20/03/2015

La stevia, più dolce dello zucchero fa bene a tutti anche ai diabetici

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Di antica origine e dai numerosi effetti nutraceutici per l'alto potere dolcificante dei suoi estratti: è la stevia, una pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae (Compositae), nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile.

Utilizzata da oltre 400 anni dalle popolazioni sudamericane per dolcificare bevande e tisane, in primis il mate, la stevia ha iniziato a diffondersi nel resto del mondo una quindicina di anni fa, mentre l'Europa ha permesso il suo utilizzo solo nel 2012.

La Stevia rebaudiana Bertoni è attualmente al centro di un ambizioso progetto nel beneventano denominato “Do.di.S”, acronimo che sta per “Dolci di Stevia del Sannio”.

Il fine è quello di creare una filiera agroalimentare locale incentrata sulla produzione e trasformazione della stevia che possa così sostituirsi alla coltivazione del tabacco (comparto questo sempre più in crisi) agevolando la riconversione con un'alternativa fattibile ed economicamente vantaggiosa.

L'iniziativa - che vede come soggetto capofila la Coldiretti di Benevento - è stata presentata ufficialmente a conclusione di una ricerca durata un anno e mezzo e finanziata per un totale di 389mila e 800 euro dalla misura 124 del PSR della Regione Campania 2007/2013.

II progetto ha coinvolto nelle fasi di ricerca e sperimentazione il Dipartimento di Chimica dell'Università “Federico II di Napoli” con il coordinamento scientifico di Daniele Naviglio e le aziende agricole e di trasformazione agroalimentare “Genito”, “Politano Saverio”, “Lemmo Rino”, “Maio Felicida”, la cooperativa sociale “Stalker”, “La dolce vita” e “Autore”, che - costituitesi in partenariato - hanno sperimentato la coltura delle piante della stevia e l'utilizzo degli estratti delle foglie nella produzione di dolci tipici locali, come il famoso croccantino di San Marco dei Cavoti, marmellate e confetture, prodotti dolciari da forno, il tutto mediante la sostituzione del classico zucchero con i glucosidi steviolici: 300 volte più efficaci del saccarosio.

Non cancerogeno, acalorico e per questo molto adatto ai diabetici, l'estratto delle foglie di stevia contiene circa il 70% di carboidrati ed è molto resistente alle alte temperature, secondo i risultati della sperimentazione in laboratorio.
Con la sua altissima capacità di moltiplicarsi non solo per talea, come avviene da 4 secoli in Paraguay, ma anche da seme come è stato sperimentato nei terreni agricoli del Sannio, e con la sua alta produzione di foglie, da 60mila piantine si produce una raccolta di 800 kg a ettaro, la stevia è senza dubbio una valida alternativa alla coltivazione tabacchicola con risparmi sui costi del trasporto e la possibilità di riuso del parco macchine utilizzate per la semina e la raccolta del tabacco.

Abbiamo immaginato un'alternativa alla crisi del settore tabacchicolo e un'opportunità innovativa per gli imprenditori agricoli”, ha dichiarato il direttore di Coldiretti Benevento, Giuseppe Brillante, il quale ha posto l'accento su quanto la stevia abbia ottenuto un'ottima risposta sui territori sanniti. “Avremmo bisogno di ulteriori sostegni - ha poi aggiunto - perché non ci si può limitare alla sperimentazione, ma è necessario tradurre i risultati ottenuti dalla ricerca in concrete opportunità economiche e reddituali”.

Cooperazione e coinvolgimento dell'intera filiera produttiva, scientifica e di trasformazione sono le parole chiave che fanno della misura 124 un ottimo modello di innovazione di processo e di prodotto che ha riscontrato, secondo il dirigente regionale delle Politiche Agricole, Italo Santangelo, uno straordinario successo con la presentazione di oltre 300 progetti di cui 95 approvati e finanziati.

E' necessario trasferire le conoscenze acquisite a tutte le imprese del settore”, ha detto Santangelo, annunciando che a breve saranno emanati anche altri bandi sulla nuova programmazione che si incentrerà sulla misura 16 e che prevederà la costituzione di Gruppi Operativi.

All'incontro erano presenti anche Antonio Pizzi, che ha illustrato le tecniche adottate per la coltivazione e la raccolta della stevia nei terreni sanniti, e Michele Todino della “Blue Cloud Engineering”, che ha presentato il sito web dedicato al progetto: www.dolcidisteviadelsannio.it

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

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