Benevento sempre in corsa per i play off
Era tanta la preoccupazione per la trasferta di Lumezzane, l'ultima in terra lombarda, che il Benevento affrontava con una formazione ridotta quasi all'osso, soprattutto a centrocampo, per gli infortuni di Pacciardi (per lui oramai se ne parlerà nella nuova stagione) e Carcià. A ciò bisogna aggiungere che in settimana altri atleti avevano avuto problemi fisici, e che alla fine del primo tempo Ghigo Gori era costretto a lasciare il posto a Corradino per il riacutizzarsi di un infortunio che potrebbe anche costringerlo a saltare la prossima gara contro la Cremonese. E sarebbe un bel guaio, anche se nei secondi 45' di Lumezzane Corradino si è comportato benissimo. Dunque, alla vigilia le preoccupazioni erano tante per dover affrontare sul terreno amico una squadra in lotta con il Benevento per i play off, per giunta in serie positiva da un bel po' di giornate, ma alla fine Clemente e compagni sono riusciti a portare a casa un ottimo 0-0 al termine di una gara spettacolare, giocata benissimo da entrambe le formazioni. Ed anzi, il Benevento può anche recriminare per il risultato ad occhiali, avendo avuto più occasioni da rete rispetto ai padroni di casa. La divisione della posta in palio, però, in definitiva deve essere considerata giusta, ed infatti è stata accolta da tutti con soddisfazione. A Lumezzane, mister Camplone ha saputo benissimo nascondere gli attuali problemi della squadra a centrocampo, sostituendo l'infortunato Ciarcià con La Camera, e tenendo in panchina D'Anna, che, comunque, una volta chiamato in campo ha dato un buon apporto. Per il resto, il reparto centrale è stato affidato ai soliti De Liguori e Cejas, che ancora una volta sono risultati tra i migliori in campo. Quindi, modulo confermato, a dimostrazione del fatto che oramai è stato assimilato benissimo dalla squadra, ed anche qualche assenza di troppo non lascia segni. E ciò fa ben sperare per le ultime nove gare del torneo, che per i giallo-rossi dovranno essere altrettante finali in vista play off. A cominciare da domenica prossima, quando al S.Colomba scenderà la Cremonese, terza in classifica che può essere agganciata da Clemente e compagni. Sperando, che l'Arezzo, che in questo momento vola, possa essere fermato dalla Paganese, che punti in casa a questo punto non ne può più perdere. Poi, c'è anche da vendicare l'immeritata sconfitta-beffa subita nel girone di andata a Cremona in piena zona Cesarini, quando i giallo-rossi avrebbero meritato senz'altro il pareggio, e forse anche qualcosa di più. E dopo la gara contro la Cremonese una nuova partita interna, questa volta contro il Pergocrema. Insomma, in quindici giorni il Benevento si gioca la possibilità di fare un grande balzo in classifica, per cercare di agguantare la terza posizione e forse anche qualcosa di più, perché è importantissimo affrontare i play-off (alla prima posizione nessuno ci pensa più!) nella migliore posizione. E per lo scontro diretto di domenica contro la Cremonese, sarebbe importantissimo per Camplone poter contare anche su Ciarcià, anche se, lo ripetiamo, sia La Camera che D'Anna a Lumezzane assolutamente non hanno demeritato. Poi, bisognerà vedere le condizioni di Ghigo Gori, e si sa che sicurezza può dare il portierone non solo al reparto difensivo ma all'intera squadra. Soprattutto, però, ci sarà bisogno che nella importantissima sfida di domenica prossima Clemente e compagni mantengano l'attuale concentrazione, perché si tratterà veramente di una gara in cui la conquista dei tre punti varrà il doppio.
Gino Pescitelli
Penultima dei dieci figli del cavalier Giuseppe, Celeste Meomartini appartiene ad una delle più note ed antiche famiglie sannite e, in questi giorni, festeggia brillantemente i 90 anni ancora in piena attività.
Nata a Benevento il 20 marzo del 1920, fu registrata all'anagrafe otto giorni più tardi e le venne imposto il nome di due zie paterne, una scomparsa due anni prima giovanissima e l'altra moglie dell'insigne archeologo Almerico, il cui nome verrà invece dato all'ultimogenito, anch'egli ingegnere, nato a Benevento nel 1922 ed oggi residente ad Arenzano (Genova).
