20/03/2015

Film e romanzi... quando internet ti rovina la sorpresa finale

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Attenzione: pericolo spoiler! Tranquilli, continuate pure a leggere, no spoiler. Se non sapete di cosa sto parlando, non vi preoccupate, adesso ve lo spiego.

Uno spoiler in questo caso non è un alettone posteriore da montare sulle auto sportive per migliorarne l’aerodinamica. Il termine, che deriva dall’inglese to spoil (letteralmente, rovinare), si potrebbe tradurre in italiano come anticipazione, ma naturalmente dirlo in inglese è molto più cool. Il sostantivo è talmente entrato nell’uso tra i più giovani da aver partorito a sua volta il verbo italiano spoilerare, che vuol dire quindi dare delle anticipazioni (di solito non desiderate) sulla trama di un film, di un romanzo, o di una qualsiasi opera di finzione.

Se fino a non molti anni fa l’ambito in cui si rischiava d’incappare in spoiler era piuttosto limitato (capitava a volte che critici cinematografici poco sensibili raccontassero nelle loro recensioni il finale di un film, oppure che gli spettatori entrando in un cinema captassero loro malgrado una conversazione tra coloro che uscivano dopo aver assistito allo spettacolo precedente, discutendo appunto del finale), oggi chi naviga in rete è costretto a praticare uno slalom continuo tra gli spoiler.

Da un lato, chi segue i social network nell’attesa dell’uscita di un film di grande richiamo o di un romanzo opera di un autore che sforna bestseller a ciclo continuo, sa che il rischio spoiler è sempre in agguato. Dall’altro, e qui entriamo in un autentico campo minato per chi odia gli spoiler, il terreno più fertile per le anticipazioni è alimentato dalla moda del consumo differito: come ho detto in un precedente articolo, oggi sono rimasti in pochi a guardare la televisione (beh, comunque molti meno rispetto a dieci o vent’anni fa). Se quindi nel lontano 1989 l’Italia intera rimase shockata e commossa di fronte alla morte del commissario Cattani nell’ultima puntata de La piovra 4, oggi la messa in onda di un episodio di un serial tv trova tre tipi di spettatori: quelli, a volte la minoranza, che lo guardano in diretta, quelli che lo guarderanno in un secondo momento in streaming, e quelli che l’hanno già visto tramite altri canali, non necessariamente legali.

In questo modo, una conversazione tra fan della stessa serie tv diventa un’impresa ad ostacoli, dato che ciascuno deve stare attento a ciò che dice, se ha davanti a sé persone che sono indietro di alcuni episodi rispetto a lui (e deve stare attento a ciò che sente, quando i suoi interlocutori sono invece avanti con la visione).

Se poi pensate che questo stesso meccanismo si può applicare anche con i romanzi (oggi infatti vanno molto di moda le saghe letterarie, dalle trilogie fino ai cicli composti da sette o più volumi), dove c’è chi legge un libro in italiano e chi magari l’ha letto molti mesi prima in lingua originale, capirete facilmente che gli spoiler sono diventati numerosi come le zanzare ed altrettanto molesti.

L’unico settore ancora libero dagli spoiler è rimasto lo sport: chi segue abitualmente partite, gran premi o incontri di qualsiasi disciplina in diretta, non corre il rischio di subire spoiler, dato che fortunatamente non ci sono rompiscatole dotati di sfera di cristallo.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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