01/07/2015

A proposito di nozze gay e adozioni

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La famiglia cristiana nasce dal vincolo sacramentale generato dall'effusione della grazia che unisce per sempre un uomo con una donna nella comune vocazione alla santità, nell'esperienza della fede, nello stato matrimoniale e nelle responsabilità parentali, a partire dalla responsabilità educativa per il benessere temporale e spirituale dei figli.

La “chiesa domestica” è palestra di vita-amore-responsabilità. Per le debolezze di tutti i membri della famiglia, sicuro rifugio liberatore è la paterna misericordia di Dio. La differenza tra maschile e femminile non è un fenomeno esclusivamente culturale. La sessualità maschile o femminile è una dimensione costitutiva della persona. La differenza sessuale è originaria, precede l'educazione stessa e gli influssi culturali e genitoriali. Il bambino si comporta da maschio o da femmina prima ancora di riconoscersi in un genere. La “teoria del gender” nega la legge naturale iscritta nelle tavole di carne dell'uomo e della donna, sgancia la sessualità dalla realtà per piegarla all'arbitrio personale. Papa Francesco afferma: «Siamo alla colonizzazione ideologica». Una mamma e un papà che si amano in un normale rapporto coniugale, ormai da alcuni milioni di anni stanno dando buoni frutti e molti miliardi di persone ne hanno tratto beneficio.

Le nozze gay decise in Irlanda rappresentano “una sconfitta dell'umanità” e così pure la presunta “vittoria” del presidente americano Barack Obama che, proprio in questi giorni, è riuscito a far approvare dal Congresso una legge che istituisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli stati americani. Il processo di secolarizzazione reclama una nuova evangelizzazione della cultura. Accoglienza e sensibilità per tutti, anche per gli omosessuali, ma fermezza sui principi. Amicizia, accoglienza e vicinanza, sì, ma nella verità.

A livello europeo prosegue la corsa sconsiderata verso lo smantellamento dell'identità più profonda della famiglia con la negazione della bellezza della differenza, con il tentativo di omologazione ed equiparazione di altre forme di convivenza con la famiglia costituzionale, con il tentativo di scippare in maniera subdola alla famiglia il compito di educare i figli alla bontà della differenza sessuale. La proposta di legge Cirinnà in Italia e il documento approvato dal Parlamento europeo circa il riconoscimento delle unioni gay, declinano i diritti arroganti degli adulti, calpestando il diritto stesso del bambino ad avere un papà ed una mamma. E' la legge della giungla e del più forte e non della civiltà del progresso che difende i più deboli. Omosessuali non si nasce e neanche lo si diventa. Le conoscenze scientifiche, di cui disponiamo, ci indicano che le persone con inclinazioni omosessuali sono nate con la stessa dotazione fisica e psichica di chiunque altro. L'uomo e la donna con tendenze omosessuali sono un uomo o una donna per determinazione genetica e hanno tendenze omosessuali per acquisizione. Certamente il rapporto con i genitori influisce sull'identità sessuale.

Diverse scuole di psicoanalisi sottolineano le principali cause riscontrabili all'origine dell'omosessualità; il padre “assente”, “poco presente”, “estromesso”, il più delle volte dalla moglie, dalla vita familiare, espropriato del suo ruolo di capo forte e premuroso, genera qualche problema. Il padre denigrato o umiliato a parole o nei fatti dalla moglie stessa, spesso davanti ai figli, genera insicurezza. E la madre prevaricatrice nei confronti del marito, molto ansiosa e preoccupata, dominatrice ma molto insicura, proprio perché priva di qualcuno, un uomo, che la guidi e la sostenga, genera sfiducia e disorientamento. Ma la personalità di ognuno matura proprio nel confronto tra identità e differenza dovuta a un papà maschio e una mamma femmina. L'assenza di un genitore o la mancanza di diversità, come nel caso della “omogenitorialità” provoca significative conseguenze. E' esperienza comune entrare in una classe delle scuole d'infanzia e trovare bimbi che giocano divisi tra maschi e femmine. E questo non perché una maestra “omofoba” glielo ha imposto, ma semplicemente perché maschi e femmine hanno attitudini al gioco differenti.

Non bisogna dimenticare il fallimento dei vari esperimenti delle “gender theories”: il camion alle bambine e le bambole ai bambini. Risultato: le bambine giocavano con i camion a “mamma-camion” che cambia il pannolino ai “baby-camion” e i maschi prendevano a “sbambolettate” i compagni... Solo il rispetto e l'amore gioioso dei coniugi, maschio e femmina, nel proprio ruolo, genera crescita, armonia e realizzazione sicura. Il delirio di onnipotenza che pervade l'era post-moderna, nega persino la legge naturale e genera mostri insicuri e infelici. La sapienza, dal latino “sapere”, dà invece gusto e sapore alla vita.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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