22/10/2015

Dolore e rabbia

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Se ne sono dette e sentite tante sulla tragedia che è avvenuta a Benevento e provincia a causa dell’esondazione del Calore.

La verità è che le persone sono state costrette a lasciare le loro case e a fuggire. Molte sono state messe in salvo con l’elicottero o con i gommoni. Fortunatamente ci sono state solo tre vittime umane, diversi animali, un gregge intero.

Ma non basta questo a consolare tutti coloro che hanno visto le loro abitazioni o le aziende o le coltivazioni sommerse dall’acqua e dal fango. Hanno visto distrutti in poche ore tutti i sacrifici di una vita, oltre alle cose care che custodivano nelle loro proprietà. E’ una gravissima perdita economica ma è una violenza inaudita vedere ricoperto di melma ciò che era il loro motivo di vita e di guadagno.

Il fuoco e l’acqua mai da padroni. Sembra un incubo da cui si pensa di svegliarsi e accorgersi che è tutto passato. E invece no. E’ tutto maledettamente vero. Le forze dell’ordine si sono date da fare ma sono state poche per le esigenze di tutti e non è stato possibile intervenire sempre e dovunque. In diversi punti della città sono stati i privati a dover svuotare le abitazioni dal fango e acqua e buttare fuori di casa (si fa per dire) ciò che l’esondazione aveva rovinato per sempre.

Numerosissimi i volontari, che si sono prestati e sono intervenuti con le attrezzature adatte. Sono i nostri angeli del fango, così chiamati da quando, in occasione dell’alluvione di Firenze del 1966, migliaia di giovani volontari giunsero nella città toscana per aiutare le popolazioni colpite.

E’ una tragedia aver perso tutto ma è uno strazio doversi anche disfare di ciò che è irrecuperabile e in molti casi non riproducibile. Fa male vedere la disperazione e il dolore negli occhi della gente, un dolore silenzioso e dignitoso, rassegnato ma anche pieno di rabbia.

Sì rabbia, perché come sempre accade ci sono delle responsabilità e, forse delle inadempienze e forse una scarsa comunicazione nel mettere in allerta i cittadini. E forse. Ma queste sono problemi che poi saranno affrontati e discussi. O almeno si spera. Comunque resta l’amarezza e il dolore di tutti. Perché quando accadono queste catastrofi soffre tutta la popolazione, tutti noi sanniti abbiamo il lutto nel cuore.

Forza Sannio. Sii forte e coraggioso come quando sconfiggesti i Romani alle Forche Caudine e come hai dimostrato di esserlo in diverse occasioni nefaste. Un grazie a coloro che si sono sentiti parte del nostro popolo e si sono messi a disposizione di chi ha bisogno. Le lacrime e le sofferenze fanno parte della vita. Ma ricordiamoci che non è forte chi non cade ma chi cade e si rialza. Coraggio.

ELISA FIENGO

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