20/02/2010

Da Montesarchio al Madagascar per curare ed aiutare i bimbi poveri

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Il Madagascar è un Paese ricco di materie prime quali: petrolio, nichel e uranio, ma, nonostante questo, fa parte di un gruppo di 17 Stati il cui reddito pro capite è inferiore a 1,00 euro al giorno.

Recentemente l'Università Normale di Pisa ha deciso di rilasciare due borse di studio ad altrettanti medici malgasci per farli venire in Italia a specializzarsi, ciò si è reso possibile anche grazie all'intervento del famoso tenore Andrea Bocelli e tramite l'Associazione NEXT Onlus del medico e filantropo sannita Luigi Bellini che ha iniziato ad occuparsi dell'Isola Rossa e dei suoi abitanti oltre 12 anni fa.

In uno dei suoi brevi soggiorni in Italia, abbiamo incontrato il medico originario di Montesarchio e gli abbiamo rivolto alcune domande.

Dottore, come e quando è iniziato il suo engagement medico nel Madagascar?

Io, nella mia vita anteriore all'impegno umanitario, mi occupavo di ricerca scientifica all'Università di Napoli e tra i miei interessi c'era quello della Biologia dell'Evoluzione, scoprire, cioè, quali fossero stati i mutamenti nei filoanimali che hanno portato alla nascita dell'uomo sulla Terra.

Dato che il Madagascar è una terra speciale, separatasi 200 milioni di anni fa dalla zolla africana, l'evoluzione delle specie animali e vegetali in quel Paese ha seguito una linea tutta sua, perciò ho pensato che lì avrei potuto trovare qualcosa di molto importante. Nel 1997, quindi, cercando i luoghi più adatti allo sviluppo degli scincidi (rettili vivipari), mi sono dovuto recare, non nelle città (che somigliano un po' a tutte le città del mondo), ma in aperta campagna e ho visto la realtà di quel popolo, tutto ciò che i turisti non vedono. Ho scoperto il disastro umano e sociale del Madagascar, ho fatto delle esperienze emotive molto forti e, una volta rientrato in Italia, ho cominciato a pensare che bisognava impegnarsi concretamente per dare una mano a quel popolo.

E così ha deciso di partire per il Madagascar?

Sì, ho dato una svolta radicale alla mia vita che, però, non si è realizzata da un momento all'altro, ma ha richiesto vari anni di incubazione, di decisione, perché ero un uomo che aveva un lavoro in Italia, io ho una moglie e cinque figli e non è semplice separarsi da tutte queste cose. E' stato un percorso molto difficile, con momenti anche drammatici e tormentati, perché ho praticamente utilizzato tutte le mie risorse economiche intorno a questo sogno, per il quale ho voluto l'assenso di tutta la mia famiglia. Alla fine si è arrivati ad un consenso, ma non è stato un percorso semplice e lineare.

Che tipo di sistema sanitario ha trovato?

In Madagascar non esiste il sistema sanità, non ci sono le fasce mediche come qui, lì si paga tutto, ci sono degli ospedali, cosiddetti pubblici, nel senso che chiunque può entrare, però se non paga non riceve alcuna assistenza: né medicine e né operazioni. I ricchi che hanno bisogno di cure si recano o in alcune cliniche private della capitale, ma più spesso vanno in Sudafrica, nelle isole Mauritius e de la Réunion, o in Francia, mentre nei villaggi si pratica ancora la medicina tribale; diciamo che ci sono degli uomini esperti di erbe che curano come possono, qualche volta hanno un buon risultato, ma spesso, no!

L'Associazione NEXT Onlus, da lei fondata e presieduta, quando è stata costituita? Opera solo a favore del Madagascar, o anche per altri Paesi in via di sviluppo?

