16/04/2015

La qualità della vita deve essere al primo posto

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/enricocastiello_3.jpg

Il futuro di Benevento passa per la valorizzazione delle sue bellezze naturali, della sua storia e dei suoi monumenti. Ma senza un ambiente accogliente, gradevole, pulito, non si va da nessuna parte. Lo dimostrano le grandi capitali europee del turismo. Come stanno le cose sul piano dell’inquinamento atmosferico? Cosa si fa per i fiumi? Quando sarà realizzato il Depuratore? Perché il Parco Cellarulo non viene riaperto? Queste le domande più frequenti sui tanti nodi irrisolti della questione ambientale. Molti sono i passi avanti, ma c’è ancora tanto da cambiare nel comportamento dei cittadini. Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Ambiente, Enrico Castiello, ad un anno dal suo secondo insediamento in questo settore così delicato e complesso, che segna fortemente l’immagine di una città.

Da una recente indagine di Legambiente, intitolata “Mal’Aria”, Benevento è risultata terza in Italia per inquinamento da polveri sottili, dopo Frosinone e Alessandria. Come è stato possibile?

Qui ci sono delle anomalie questo salterebbe agli occhi di tutti. Ho grande rispetto per il lavoro dell’Arpac. Comunque dal primo gennaio è andata in funzione una nuova centralina a Ponte Valentino, in zona industriale, che si aggiunge a quella di Via Flora, di fronte al Tribunale. C’è discordanza tra le centraline. Mi sono affidato ad un meteorologo. Sono emersi degli strani sforamenti anche in giornate di pioggia e festive. Probabilmente le centraline rilevano qualcosa che non significa inquinamento. Stiamo facendo delle indagini per capire.

Gli interrogativi sono tanti. Quali dati vengono presi in considerazione? Perché non si migliora il traffico?

Possibile che venga registrato il polline anche d’inverno in una zona tranquilla a sette metri da 50 pini? nessuno può credere che Benevento sia una delle città più inquinate d’Italia. Da dove arriva questo inquinamento da mobilità? Poi c’è un’altra questione. La centralina in zona Asi sta lì dal 2007. Finalmente l’Arpac l’ha messa in funzione. Tra poco, inoltre, sarà attivata un’altra che si trova in area stadio. La stiamo spostando da dietro la curva sud all’antistadio, dedicato a Carmelo Imbriani”.

Quali sono le emergenze ambientali della città? Cosa si può fare per salvaguardare il patrimonio naturale?

La questione dei fiumi balza in primo piano a me basterebbe avere acque più pulite. Per anni i fiumi sono stati trattati come qualcosa da nascondere o come discariche personali. I fiumi sono la storia della città. Vanno soprattutto tutelati. Poi si potrebbero avviare tanti progetti. Dalla passeggiata alla pesca con la canoa. Ma bisognerebbe sottoscrivere un “Contratto di Fiume” tra tutti i comuni attraversati dal Sabato e dal Calore. Questo è il nostro obiettivo. Ma dobbiamo imparare ancora a rispettare i nostri fiumi. Per la depurazione è arrivato finalmente il finanziamento regionale di 9 milioni di euro.

Il suo assessorato è preposto alla cura dell’ambiente e del decoro. Dopo la precedente esperienza nella prima giunta guidata da Fausto Pepe, quale situazione ha trovato?

Ogni mattina troviamo discariche abusive, comportamenti assurdi dei cittadini, sui monumenti e le fontane, c’è poca sensibilità. Quando sono ritornato, il primo aprile dell’anno scorso, ho trovato una pianta organica diversa, un settore sventrato, meno personale, una girandola di dirigenti. Nella prima esperienza c’era almeno una campagna di sensibilizzazione al mese. Insomma ho dovuto mettere insieme una squadra anche per dare risposte immediate sul verde e la Villa Comunale. Le questioni sono tante. Ci sarebbe bisogno di tanto personale e altamente qualificato.

Cosa c’è in cantiere per abbellire la città, garantire una migliore vivibilità e potenziare i servizi?

Stiamo provando a mettere in campo qualche idea nuova partiranno a breve le “Case dell’Acqua”, collocate nei quattro quartieri della città. Si tratta di casette che distribuiranno acqua liscia o minerale a solo 5 centesimi al litro. Questo comporterà l’eliminazione della plastica e soprattutto la riduzione della circolazione dei Tir che trasportano acqua. Per questo progetto manca solo l’affidamento. Per la Villa Comunale è stato approntato un Baby Parco per bambini piccoli da 2 a 6 anni, che dovrebbe essere inaugurato a fine mese. Poi stiamo sistemando le panchine a Via Traiano e a Piazza Risorgimento e siamo impegnati nel Censimento degli Alberi Monumentali per partecipare all’istituzione dell’Archivio Nazionale richiesto da una legge del governo.

