20/01/2016

De Caro candida Del Vecchio ma Fausto Pepe non ci sta

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/logopdrotto_1.jpg

Il duello a distanza tra il sindaco di Benevento e il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro è andato in scena anche durante l’elezione del nuovo segretario provinciale del Partito Democratico, Carmine Valentino, “acclamato” dal novanta per cento dei componenti dell’assemblea chiamata a decidere. L’ala che fa capo a Fausto Pepe non ha partecipato alla scelta del successore di Mino Mortaruolo. Il cambio del vertice provinciale è avvenuto senza grandi scossoni. Tutto è andato come previsto, nel solco di quella unità raggiunta già nell’ultimo congresso.

Ma le acque nel Pd continueranno a scorrere tranquille fino alla competizione amministrativa di primavera? Continueranno i Democratici ad essere sempre uniti? All’orizzonte si intravedono scintille ed annunci di guerra interna. Il sindaco Pepe ha già fatto sapere che non intende appendere le scarpe al chiodo. “Parteciperò alle elezioni appoggiando chi ha messo le mani nel fango e si impegnerà a risolvere i problemi provocati dall’alluvione - ha detto nella conferenza stampa di fine d’anno - difenderò le scelte fatte dalla mia amministrazione e chiederò scusa per le cose non realizzate. Sarò in campo per portare avanti le sfide vinte, come il riconoscimento dell’Unesco ed i successi della raccolta differenziata, per la quale siamo undicesimi in Italia. Ora il mio impegno è rivolto a chiudere tutti i più importanti cantieri”.

Per la corsa a sindaco, il sottosegretario e molti dirigenti del Pd hanno lanciato Raffaele Del Vecchio, che ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alle primarie che si terranno il 6 marzo prossimo. Ai gazebo si presenterà anche Luigi Abbate, ex assessore ed ex presidente dell’Asi. “Commetteremmo un grave errore - ha dichiarato il vicesindaco a “Il Mattino”- a dividerci, rischiando di consegnare il comune al centrodestra o a movimenti senza esperienza, proprio ora che abbiamo un governo e una regione a guida Pd”.

Ma la rosa dei candidati, nelle file del partito di Matteo Renzi, potrebbe essere molto folta. Durante l’ultima conferenza stampa il sindaco aveva accanto Cosimo Lepore, assessore ai lavori pubblici, Lucio Lonardo, presidente dell’Asia, e non il vicesindaco Del Vecchio. Altri assessori, come Nicola Danilo De Luca e Pietro Iadanza, sono apparsi per brevi momenti. La contrapposizione con la corrente riformista e decariana è stata lampante. Dal comune al piano nazionale.

Il primo cittadino di Benevento, infatti, ha denunciato una disparità di trattamento del governo di fronte all‘emergenza dell’alluvione, una prevalenza della “questione settentrionale” su quella meridionale, un lenta approvazione ed applicazione dei provvedimenti per il sud ed il Sannio. “Il governo ha avuto grande attenzione per il nostro territorio - ha ribattuto Del Basso De Caro - abbiamo avuto di più rispetto ad altre regioni. Prima di decidere i finanziamenti, era necessaria la mappa dei danni”.

La diversità di vedute sul ruolo del governo tra i due esponenti di spicco del Pd si è affiorata anche su altre tematiche. “I nostri punti fermi - ha sottolineato Pepe - sono il Puc, l’Unesco e la logistica. Su quest’ultimo tema non dobbiamo fare passi indietro. Altrimenti la spunterà Avellino, che a Grottaminarda ha preteso di avere una stazione dell’Alta Capacità, che io ritengo inutile”.

Dove approderà la divergenza di opinioni che il sindaco ha manifestato a più riprese? Su quale candidato e quale lista punterà le sue carte? Lo seguiranno tutti i “Lealisti”, la pattuglia di consiglieri comunali che lo hanno accompagnato nel cammino amministrativo? Non è un mistero per nessuno che i suoi candidati preferiti sarebbero Lepore e Lonardo. Ma, in città e negli ambienti politici, fioccano diversi interrogativi sulle posizioni del sindaco. Perché Pepe non vuole appoggiare il suo vicesindaco? Come mai non si dichiara favorevole a chi gli è stato accanto per ben dieci anni? Perché rivendica con orgoglio i risultati raggiunti, ma non vuole valorizzare il numero due della squadra di governo?

Il sindaco Pepe ha annunciato che i progetti che si concluderanno nel 2016 daranno un nuovo volto alla città. La Spina Verde al Rione Libertà vedrà finalmente la luce. Qui saranno realizzati un auditorium, una bibliomediateca, spazi verdi e piste ciclabili. Si pensa anche di aprire una sede del Conservatorio e dell’Università del Sannio. “Il Rione Libertà - precisa il sindaco - non ha mai avuto tanti interventi. Non abbiamo fatto solo Piazza San Modesto e i marciapiedi. A Rione Ferrovia sono state realizzate opere notevoli, come Piazza Colonna, abbiamo riqualificato il Ponte Vanvitelli, acquistato e recuperato la Colonia Elioterapica, dove sarà ospitata anche un’Accademia Schermistica. Un altro auditorium sarà aperto a San Vittorino”.

Tra i risultati raggiunti il sindaco ha rivendicato il risanamento dei conti pubblici e la ripresa della mensa scolastica, l’approvazione del Registro delle Unioni Civili, l’apertura dell’arena all’Arco del Sacramento e del Piccolo Teatro Libertà, ed ha annunciato quella del Teatro San Nicola di Via Bartolomeo Camerario. Per una vera città cultura, però, sarebbe utile aprire presto il Teatro Comunale ed il Parco Archeologico di Cellarulo.

Gli ultimi cinque anni sono stati durissimi - ricorda Pepe - per la crisi economica generale e per la latitanza della regione. Vorrei vedere all’opera questi agitatori dei movimenti , questi cultori della trasparenza, questi profondi conoscitori della macchina amministrativa. In questi anni ho ricevuto al comune circa settemila cittadini. Ho commesso tanti errori, ma la città ha fatto passi avanti. Mi sento come il sindaco delle rivoluzioni a metà. Ho vinto due volte, sempre al primo turno, contro Mastella, Viespoli, Nardone e De Mita”.

Nella lunga navigazione dei due mandati di Pepe alla guida della città, dal 2006 al 2016, sono avvenuti troppi cambi di assessori, sono rimasti appesi molti problemi ed opere, non sono mancate nubi giudiziarie. Tra luci ed ombre è cresciuta, comunque, una nuova classe dirigente. Soprattutto nel Pd. Come riconosce, del resto, lo stesso sindaco. Per il centrosinistra è tempo di cambiare passo, verso e programmi. Ma la vittoria si può raggiungere solo con un’ampia coalizione ed un partito unito e compatto.

ANTONIO ESPOSITO

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Politica"