La Next è nata quando io ho deciso di agire lì, nel 1999, quindi un paio di anni dopo il viaggio scientifico e, comunque, è stata costituita prima della costruzione del Centro Medico ad Antsiranana (capitale del Nord Madagascar), perché io non potevo portare somme oltre un certo limite, allora fissato in 4,000 euro, quindi occorreva un'organizzazione giuridica che potesse farlo. Nel tempo, poi, grazie al lavoro svolto in Madagascar, il Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana ha concesso alla Next Onlus, il 23/10/2006, la qualifica di Organizzazione Non Governativa (O.N.G.), per la sua utilità. Ciò non dà alcun diritto particolare, ma possiamo presentare allo Stato Italiano dei progetti per cercare di ottenere dei fondi per i Paesi in via di sviluppo. In Italia di O.N.G. ce ne sono 220 in tutto, in Campania sono 7, tra cui la Next (l'unica sannita), basata sul lavoro di non più di 5 o 6 persone qui nel beneventano, quindi abbastanza piccola, ecco perché abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. La nostra associazione, per il momento, opera solo a favore del Madagascar ed il compito è già enorme.

Certo avrebbe avuto possibilità, qui in Italia, di lavorare per i nostri poveri, invece ha preferito zone così lontane. Oggi lei prova nostalgia per il Bel Paese?

In Italia ero sempre stato accanto alle persone più bisognose. C'è da dire che ho una mia vita passata che continua nell'impegno in Madagascar, non è che da un giorno all'altro sono stato folgorato e ho cambiato la mia visione rispetto al valore dell'esistenza e a come impegnare la vita. In Italia c'è la Chiesa, c'è la politica, ci sono i sindacati che si occupano a vario titolo delle persone svantaggiate, anche se non riescono a risolvere tutto, mentre in Madagascar il bisogno è infinitamente più grande e non c'è nessuno, tranne la Chiesa Cattolica, che, però, è minoritaria. Non provo nostalgia per l'Italia, all'inizio restavo 9-10 e anche 11 mesi l'anno qui e la restante parte in Madagascar, oggi è tutto il contrario.

Il Centro Medico Diagnostico, da lei fortemente voluto nella città di Antsiranana, si chiama Le Samaritain, perché? Quanto è grande ed in cosa è specializzato?

L'ideatore del nome è stato l'arcivescovo di Antsiranana, Mons. Malo, il quale ha ritenuto che fosse il più adatto, considerato lo spirito che ci animava e la laicità della nostra posizione. Quando a Gesù fu chiesto Per guadagnare il Regno dei Cieli, cosa dobbiamo fare? Quante ore al giorno dobbiamo lavorare? Gesù rispose con la parabola del buon samaritano Sono le opere buone, fatte per l'umanità, che fanno guadagnare il Regno dei Cieli. Nel Samaritain lavora in gran concordia personale cattolico, protestante ed islamico, per raggiungere quelli che sono i fini della nostra presenza lì, vale a dire, costruzione della cultura da trasmettere ai Malgasci e assistenza sanitaria.
Il Centro Diagnostico, con annesso poliambulatorio, è costituito da uno stabile di 3.000 metri quadrati, dotati di: laboratori di analisi cliniche, diagnostica per immagini, diagnostica cardiologica e ambulatori medici; dispone di autonoma produzione di energia elettrica e di riserve d'acqua per 200.000 litri, in due differenti riserve ed è costato circa 3 milioni di euro, comprese le attrezzature, la formazione del personale fatta in Italia, l'avviamento, tutto insomma.

Chi l'ha aiutata moralmente ed economicamente?

A livello morale mi hanno sostenuto la famiglia, gli amici, tutti coloro che mi hanno voluto bene e che, sacrificandosi, hanno condiviso con me questo progetto. Poi strada facendo ho conosciuto, occasionalmente, delle persone che mi hanno condotto ad avere un aiuto diretto da parte del Vaticano che, devo dire, ha dato un contributo economico non irrilevante alla costruzione del Centro Medico. Ho trovato grande sostegno e collaborazione nella Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista di Roma che ha fondato in Madagascar, grazie ad una missionaria originaria del beneventano, suor Antonella Iannazzone, il primo Convento per la formazione di religiose. Anche la Regione Campania e la Provincia di Benevento hanno contribuito alla causa acquistando alcune attrezzature, mentre l'Università del Sannio ha deliberato l'assegnazione di due borse di studio triennali per studenti malgasci, a partire dall'anno accademico 2007-2008. Abbiamo, altresì, fatto un gemellaggio tra le città di Antsiranana e Benevento per promuovere un legame, una conoscenza e uno sviluppo reciproco, i protocolli sono già stati firmati, ma finora questo accordo non si è concretizzato in nessuna iniziativa ed ancora le Nazionali di calcio parlamentari e cantanti hanno disputato nel capoluogo sannita, a fine 2008, una partita di solidarietà e beneficenza il cui incasso è stato devoluto in parti uguali alla Next e alla Fondazione La Mistica di Roma. Insomma, gocce importanti anche a livello morale, perché ti fanno sentire non in totale solitudine.