La gente lamenta che al posto degli alberi tagliati negli anni passati non vengono piantati altri arbusti, anche di piccolo fusto. Perché non si pensa a realizzare piste ciclabili e a riaprire Parco Cellarulo?

Con me gli alberi non si tagliano. Ma, quando mi arriva la relazione del tecnico, che segnala piante malate e pericolanti, cosa devo fare? Non c’è dubbio che dobbiamo ripiantare. Il vero problema delle alberature è la loro irrigazione, che ha un costo enorme. Al posto dei pini marittimi si potrebbero mettere gli ontani napoletani. Per le piste ciclabili c’era un progetto per il Rione Ferrovia nel “Più Europa”. Per Cellarulo c’è un’inchiesta in corso per questioni di collaudi. Speriamo che la magistratura sblocchi la questione. A buon punto è invece il bando per le biciclette elettriche. Abbiamo accolto la proposta della Ducati Energia per avere in città 30 biciclette elettriche, da affidare ai cittadini (20), all’amministrazione comunale (5) e alle associazioni (5). Siamo in attesa che il ministero ci autorizzi a cambiare il bando originario che prevedeva di darle tutte al comune. La questione, rimasta sospesa con la scadenza dell’Energy Manager, sarà ripresa con la nomina del nuovo responsabile.

Recentemente un comitato di cittadini ha chiesto un “Parco Urbano a Cretarossa”, rilevando che è dal 1880,anno di nascita della Villa Comunale, che non si creano in città nuovi parchi. Cosa si può fare?

Nel 2007 partecipai ad un bando regionale per un Parco Urbano sull’ansa del fiume Calore. Il progetto fu anche finanziato. Ma dove sta il terreno? Dove sono i soldi per comprarlo? Il comune stava rischiando il dissesto per gli espropri degli anni ottanta non pagati che ammontano a 35 milioni di euro. Questa amministrazione ha dovuto fare un grande piano di rientro. Per questo diventa difficile parlare di Parco Urbano. Se qualcuno mettese a disposizione il terreno, ne saremmo ben lieti, perché nel patrimonio comunale non ci sono aree adeguate.

Ogni tanto rispunta la questione delle trivellazioni. Il ministero ha nuovamente autorizzato la ricerca di idrocarburi nel Sannio e in Irpinia col progetto denominato “Case Capozzi”. Come vi comporterete?

Su questa tematica siamo intervenuti con una chiara delibera di dissenso, facendo anche voti alla Regione, che sembra dormire, contestando genericamente il pacchetto “Sblocca Italia”. La “Delta Energy” aveva chiesto il permesso di monitorare il nostro territorio attraverso vibrazioni. Se si tratta solo di studi, non sarebbe negativo. Ma noi siamo contrari alle trivellazioni. Comunque su queste questioni bisogna ascoltare la voce della popolazione interessata. Non vorremmo pagarne le conseguenze come è capitato in Basilicata. Il comune di Benevento ha approvato anche un documento contro gli Ogm e le multinazionali.

Come immagina la città del futuro? Lungo quali direttrici di sviluppo dovrà incamminarsi?

La città va promossa sul piano turistico valorizzando la sua storia, le sue bellezze, la cultura e i monumenti, inserendola in percorsi e pacchetti più grandi e interessanti. Ci sono comuni con quattro pietre insignificanti che sono meta di consistenti flussi turistici. Dobbiamo sfruttare di più il marchio Unesco. Poi bisogna salvaguardare le nostre colline ricche di prodotti agricoli ed enogastronomici. Abbinando agricoltura e piccola industria di trasformazione.

La raccolta differenziata ha raggiunto un buon livello, ma spesso si notano zone abbandonate e sommerse dai rifiuti. Da Calata Olivella a Contrada Serretelle. Come si possono evitare queste incivili situazioni?

C’è una cultura imperante che addita il colpevole di ciò nel comune io la mattina, alle sette, sono su tutte le fontane della città. Alle nove si sporcano. Come mai? il mio assessorato non è addetto al controllo, ma solo alla pulizia, che viene effettuata tre volte a settimana. Ma tenerle pulite è compito dei cittadini. In questo ultimo anno di mandato cercherò di raggiungere tutti gli obiettivi possibili. Voglio essere ricordato come un assessore che non ha rubato lo stipendio.

Come dovrebbe cambiare la politica? Cosa dovrebbe fare di più il Partito Democratico per la città?

C’è ancora tanto da fare. La qualità della vita deve essere al primo posto. Ho preso la città che nella classifica di Legambiente era al posto 102 su 130 e l’ho portata al quarantasettesimo. Quello che si dovrebbe fare è dettato dagli indicatori ambientali. Un’amministrazione comunale non deve dare solo servizi efficienti, ma elevare la qualità della vita, dell’aria e dell’acqua, puntare su un trasporto pubblico che non inquina. Ma la questione finanziaria ha bloccato tanti bei progetti per l’ambiente.

ANTONIO ESPOSITO 

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Ambiente & Territorio"