16/12/2015

A proposito di LICET, DECET E PLACET

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Caro Direttore,

l'antico professore di latino che è in lui ha ispirato al preside Michele Ruggiano una “soffiata”. Guarda - mi ha fatto osservare - che, oltre a licet e a decet, c'è un altro verbo che fa al caso nostro. Ed è placeo, che alla terza singolare indicativa fa placet”.

Io ho scritto che una cosa può essere lecita (licet), ma contemporaneamente non opportuna (non decet). Secondo Ruggiano, se pensi al placet (ciò che piace), tu sei costretto a superare di corsa licet e decet. Perché il placet (ciò che piace) travolge ogni preliminare distinzione etico-lessicale.

Mi pare giusto. Di antico, presso cui pescare scampoli di saggezza, non c'è solo il latino. Anche il napoletano è lingua profonda e completa e, in proposito, ci ha sempre voluto ricordare che il potere è chiù doce d'u fotte”.

Col che mi arrendo.

MARIO PEDICINI

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