22/10/2015

In tre ci hanno rimesso al vita

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L'alluvione non ha lasciato dietro di sé solo fango, distruzione e disperazione a causa dell'esondazione dei fiumi Tammaro e Calore, ma anche tre vittime: due pensionati ed un operaio.

Anna De Ieso (70 anni) di Pago Veiano, Antonio Zappiello (70 anni) di Montesarchio e Adriano Tatavitto (38 anni), originario di Benevento, ma residente a Circello.

Nannina, come tutti la chiamavano in paese, la notte del nubifragio si trovava in compagnia del marito, 77enne gravato da seri problemi di salute, nella casa “vecchia” (foto), un piccolo casolare di campagna in contrada Iscalanoce (alcuni chilometri dal centro abitato), un'abitazione definita “sotto il livello del fiume”.

A lato c'è un alveo dove l'acqua piovana e quella del fiume si raccolgono.

Svegliatasi nel cuore della notte dal forte rumore causato dalla tempesta, Nannina si è accorta che la casa si era riempita d'acqua, allora ha destato il marito dicendogli che sarebbe andata a chiedere aiuto per trasportarlo nella casa “nuova”, situata a pochi metri di distanza e dove si trovava la loro unica figlia Donatella, ma non appena varcata la soglia Nannina è stata letteralmente travolta e inghiottita da un mostro di acqua, fango e detriti che l'ha trascinata per circa 500 metri.

Il marito, del tutto impotente dinanzi a questa sciagura, si è salvato attaccandosi con tutte le sue forza alla porta di casa e - con il fango che gli arrivava fino all'altezza del petto - è stato ritrovato all'alba dai carabinieri di Pietrelcina.

Nannina intanto era rimasta sepolta sotto cinquanta centimetri di fango, spuntavano fuori solo i piedi, così i militari hanno individuato il suo corpo e l'hanno tirato fuori.

Maria, la sorella della vittima, è disperata: “Negli anni passati, più volte ho denunciato i pericoli di quella strada in discesa con esposti alla Provincia, ma nessuno se n'è mai curato e adesso mi trovo a piangere la morte di mia sorella”.

La strada a guardarla ora fa paura: fortemente sconnessa e con pezzi di asfalto rotti e sollevati, tutto ciò ha rallentato notevolmente i soccorsi.

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A Montesarchio, invece, Antonio Zappiello è morto probabilmente in seguito a un infarto mentre spalava acqua e fango dal seminterrato di casa adibito a deposito in via Moschi (frazione Varoni).

L'uomo, che viveva con i suoi due figli Biagio e Mario, scosso durante il sonno dal nubifragio che imperversava nella zona, dopo aver dato l'allarme anche ai vicini, si è messo subito all'opera per ripulire quello che poteva, ma preso da affanno e ansia non ce l'ha fatta ed è stramazzato a terra nel fango.

Tanta la rabbia dei residenti: “Non è la prima volta che ci troviamo le case allagate - dicono -. Siamo considerati cittadini di serie b e dimenticati da sempre”.

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La terza vittima, Adriano Tatavitto, stava operando per il ripristino dell'energia elettrica in zona Ponte Valentino quando è rimasto folgorato su un traliccio a un'altezza di sei metri.

Nonostante l'immediato soccorso dei compagni di squadra - precisa l’Enel - a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. La vittima al momento della folgorazione era imbracata e non è caduta: è stata portata giù dai soccorritori”.

Adriano lascia la moglie, Tiziana Gagliardi, e due figli, Nicola di 7 anni e Sonia di appena 2 anni.

Messaggi di cordoglio del sindaco di Benevento, Fausto Pepe, che al momento dell'incidente si trovava proprio lì vicino, del presidente della Provincia, Claudio Ricci, dall'azienda dell'Enel, per la quale lavorava già da otto anni, e dal sindaco di Circello, Gianclaudio Golia, che - insieme al parroco don Antonio Cerrone e a tutta la comunità del centro dell'Alto Tammaro - è rimasto stordito e affranto dalla notizia della tragedia.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

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