Trasferitasi a Napoli con la famiglia sin da bambina, Celeste Meomartini si laureò in lettere e, ancora giovanissima, iniziò durante gli anni di guerra a lavorare dapprima come impiegata alla Federazione dei Consorzi Agrari e poi come professoressa di materie letterarie nelle scuole medie, risultando terza su 150 all'abilitazione all'insegnamento e ritirandosi in pensione all'età di 70 anni per limiti di età. Fu proprio per raggiungere le varie scuole ubicate nei dintorni di Napoli che decise di prendere la patente quando ancora erano pochissime le donne al volante e, da allora, non ha mai smesso di guidare tenendo peraltro viva una lusinghiera tradizione familiare. Suo padre, infatti, nato a Colle Sannita nel 1886, fu tra i primi patentati del Sannio, socio cinquantennale del Touring e primo concessionario delle automobili Odette in Campania, mentre suo fratello maggiore Ferdinando (scomparso a 95 anni nel 2003) fu decano della Mille Miglia e corridore automobilistico ed infine sua zia Tittina Assini Jelardi vantò il primato quale prima donna patentata di San Marco dei Cavoti e guidò la sua Fiat 600 fino a pochi anni prima di morire, alla soglia dei 100 anni nel 2000.
Vedova dell'ingegner Raffaele Polispermi e madre di due figli, ingegner Roberto e professoressa Elisa, Celeste Meomartini accolse nel suo appartamento napoletano anche la madre Elisa, morta novantenne, e poi la sorella Benedetta, mentre oggi vive da sola ed è completamente autosufficiente. Ogni giorno, infatti, tiene in ordine la casa, fa la spesa, cucina, riceve ospiti e, soprattutto, percorre tranquillamente le strade della città a bordo della propria macchina, inseparabile mezzo con cui in estate raggiunge il circolo nautico per il bagno e una terapeutica nuotata quotidiana, la casa di vacanza a San Marco dei Cavoti nonché l'abitazione delle amiche pressoché coetanee, ove trascorre i pomeriggi giocando a carte, altra passione familiare che la tiene in piena attività fisica e mentale.
«L'età - spiega - non è mai stata un ostacolo perché ho sempre cercato di conservare tutte le mie abitudini, magari dosando gli sforzi, ma senza per questo mai rinunciare a nulla, neanche ad una sigaretta dopo il caffè pur avendo smesso di fumare regolarmente. Due o tre volte l'anno, inoltre, trascorro qualche settimana ad Arenzano da mio fratello Almerico che pure vive da solo e porta egregiamente i suoi 88 anni, non solo guidando regolarmente la macchina, ma anche giocando quotidianamente a golf e continuando a vincere premi e trofei. E anche quando vado da lui ho una macchina a mia disposizione poiché mi è necessaria per fare la spesa e per qualche passeggiata nelle belle località della costiera ligure. Ai piccoli malanni dell'età ho posto inoltre sempre tempestivamente rimedio - aggiunge - ad esempio sottoponendomi a varie operazioni alle anche e alle cataratte poiché - conclude con un pizzico di civetteria - se non l'avessi fatto, probabilmente non mi avrebbero rinnovato la patente e finché avrò la voglia e la forza di fare tante cose in una giornata, l'automobile mi è assolutamente necessaria. Certo, guido con prudenza, da qualche anno ho sostituito la mia Clio con una piccola e comoda 600 e inoltre porto sempre con me il cellulare».
Il segreto della sua longevità è sicuramente genetico come del resto dimostrano alcuni suoi congiunti tra cui il fratello Ferdinando che fino a 95 anni fu mattatore del Maurizio Costanzo Show nonché la cugina Pia, 91 anni, con la quale la scorsa estate durante una festa si è esibita in un ballo facendo invidia a tanti giovani.
La professoressa Meomartini festeggerà il compleanno a Napoli presso il Circolo Savoia con i figli e nipoti in attesa di un altro importante traguardo previsto per il 2012, quando celebrerà le nozze d'oro .... con l'automobile.
ANDREA JELARDI