15/07/2005Un nuovo acquedotto al servizio della Valle Caudina LAlto Calore Servizi s.p.a, ha presentato presso la sala consiliare del comune di Montesarchio, il progetto gi funzionante da alcuni giorni, del nuovo acquedotto realizzato nellambito del progetto di potenziamento ed interconnessione degli schemi idrici Alto Calore, Fizzo, Grotte con la falda profonda del Camposauro, nel tratto che va dal serbatoio di compenso del Fizzo alla citt di Montesarchio. Il sindaco Antonio Izzo, ha ospitato i tecnici dellAlto Calore, ling. Oreste Montano, redattore del progetto, ling. Eduardo Di Gennaro, direttore dei lavori, ling. Luigi Giorgione, ed il consigliere delegato del consiglio di amministrazione Franco Damiano, che hanno illustrato al pubblico presente, al sindaco Gennaro Paradiso di Bonea e Luigi Feola per Rotondi, limportanza del progetto che soprattutto mira ad offrire un servizio di qualit agli utenti e nello stesso tempo alla salvaguardia delle riserve idriche delle falde esistenti. Il ramo di acquedotto costituisce solo una parte del sistema previsto con il progetto che intende perseguire lobiettivo di assicurare il costante approvvigionamento idrico dei comuni delle aste Beneventane dellacquedotto di Normalizzazione del Calore, in caso di guasti che periodicamente si verificano nel lungo tracciato delle tubazioni adduttrici da Cassano Irpino alla provincia di Benevento. Nello stesso tempo ha lo scopo di consentire lintegrazione degli schemi 143 Alto Calore- 54 Grotte- 100 Fizzo. Il ramo attivato fa parte del ramo di acquedotto che dai Campi Pozzi di Solopaca raggiunge Montesarchio con un precorso lungo circa 28.000 metri interessando anche i comuni di Melizzano, Frasso Telesino, S.Agata deGoti, Moiano, Airola, Bucciano e Bonea. Il progetto, partito nel 1997 ed entro lanno verr terminato il primo lotto di lavori. Ling. Di Gennaro, ha sottolineato limpegno economico dellente per la realizzazione dellopera complessiva che di circa 58 milioni di euro. Ling. Montano, ha evidenziato limportanza strutturale dellopera che va a sostituire il vecchio acquedotto del Fizzo, realizzato negli anni 70-80 del secolo scorso, con la captazione delle acque dellomonima falda a Bucciano e con tubazioni in cemento- amianto, usate in quel periodo negli acquedotti a bassa pressione, e che nel tempo hanno subito danni lungo tutta la portata con evidenti perdite lungo il percorso dellacquedotto stesso, nonostante i continui interventi di riparazione. Oggi, le condutture sono realizzate in acciaio con condotte che hanno un diametro di 500 millimetri, e come ha spiegato ling. Montano, il potenziamento di questo acquedotto, consente il funzionamento anche in regimi di pressioni diverse e superiori a quelle progettate. Inoltre, con questo progetto si realizza una interconnessione fra le varie falde da cui viene prelevata lacqua che consente la messa a riposo di alcune di esse, in particolare la falda del Fizzo ottenendo il rifacimento della stessa che scendendo ad un livello di guardia, potrebbe essere interessata da eventuali infiltrazione o sversamenti del fiume Isclero, notoriamente inquinato, con danno della potabilit della stessa falda. LUCIA DE NISI

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