03/12/2015

Lettera a Luca De Filippo

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Ciao Luca.

Quest’anno o’ presepe senza di te non piace nemmeno a me. Il nostro “Tommasino” se n’è andato. Te ne sei andato in silenzio com’è consuetudine dei grandi. Senza tante chiacchiere. Mentre stavi ancora sul palcoscenico a recitare la commedia “Non ti pago”. Ma non dovevi farci questo. Avresti avuto ancora tanto da dare. Hai lasciato un vuoto non solo nella storia del teatro ma anche della cultura. Sembrava che con te ancora tra noi fosse viva anche l’intera generazione dei De Filippo. Eduardo, Peppino, Titina e tutti quei personaggi che sono diventati nostri amici grazie alla tua famiglia, senza escludere quella di Scarpetta, tuo nonno.

Ma forse non è il male maggiore morire. Con tutto quello che sta succedendo sulla terra hai scelto di andare in un regno dove non ci sono guerre, stragi, soprusi, imbrogli, violenze, inquinamenti. In un regno dove c’è solo musica, canti, ruscelli, nuvole, ma dove soprattutto c’è onestà e calma, senza questa nostra corsa affannata per raggiungere traguardi effimeri. A meno che non succeda su da te quello che tuo padre, Eduardo, ha descritto nella commedia De Pretore Vincenzo che tu, magistralmente, hai interpretato.

Sono sicura che il tuo Natale, lassù in Paradiso, sarà migliore del nostro. E poi voi Gesù Bambino, la Madonna e San Giuseppe li avete dal vivo. E sono sicura che questa volta ‘o presepe ti piacerà. Sì, perche i pastori saranno rappresentati da tutti coloro che ti hanno preceduto. E il “Tu scendi dalle stelle”sarà cantata da Pino Daniele, da Massimo Troisi, da Pavarotti e da tutti gli altri.

Buon Natale, Luca.

Posso chiederti un piacere? Puoi dare a nome mio un bacio forte al mio papà, che se lo chiami a suonare il violino è bravo e alla mia mamma che sta lassù da appena tre mesi e che è bravissima a cantare? Sai, quand’era ragazza la chiamavano a cantare l’avemaria in chiesa ai matrimoni.

Stai vicino a loro due e dì’ che noi ci stiamo preparando al Natale, ma quest’anno è un Natale col trucco, come ha detto papa Francesco.

Ti abbraccio.

ELISA FIENGO

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