03/12/2015

Gianfranco Ucci punta sul centrodestra ma cerca voti dappertutto

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Gianfranco Ucci, coniugato con Carmen Coppola docente di lingua inglese, Presidente FIDAPA. Bancario, uomo di sport. Già Consigliere comunale, assessore con Pasquale Viespoli e Vice Sindaco con Sandro D’Alessandro; impegnato nel sociale con i Lions Clubs International è stato presidente del club Benevento Host. Attualmente è responsabile distrettuale (Campania, Calabria, Basilicata) del service “L'Unificazione europea: incrementare o ridurre?”.

E' vero che lei intende proporre la sua candidatura a sindaco di Benevento e sta già preparando una lista?

Certo, è così.

Immagino che sarà una lista di centrodestra in quanto lei sin dai tempi dell'UDC non si è mosso da quell'area è così?

Prima delle categorie vengono i valori, prima dei contenitori i contenuti. Oggi credo che il centrodestra e il centrosinistra abbiano entrambi perso la loro spinta ideale e siano ormai dei meri aggregatori di voti e, per questo motivo, si somigliano sempre più. Intanto per strada hanno lasciato i valori alla cui coerenza sarebbe stato probabilmente necessario sacrificare un po’ di consenso cui, ormai, sembra che nessun politico sia più disposto a rinunciare trasformandosi di fatto in un Cetto La Qualunque qualsiasi. Io credo invece che alcuni valori non negoziabili come solidarietà, legalità e merito e che sono poi quelli che mi hanno sempre ispirato fin dai tempi della militanza nel movimento giovanile della democrazia cristiana, possano essere ancora dei fari guida cui ispirarsi per cercare di costruire una proposta di governo efficace e convincente ma, soprattutto, riaggregare una comunità allo sbando.

Il Centrodestra qui a Benevento ha sicuramente un potenziale elettorato consistente ma è immerso in una crisi profonda e divisioni. Come pensa di riportare tutti all'unità?

Come ho detto Il mio obiettivo è ripartire dai valori ed è su questo che cercherò il più ampio consenso e questo al di là del centrodestra. Il primo di questi è la solidarietà intesa come una categoria mentale declinabile in ogni campo e ambito: in quello sociale come in quello urbanistico, in quello generazionale come in quello culturale, imprenditoriale, ambientale e così via.

È per risollevare l’immagine della città a cosa pensa in concreto?

Abbiamo bisogno innanzitutto di risentirci comunità, di riqualificare la Città dai suoi ingressi che sono vergognosi al suo cuore come il Teatro Comunale che è il simbolo di questa deriva al brutto e allo sporco cui siamo stati abituati in questi anni, di restituire ad ogni quartiere la sua dignità e la sua giusta importanza nel contesto urbano, ricordarci che la Città è poi contestualizzata in un ampio territorio e i ponti verso di esso sono le nostre contrade che non devono essere solo protagoniste di passeggiate preelettorali, fare sì che il Comune sia davvero di tutti e, soprattutto, una casa di cristallo e che qualsiasi operazione, delibera, progetto sia sempre al di sopra di ogni sospetto, operare quindi nel totale rispetto delle regole iniziando da quella della trasparenza degli atti pubblici oggi platealmente disattesa, chiedere poi aiuto alle intelligenze e ai talenti che non vivono più in Città ma che hanno acquisito ruoli ed esperienze importanti e a quelli che hanno coraggiosamente deciso di restare, di mettere a disposizione idee ed entusiasmo per un necessario rinascimento senza il quale la nostra realtà è condannata ad un inesorabile marginalizzazione i cui segnali sono ormai più che evidenti.

Chi saranno i suoi compagni di viaggio, può già farci già qualche nome?

Chiunque condividerà con convinzione, dedizione ed entusiasmo la mia carta dei valori. Intanto intorno a me si è formato già un gruppo nutrito di persone molto variegato per estrazione sociale, genere e soprattutto anagrafica. Li considero il mio lievito e con loro spero di far crescere il consenso verso la mia persona e il nostro progetto in Città.

Sempre per il Centrodestra si parla anche di una ridiscesa in campo dell'ex sindaco Pasquale Viespoli lei che ne pensa?

Viespoli è una indiscutibile intelligenza politica ed è una risorsa della Città in termini di idee, intuizioni e cultura. Preferirei naturalmente, per la seppur circoscritta storia politica comune e per affetto, averlo più come alleato che come avversario ma se così dovesse essere ci misureremo sulle idee con il rispetto dovuto agli avversari di valore e in buona fede. D’altro lato, anche Rutelli, che è stato uno dei protagonisti del periodo dei Sindaci, ha detto recentemente che i cicli finiscono e, aggiungo io, altri se ne aprono individuando per se in questa fase politica un ruolo di regia dovuta all’esperienza maturata. Ecco, io preferirei sicuramente che Viespoli invece che rischiare di contribuire alla vittoria del Centrosinistra contribuisse alla mia vincendo così egli stesso.

Sul fronte opposto sembra ormai certa la candidatura dell'attuale vice sindaco Raffaele Del Vecchio che gode del sostegno del potente sottosegretario Del Basso De Caro. Insomma sarebbe un osso duro difficile da sconfiggere...

Guardi, le recenti notizie di cronaca dimostrano che, al di là delle rilevanze legali, ci sono comportamenti, parole, atteggiamenti censurabili almeno dal punto di vista morale; costruire il consenso elettorale praticandole è evidentemente premiante sul nostro territorio ma depaupera una comunità sul medio e lungo periodo. Oggi Benevento si trova nello stato in cui è perché ognuno di noi ha ceduto un piccolo pezzo di dignità personale per comodità, quieto vivere o perché “tiene famglia” chiedendo quindi favori, ricevendoli o, quantomeno, facendosi i fatti propri. Del Vecchio è, evidentemente, per Del Basso De Caro garanzia di continuità e contiguità con questo sistema di potere. Mai come in questo momento però i cittadini beneventani hanno in mano il proprio futuro e, soprattutto, quello dei loro figli ovvero decidono alle prossime elezioni se dovranno vivere con la schiena dritta o soggiacenti alla logica del “tengo famiglia” di cui Del Vecchio è il garante.

Quali saranno le linee guida del programma con il quale si presenterà agli elettori?

Sarà un programma che rimetta al centro la buona politica ovvero quella fatta con spirito di servizio, senso della legalità, progetti realistici che rispondano alle reali esigenze del territorio e della Città che deve sentirsi parte di questo progetto di rinascita in quanto viene costruito insieme, coinvolgendo tutte le sue componenti sociali e territoriali. Presto lo renderemo pubblico.

GIOVANNI FUCCIO

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