01/07/2015

Su Benevento si allunga l'ombra del racket e delle estorsioni

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Una serie di eventi gravi e deprecabili si stanno affacciando all’attenzione della cronaca locale in modo diffuso ed eclatante. Negozi incendiati, bombe carta ed altri eventi criminosi stanno portando all’attenzione sociale un fenomeno su cui si dovrà discutere in modo serio ed approfondito nelle prossime settimane. Le associazioni di categoria hanno un ruolo importante, rappresentando di fatto le imprese e le attività commerciali, un po’ come i sindacati rappresentano i lavoratori. Confimpresa è una tra le più rappresentative tra queste e si è dimostrata disponibile a rilasciare qualche impressione su questo fenomeno. Chiediamo al segretario provinciale, Carlos Sorrentino, qualche commento sulla situazione attuale e sulle possibili azioni da intraprendere.

Si stanno ripetendo in questi giorni a Benevento alcuni episodi violenti che colpiscono diverse attività commerciali. Qual è la posizione di Confimpresa al riguardo?

Il tema della Legalità è sempre d’attualità, purtroppo non per la parte “pulita” del termine, ma per quella corrotta, violenta e scorretta che crea danni economici e d’immagine, creando disuguaglianze, aumentando i costi e inquinando il mercato. E’ importante ribadire che questo è un argomento che interessa tutta la società, oltre che i commercianti, gli esercenti e i professionisti che Confimpresa tradizionalmente rappresenta. In particolare la crisi aggrava i fenomeni criminali su due versanti, quello dal lato del consumatore perché ne peggiora le scelte, diventate particolarmente sensibili al risparmio che l’acquisto parallelo favorisce mentre, l’altro aspetto, proviene dal lato delle imprese, perché aumenta le infiltrazioni della criminalità nel tessuto sano delle attività imprenditoriali.

Quali iniziative pensate di intraprendere per aiutare chi si sente accerchiato da questi fenomeni?

E’ un tema talmente sentito che la nostra associazione ha programmato la realizzazione, per il prossimo ottobre, di una giornata di sensibilizzazione dal titolo “Cerco la Legalità”, investendo su una ricerca affidata ad un’agenzia specializzata che si occuperà della distribuzione e della consegna di alcuni questionari direttamente agli operatori economici della nostra provincia. Devo dire che in generale è mortificante per un rappresentante di categoria constatare la facilità con la quale la criminalità aggredisce il sano tessuto imprenditoriale, sfruttando contingenti debolezze di molte imprese con l’unico freno imposto dall’encomiabile attività di Magistratura e Forze dell’Ordine.

Che consiglio si sente di dare ai commercianti, già fortemente colpiti da questa lunga e disastrosa crisi dei consumi e che si trovano oggi a fronteggiare da soli la prepotenza e l’arroganza di questi criminali?

Le rappresentanze che aggregano le imprese sui territori e le categorie sono il “primo argine” contro l’illegalità, perché associarsi e mettersi insieme significa per gli imprenditori sentirsi meno soli, anche contro il crimine. In generale la posizione di Confimpresa Benevento è chiara e così sintetizzabile: “denunciare si può, si deve e conviene”; posizione che confermiamo, assicurando protezione e assistenza agli imprenditori interessati. Siamo pienamente consapevoli del problema, delle difficoltà e dei rischi anche di incolumità fisica che ciò comporta, coscienti delle distorsioni sul mercato e sulla concorrenza che l’illegalità trasferisce. Su questo ed altro ci sentiamo di offrire il pieno appoggio al prefetto Paola Galeone ed alle forze dell’ordine, che stanno ponendo ogni forma d’azione per arginare questa annosa problematica.

Quali sono le soluzioni concrete per contenere il diffondersi di questi atti criminali che danneggiano i naturali processi di sviluppo economico?

Prima di tutto intervenire sulla burocrazia, con semplificazioni intelligenti. Dietro le complicazioni amministrative spesso si nascondono i …facilitatori, sensibili alle scorciatoie e agli strumenti di corruzione. E’ necessario poi intervenire sulle procedure delle gare di appalto, dove il principio del massimo ribasso se, da una parte, risponde ai bisogni e ai doveri di attenzione alla corretta spesa pubblica dall’altra spesso non assicura la qualità dei lavori appaltati. Con un po’ di ironia posso dichiarare che “bisogna stare attenti non solo ai clienti senza scontrini, ma anche agli scontrini senza clienti. Ci incoraggia, però, un’attenzione comune e più attenta a questi fenomeni, cresciuta anche grazie a occasioni di approfondimento come questo.

LUIGI RUBINO

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