertente.

E così, tra il serio ed il faceto, ecco a voi alcuni esempi di “lavori diversamente possibili”, già rodati e da cui prendere spunto.

LA COCCOLATRICE

La trovata è made in Usa e la lampadina si è accesa alla giovane Samantha Hess riflettendo sul fatto che proprio con la crisi i rapporti ne risentono e un abbraccio può far stare meglio a chi viene offerto. Così si è letteralmente inventata la professione di “coccolatrice”, ovvero dispensatrice di coccole (intese in senso puramente platonico) a pagamento. Una sorta di psicoterapia in chiave moderna, con l'aggiunta di un po' di affetto che certo non guasta se ci si vuol sentire meno soli. Con 60 dollari all'ora Sam offre i suoi servizi ponendo attenzione anche a dettagli come il colore dell'abito e il profumo, tiene per mano il cliente, si rannicchia con lui sul divano, ma senza palpeggiamenti e sono assolutamente vietati i rapporti sessuali. Questa novella “crocerossina delle coccole” può interrompere la sessione quando lo ritiene necessario, infatti, al “coccolato” potrebbe venir voglia di qualcos'altro... in questo caso con due colpetti sulla spalla Samantha fa capire che si stanno oltrepassando i limiti, inoltre conosce le arti marziali ed è munita di un bastone tascabile da usare in caso di necessità. “Il mio cliente più giovane - ha spiegato - ha 24 anni e quello più vecchio 60. Vedo papà single, vedovi, persone depresse e anche donne!”. Secondo quanto lei stessa ha ammesso il suo guadagno mensile è approssimativamente pari ai 7.200 dollari.

IL CAT CAFE'

Quando c'è da tirare la cinghia si rinuncia a tante cose, ma ad un caffè o ad un cappuccino è pressoché impossibile resistere, difatti i bar tirano ancora. E allora per distinguersi dagli altri che si fa? Si può aprire un Cat Cafè. Si tratta di una caffetteria dove consumare tante squisitezze come: thè servito con le lingue di gatto, cappuccio con su disegnata la faccina di un gattino, muffin, capcake e specialità locali rilassandosi in compagnia di veri gatti, simpatici e amorevoli. Il concetto arriva dal lontano Oriente, dove si contano già centinaia di Neko Cafè (neko significa gatto in giapponese), mentre in Europa i Cat Cafè sono sorti - per la gioia di grandi e piccini - a Vienna, Budapest, San Pietroburgo, Berlino, Monaco, Parigi, Madrid e Londra. In Italia il primo locale a tema ha aperto a Torino con il nome di “MiaGola Caffè”. In compagnia di teneri mici e con un sottofondo di musica classica, il MiaGola Caffè assicura un menu da “leccarsi i baffi” anche a chi segue una dieta vegana o vegetariana. Molto cliccata la sua pagina facebook e sono già circa 25mila i “Mi piace”.

IL RITIRA SACCHETTI A DOMICILIO

A Castellammare di Stabia, per venire incontro a coloro che non riescono - per tempo o per età - a seguire il calendario di conferimenti per la raccolta differenziata, qualcuno si è inventato il mestiere di “ritira sacchetti a domicilio”. Un numero di cellulare da chiamare, l’indirizzo di casa da fornire e qualche spicciolo per ripagare del lavoro fatto. Carta, cartone, indifferenziato, organico, plastica o vetro per il “ritira sacchetti a domicilio” non vi è differenza. Lui si limita a rispettare il calendario e i giorni di conferimento. Chi si nasconde dietro quel recapito non si sa. Verosimilmente un padre di famiglia, l'operaio di una fabbrica in crisi, forse un giovane disoccupato che per sbarcare il lunario è costretto ad inventarsi un lavoro ai confini della legalità (circostanza di cui il soggetto è consapevole). Tanti gli avvisi scritti a penna, comparsi sulle mura di Castellammare, attaccati col nastro adesivo. Un segno evidente che contro la persistente crisi occupazionale il lavoro si inventa. Un mestiere inedito, figlio della disoccupazione. Un lavoro inventato, senza limiti di età. Una gratificazione economica che permette di arrotondare in un periodo in cui è sempre più difficile arrivare alla terza settimana del mese.

Infine, diamo uno sguardo alle previsioni future... da prendere, però, con qualche cautela. Secondo alcuni fra i principali centri studi in campo occupazionale le professioni che tra 20 anni avranno le maggiori probabilità di essere le più diffuse nei paesi industrializzati sono: la «guida turistica spaziale», l’«agricoltore verticale», che curerà coltivazioni su edifici a più piani in città per ridurre lo sfruttamento del suolo, ed il «riciclatore di uranio» per convertire quello usato a fini militari in materiale per le centrali nucleari.

Ma anche la più tradizionale assistenza alla persona avrà un forte sviluppo, a causa dell’invecchiamento della popolazione.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

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