16/12/2015

Voglio le primarie aperte per il nuovo sindaco

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Vogliamo lo stesso trattamento dell'Emilia Romagna, del Veneto e della Liguria. Mi sembra strano dover chiedere misure già adottate in altre parti del paese. Ho inviato lettere alla Regione e al Governo, per denunciare i ritardi sui problemi dell'alluvione”. La città di Benevento ed il Sannio non sono più in prima pagina. Per tenere desta l'attenzione, il sindaco Fausto Pepe alza la voce, chiede gli stessi diritti garantiti in altre regioni italiane.

Quali sono i provvedimenti necessari per alleviare le sofferenze della popolazione e delle imprese?

Un passo importante sarebbe la sospensione dei tributi e dei contributi previdenziali (La prima richiesta è stata accolta dal governo, ndr). Per i comuni danneggiati sarebbe opportuno applicare la deroga per la spesa dei fondi europei, la cui rendicontazione dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre prossimo. Per lo smaltimento dei rifiuti chiediamo di usufruire della legge nazionale esistente.

Quali obiettivi si propone il “Patto per le Aree Interne”, sul quale lei spesso si è soffermato?

Prima bisogna dare al Sannio quello che è stato dato altrove. Poi ci sono le questioni di programmazione. Quale idea di sviluppo vogliamo portare avanti? Per questo ho proposto nel dibattito regionale e nazionale di tenere conto dell’aree interne, inserendole nel Masterplan per il Mezzogiorno. Si tratta di una problematica da rilanciare, anche alla luce dell’alluvione, ed è un banco di prova per il governo.

Da più parti sono piovute accuse sulle responsabilità del passato. Lei si sente, in qualche modo, responsabile della scarsa manutenzione dei fiumi?

Devo dire la verità, sulla manutenzione dei fiumi io non mi sento responsabile, perché è un compito che sta in capo ad altri ed è anche giusto che sia così. Il problema vero è che bisogna capire fino a che punto l’alluvione è stata colpa dei fiumi e se non siano intervenuti altri fattori. E’ troppo semplicistico pensare che tutto sia derivato dai corsi d’acqua e dalle mancate manutenzioni. Ora il commissario interverrà sul pietrisco che si è formato negli alvei, sull’intero percorso fluviale. Ma non mi pare questa la soluzione di tutto.

La gestione della mensa scolastica ha suscitato una clamorosa polemica, che è diventata una telenovela preoccupante per tante famiglie ed alunni della scuola primaria. Come stanno effettivamente le cose?

Dopo la sospensione avvenuta nel marzo 2015 abbiamo fatto un buon lavoro sulle questioni nutrizionali. La prima gara espletata non è andata in porto perché le aziende concorrenti hanno presentato ricorso al Tar che, a mio avviso, ha fatto prevalere l’interesse dei privati su quello pubblico. Abbiamo riaffidato con urgenza il servizio, che è cominciato il 9 dicembre scorso.

La protesta della mamme, che hanno creato un comitato ad hoc, è finita anche sotto i riflettori nazionali, dal “Corriere della Sera” a “Striscia la notizia”. Non le sembra che ci sia bisogno di chiarezza e certezza?

Le mamme hanno ragione a chiedere trasparenza e sicurezza. E’ proprio quello che stiamo tentando di dare. Però, insomma, prima che il servizio parte, mi pare un po’ assurdo non fidarsi. Aspettiamo un attimo, verifichiamo come sono i pasti. Io sarò presente, vigile su quello che succederà. Comunque dobbiamo ripartire.

Tra pochi mesi il suo secondo mandato scadrà. Come dovrebbe essere scelto il sindaco che verrà?

Viviamo in un momento nel quale il futuro sindaco deve essere sentito e percepito dalla città come qualcuno che non sia rappresentativo solamente di una parte. Ci vuole una figura che prenda il voto del partito, degli iscritti e dei simpatizzanti, ma anche quello d’opinione. Con un programma di rilancio che metta insieme le cose positive fatte, come il risanamento dei conti pubblici, con le emergenze ambientali e sociali. Per individuarlo bisogna guardare all’interno e all’esterno del Partito Democratico, attraverso primarie aperte alla coalizione che si costruirà.

Quindi il candidato non deve essere per forza del Pd. Quali caratteristiche dovrebbe avere?

Prima di tutto una grande capacità di ascolto, la pazienza e serenità nei giudizi. La città di Benevento è difficile da governare. Per questo il sindaco deve essere innanzitutto libero, indipendente, non può essere un sindaco che, in qualche maniera, invece di parlare con lui, siamo costretti a parlare con altri per prendere decisioni.

Tra i nomi di cui si parla come probabili aspiranti sindaco c’è anche quello di Gabriele Corona, presidente di “Altrabenevento”. Cosa ne pensa? Teme la possibile affermazione del Movimento Cinque Stelle?

Tutti i candidati sono legittimi per cui se Corona vuole scendere in campo, immagino che si sia fatto dei ragionamenti. Non temo i grillini, temo più noi, questa è la verità. Temo più la capacità del Pd di saper dialogare con la città e di trovare un po’ di condivisioni e di opinioni, piuttosto che la capacità dei grillini di vincere, ma ancora di più di governare una città come Benevento.

ANTONIO ESPOSITO

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