17/06/2015

Inutile avversare le nuove tecnologie, bisogna adattarsi

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Il luddismo è stato un movimento di protesta che, ai primi dell’800, all’epoca della grande Rivoluzione Industriale, incitava gli operai a distruggere i macchinari, poiché ritenuti responsabili di sottrarre lavoro e di costringere i lavoratori ad accettare stipendi sempre più miseri. Prende il nome da Ned Ludd, un operaio inglese che distrusse un telaio meccanico nel 1779 (anche se l’episodio è ammantato di leggenda e taluni dubitano che sia mai avvenuto).

Oggi credo che nessun dipendente si sognerebbe di distruggere i macchinari di una fabbrica, attribuendo loro la colpa dell’elevato tasso di disoccupazione. E se mai dovesse sorgere un odierno neoluddismo, più che sui robot industriali avrebbe tutte le ragioni di sfogare la propria ira su internet; ma, essendo quest’ultima una rete virtuale, forse l’oggetto materiale della protesta potrebbero essere i server.

Perché è indubbio che oggigiorno internet sta mettendo in crisi diversi settori lavorativi. Degli esempi? Le librerie, le agenzie di viaggio e le videoteche. Nel primo caso, i librai si sono visti sottrarre fette di mercato sempre più ampie da due fronti: da una parte, i siti come Amazon, che vendono volumi di ogni genere a prezzi spesso più bassi delle librerie, con un catalogo vastissimo e spedizioni veloci ed economiche (quando non addirittura gratuite); dall’altra, la diffusione degli ebook, che attualmente non sono ancora riusciti a scalzare i libri cartacei, ma che sono molto amati dalle fasce di lettori più giovani. E in un paese dove a leggere sono in pochi, quello dei giovani è un mercato fondamentale.

Le agenzie di viaggio soffrono a causa dei molti siti che consentono a chiunque, dal proprio pc, di organizzare le vacanze prenotando treno, aereo e soggiorno in hotel, nave da crociera, residence, bed & breakfast o in appartamento, senza contare metodi più recenti quali lo scambio di casa o il couchsurfing (ospitare a pagamento un turista a casa facendolo dormire sul divano e chiedendo in cambio una cifra molto bassa). Oramai tutte le strutture alberghiere, anche le più piccole, dispongono di un sito internet. Per prendere il treno non occorre più il biglietto, ma un codice che si riceve via sms; e persino molte compagnie aeree hanno adottato la carta d’imbarco virtuale. Possiamo dire che per molti le commissioni delle agenzie di viaggio sono una spesa del tutto eliminata dal budget vacanziero.

Quanto alle videoteche, dopo la chiusura della catena statunitense Blockbuster, il settore dei videonoleggi è da considerare un mercato in via d’estinzione. Anche senza contare i molti sistemi illegali, per guardare un film comodamente seduti sul proprio divano non è più necessario uscire di casa: ai canali televisivi gratuiti e a pagamento si sono aggiunte numerose piattaforme di streaming legale, come Infinity o il colosso Netflix, che sbarcherà in Italia il prossimo autunno.

Uno dopo l’altro, sempre più settori merceologici dovranno incassare la spallata del commercio elettronico: già da luglio di quest‘anno, anche nel nostro paese sarà legale la vendita di farmaci da banco tramite internet. Le farmacie si preparino a veder calare il proprio giro d’affari.

Opporsi al progresso distruggendo le nuove tecnologie, come facevano i luddisti, sarebbe vano, una lotta contro i mulini a vento. Per sopravvivere occorre cavalcare il cambiamento e sapersi adattare: come insegna Darwin, la specie più forte è quella che riesce più facilmente ad adattarsi.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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