20/02/2010

Medaglia d'onore all'artigliere sannita Mario Lombardi

La macrostoria esalta le gesta incomparabili ed ineguagliabili di eroi, rievoca le grandi battaglie in cui le strategie militari, condotte dai soldati con incursioni impreviste nel territorio nemico, risultano vincenti.

Nella realtà locale, invece, la microstoria riveste una centralità peculiare per ricostruire gli eventi del passato nel presente, affinché il futuro sia legato all'identità, scrigno inestimabile della collettività.

Nella Giornata della Memoria, il Prefetto di Benevento, il dr. Michele Mazza, ha consegnato a sei sanniti le medaglie d'onore alle vittime dei lager nazisti, sopravvissuti agli orrori dei campi di sterminio.

Tra i figli illustri di Foglianise dobbiamo ricordare Mario Lombardi, internato per due anni ad Hannover, che ha conosciuto gli orrori della prigionia e la ferocia degli aguzzini nazisti.

Nel corso della solenne cerimonia, celebrata il 27 Gennaio 2010, nel Palazzo del Governo della città capoluogo, ha ritirato l'eminente onorificenza Antonio Lombardi, figlio del compianto Mario, scomparso da qualche anno. La medaglia è stata concessa da un apposito comitato, costituito dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La domanda è stata inoltrata dal Presidente Combattenti e Reduci di Foglianise, Tommaso Molinaro, ai sensi della L.296/2006, art.1, comma 1272.

Il soldato Mario Lombardi, chiamato alle armi il 5 Settembre 1942, viene destinato al 3° Reggimento di Artiglieria di Corpo d'Armata in Cremona, assegnato alla 205A batteria da posizione, inviato con la tradotta alla volta della Grecia.

Ascoltando la radio è a conoscenza dell'armistizio dell'8 Settembre 1943, così la speranza di un ritorno in patria è imminente. I tedeschi lo catturano insieme ad altri soldati del suo reggimento il 13 Settembre; comincia così per l'artigliere di Foglianise una tragica pagina di storia. Sale sul vagone con l'illusione di essere riportato in Italia, privato delle armi, giunge ad Hannover, dove viene fotografato ed identificato con il numero di matricola 18840.

Riposa le stanche membra al termine della giornata di lavoro nei letti a castello, infestato da pulci e pidocchi. Si nutre di una brodaglia ipocalorica, con barbabietole, buccia di patate e cavolfiori. I sodati tedeschi, violenti e senza scrupoli, insultano e sputano in faccia ai prigionieri. Un giorno Mario si ribella agli aguzzini che offendono la sua nazione. Con inaudita ferocia i militari lo spogliano, lo percuotono duramente e lo bagnano prima con l'acqua gelida e poi bollente. Si ammala e viene ricoverato nell'ospedale da campo, curato senza farmaci, il suo quadro clinico è ormai compromesso.

Egli rivolge incessanti preghiere alla Madonna di Montevergine, venerata nella cappella di Giovanni Viglione, in Foglianise, in prossimità della sua abitazione. Mario guarisce e sopravvive nel terribile campo di prigionia e terminate le ostilità del secondo conflitto mondiale finalmente rientra nel suo paese natìo. Ricordo ancora quando raccontava agli alunni delle classi VA-VB della Scuola Primaria di Foglianise Capoluogo, le condizioni abiette di vita nel lager, le torture e il terrorismo psicologico, strategia dei nazisti, in occasione della Giornata della Memoria, nel 2003. Gli occhi di Mario, rigati di lacrime e la profonda emozione nel raccontare i ricordi nefasti, una grande lezione di storia personale che s'intrecciava con la Shoah, il simbolo della cultura antisemita che ha annientato la dignità di uomini, di donne e di bambini..

Concludo con una didascalia, tratta da un inserto SMM (Short - Memory - Message), curato da Pietro Cavagna e Matteo Rensi, pubblicato dal Corriere della Sera.

I ragazzi delle Scuole Superiori che hanno condiviso il progetto Treno della Memoria, si sono recati all'interno dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Nel libro fotografico, una ragazza ritratta con un cartello ha scritto: Tutti insieme su questo treno per ricordare, riflettere insieme, comprendere per far si che questo inferno non si ripeta mai più, per costruire insieme il nostro futuro.

NICOLA MASTROCINQUE

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