Le cure praticate sono gratuite?

Tutti i poveri che si rivolgono al Centro vengono curati gratuitamente, qualsiasi cosa debbano avere e che noi facciamo è gratis. Per il momento non operiamo ancora, ma quando faremo le operazioni sarà applicato lo stesso criterio.

Il personale medico e paramedico da dove proviene?

E' assolutamente tutto malgascio, per una mia scelta. Noi non possiamo sostituirci a loro, ma dobbiamo metterli in condizione di andare avanti da soli. Dall'Italia, dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti, ogni tanto, arriva qualche medico esperto che, gratuitamente, svolge da noi attività ambulatoriale per qualche mese e, al contempo, trasmette le sue conoscenze ai medici capaci di riceverle.

Quali sono le malattie più diffuse nel Madagascar?

La malaria al primo posto, poi parassitosi di tutti i tipi ed il flagello è la cisticercosi, cioè, le larve della tenia che vanno ad incistarsi in varie parti del corpo compreso il cervello e lì è molto pericoloso, perchè crescendo comprime le cellule nervose e procura seri problemi, come violente crisi epilettiche. Purtroppo in Madagascar non c'è l'acqua corrente e nemmeno la rete fognaria per cui, attraverso l'emissione delle urine e delle feci, c'è un'infezione continua. Anche la tubercolosi è molto diffusa, questa malattia sta aumentando un po' in tutto il mondo, ma lì il focolaio è altissimo, una persona su dieci ne è ammalata.

Qual è la vita media dei Malgasci e la percentuale di mortalità infantile?

E' possibile trovare qualche novantenne, ma l'attesa di vita media è intorno ai 50 anni e la mortalità infantile è altissima (17%), dieci volte di più di quella europea.

Attraverso la sua associazione è possibile adottare bambini a distanza?

Certamente e noi invitiamo tutti i nostri conterranei a farlo. Attualmente ci occupiamo di 600 bambini, di cui 200 adottati. La cifra minima da versare è di 15,00 euro al mese, però se una persona può dare un contributo più alto, naturalmente, il beneficio è maggiore. Chiunque volesse adottare un bambino a distanza può rivolgersi alla nostra sede di Montesarchio situata in Via San Rocco, 20 - tel. 0824/832461 o può collegarsi al sito internet www.nextonlus.it.

Progetti futuri?

Abbiamo iniziato la costruzione di una clinica per effettuare le operazioni, sarà grande all'incirca 5.000 metri quadrati, quindi molto di più del Centro Diagnostico, ma con esso sarà collegata funzionalmente. Attualmente si sta costruendo il reparto Maternità e Chirurgia Generale, perché la maggior parte delle donne partoriscono ancora nelle loro capanne, assistite da qualche donna più esperta e la mortalità per parto è altissima: il 5%, un numero enorme rispetto ai nostri standard. Completare la clinica, arredarla tecnicamente e formare i medici sarà una bella impresa, spero solo di vivere abbastanza per poter vedere realizzato questo progetto, poi si vedrà dall'alto dei cieli che cosa accadrà (sorride, ndr).

Vuole dire qualcosa ai medici sanniti?

Sì, vorrei lanciare un appello dalle pagine del vostro giornale ai medici sanniti che abbiano competenze specifiche e che siano dei giovani pensionati, ancora vigorosi intellettualmente e fisicamente, volenterosi di spendere qualche tempo della loro vita al servizio dei poveri con noi nel Madagascar, perché abbiamo bisogno di forza lavoro, loro sono i benvenuti e saranno i protagonisti di questa realizzazione futura. I giovani, in genere, sono presi dalle esigenze dovute all'età e quindi possono trattenersi molto poco, ma sono ugualmente i benvenuti. Chi, invece, non è un medico e vuole restare in Italia può aiutarci con: le adozioni a distanza, la ricerca dei fondi, la scelta degli obiettivi. Insomma ci sono davvero tante cose da fare e noi non stiamo mai con le mani in mano.

ANNAMARIA GANGALE

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