20/02/2010

Ecco come cambierà la scuola con la riforma Gelmini

Per mettere ordine e, nel contempo, per fare chiarezza in merito alla cocente problematica riguardante la nuova riforma delle scuole medie superiori, per i suddetti motivi, e per altri affiorati, in modo precipuo nel corso degli ultimi giorni, dal contrastante dibattito verificatosi tra i protagonisti del mondo della scuola: operatori eroganti il servizio e la diversificata utenza, abbiamo voluto incontrare, per un colloquio dipanatore della controversa vicenda, il numero uno della Scuola sannita, ovvero, il dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale: dr. ing. prof. Pietro Esposito.

Dr. Esposito, quando partirà la riforma degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado?

Dal 1° settembre 2010 prenderà l'avvio la riforma del secondo ciclo della istruzione a completamento della riorganizzazione che ha coinvolto già il primo ciclo. Tra l'altro, qualche ritardo è imputabile alla procedura intrapresa che prevede consultazioni della base: dirigenti provinciali e scolastici.

Quali sono gli obiettivi che intende raggiungere?

Si tratta di un percorso riformatore già intrapreso, che dovrà necessariamente completare il suo ciclo ridisegnando l'impianto del secondo ciclo in base ad una logica di razionalizzazione e di flessibilità tesa alla costruzione di risposte calibrate alle nuove esigenze di istruzione che si levano dal territorio, con una prospettiva ampia che parte dal territorio per allagarsi secondo standard qualitativi ad orizzonti nazionali ed europei secondo i criteri di efficienza, efficacia e di economicità.

Quali anni del secondo ciclo saranno interessati?

La riforma partirà col primo anno della secondaria di secondo grado e completerà il suo itinerario negli anni successivi, gradualmente fino al completamento del percorso riformato.

Quali indirizzi di studi gli studenti potranno scegliere?

Rispetto alla vecchia architettura che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all'istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo: il Liceo artistico, articolato in tre indirizzi: arti figurative; architettura, design, ambiente; auditivo, multimedia, scenografia.

Il Liceo classico, con la riforma sarà finalmente introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio.

Il Liceo scientifico, oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l'opzione scientifico tecnologica.

Il Liceo linguistico prevederà l'insegnamento di tre lingue straniere. Il Liceo musicale e coreutico è una delle novità della riforma. Il Liceo delle scienze umane è un'altra novità della riforma. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico. Le scuole potranno attivare l'opzione sezione economico-sociale.

Come verranno riorganizzati gli istituti professionali?

Con il riordino dell'istruzione professionale, verrà superata la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore servizi; istituti professionali per il settore industria e artigianato.

Il percorso Settore servizi si articolerà negli indirizzi: Servizi per l'agricoltura; Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica; Servizi socio-sanitari; Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; Servizi commerciali. Il percorso Settore industria e artigianato si articolerà in produzioni artigianali e industriali. Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali della durata media di 50 minuti adottate da alcune istituzioni scolastiche.

Ci faccia una breve panoramica sugli istituti alberghieri?

La domanda così posta rivela alcune perplessità affioranti dal contesto dell'area dell'istruzione professionale ed in particolare dagli istituti alberghieri da parte dei docenti tecnico-pratici i quali temono che la riduzione dell'orario, in particolare del biennio del 30%, possa penalizzare la formazione dei discenti ed il loro posto di lavoro. Bisogna tenere presente che tutti gli istituti professionali potranno utilizzare le quote flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia.

Come verrà modificato l'orario settimanale delle lezioni?

L'orario settimanale per i licei classici, linguistici, scientifici e scienze umane sarà pari ad un massimo di 30 ore settimanali. Per i licei artistici, musicali e coreutici di 32 ore. Per gli istituti tecnici e professionali 32 ore. Nell'istruzione tecnica e professionale, attualmente sono in vigore quadri orari a 36/40 ore, ormai anacronistici. Didatticamente, a parte quanto ci dicono le indagini internazionali: un maggior numero di ore non corrisponde a un maggior apprendimento, anzi, parrebbe vero il contrario!

Quanti minuti durerà l'ora di lezione frontale?

Saranno ore effettive di 60 minuti contro le attuali virtuali, spesso di 50 minuti. Dal punto di vista didattico, si può cogliere un'intenzione alla qualità piuttosto che alla quantità che ridotta dovrà essere realmente erogata.

Come verranno sistemate le compresenze?

Per quanto attiene il secondo ciclo, la sorte delle compresenze deriva dalla razionalizzazione dei laboratori, dall'utilizzo dei docenti tecno-pratici nello scenario che si verrà a delineare con il regolamento nascituro che contribuirà in modo determinante ad illuminare il nuovo percorso e la nuova struttura.

Quali insegnamenti verranno potenziati?

Più inglese in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nel secondo ciclo viene reso obbligatorio per tutti e cinque gli anni.

E quali verranno penalizzati?

La riduzione del quadro orario settimanale nelle scuole medie e superiori in genere fa pensare ad una penalizzazione di alcune discipline, per esempio dai titolari della seconda lingua comunitaria, delle discipline artistiche, di quelle chimiche, dei docenti di diritto e degli insegnanti tecnico-pratici. C'è da dire che avremo delle nuove abilitazioni le quali potranno scongiurare pericoli effettivi e danni che sicuramente il legislatore eviterà.

Una sua considerazione finale sulla nuova riforma?

Il cambiamento provoca sempre qualche apprensione, attese, timori. La scuola in quanto scuola è realtà dinamica che è chiamata ad un riposizionamento continuo per essere in linea con i tempi, in sintonia con la società che marcia vorticosamente, col mondo del lavoro che evolve velocemente. La scuola è chiamata a dare risposte hic et nunc con lo sguardo rivolto in avanti, in un contesto globalizzato che rende velocemente obsoleto tutto. La scuola, per mandato istituzionale, deve formare i giovani di oggi, sui quali lo Stato investe come risorsa più importante, facendo eco ad indicazioni europee ed è chiamata a dare risposte efficienti, efficaci ed economiche, razionalizzando il sistema. Tutto ciò non può avvenire senza creare qualche malcontento, perché lo sappiamo che quando bisogna operare una scelta non si può accontentare tutti. Migliorare le risposte sì. Questo l'impegno tratto da uno sguardo complessivo del percorso riformatore in atto e questo noi speriamo di cogliere nel regolamento che sta per nascere.

ANTONIO FLORIO

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