16/04/2015

Così i social soppiantano i giochi all'aria aperta

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Siamo ormai entrati nella bella stagione, eppure non sembra anche a voi che manchi qualcosa? Non sto parlando delle rondini, oggigiorno sempre meno numerose, e nemmeno delle api, sebbene la loro assenza sia un cattivo presagio (Einstein una volta disse che se un giorno le api si fossero estinte, il genere umano le avrebbe seguite a breve). Ciò che manca nei parchi e nei giardini di questo secondo decennio del nuovo millennio sono i bambini che giocano.

Un po’ per il calo delle nascite, che ha reso l’Italia uno dei paesi con l’età media più avanzata del mondo, un po’ perché i luoghi pubblici di questi tempi non sono il posto più sicuro per i pargoli, a causa del traffico, dell’inquinamento e anche dei cosiddetti lupi cattivi. Ma la ragione, o almeno una delle ragioni per cui i giovanissimi non escono più per giocare all’aperto come un tempo è un’altra: piuttosto che a pallone, a nascondino o sulle giostre, i bambini di oggi preferiscono giocare con i computer, i videogiochi e gli smartphone.

Come le nuove tecnologie hanno modificato gran parte dei comportamenti degli adulti e degli adolescenti (Facebook ha soppiantato i diari segreti, tanto per fare un esempio), così anche i più piccoli sono stati colpiti da nuove forme d’intrattenimento: perché uscire a giocare a calcio nel campetto sotto casa quando in camera da letto si ha a disposizione la Playstation con Fifa 15? Piuttosto che tornare a casa sudati, sporchi di terra e fango e magari con qualche graffio qua e là, meglio godersi una partita con il commento di telecronisti di professione, seduti sul divano o sul tappeto e con una bibita o un gelato da consumare nelle pause.

Ogni genitore è consapevole del fatto che inesorabilmente, al compimento del quattordicesimo anno d’età di suo figlio, dovrà far fronte alla richiesta di quest’ultimo di avere il motorino. Ma ben prima dei 14 anni i padri e le madri devono fronteggiare altre richieste non meno pressanti: a che età è giusto regalare il telefonino ai figli? Per alcuni non prima che inizino le scuole medie, per altri la lotta comincia anche prima ed è assai duro ribattere all’obiezione regina, il tanto temuto “ tutti i miei compagni ce l’hanno già “. Per i figli di coppie separate o divorziate chiedere il telefonino come regalo all’uno o all’altro genitore può essere un utile strumento di ricatto psicologico, così come può tornare utile ai compagni di genitori separati con figli di primo letto donare uno smartphone per accattivarsi questi ultimi.

Ad ogni modo, i bambini d’oggi hanno quasi tutti a disposizione cellulare, consolle di videogiochi e computer e ne fanno un uso smodato. Questo va a discapito non tanto dello studio, ma di tutte le altre forme di passatempo: un genitore può obbligare un figlio a spegnere la Playstation per fare i compiti, ma non può certo costringerlo ad uscire a giocare all’aperto. Così, sta crescendo una generazione che preferisce divertirsi con i giochi elettronici piuttosto che con quelli tradizionali. E questo non è un bene anche sotto l’aspetto della salute: troppe ore seduti a fissare uno schermo, magari con le cuffie alle orecchie, alla lunga può arrecare danni precoci alla vista e all’udito dei giovanissimi. Per non parlare poi del rischio obesità legato alla vita sedentaria: secondo le statistiche, la Campania è la regione italiana con la più alta incidenza di bambini e adolescenti sovrappeso.

Perché allora non approfittare delle belle giornate primaverili per invitare i propri figli ad uscire e fare un giro in bicicletta, una bella partita a pallone o un’escursione in campagna o in montagna? Forse all’inizio sbufferanno e magari non ve ne saranno grati, ma vale la pena fare un tentativo.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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