20/01/2016

Apparire è più importante dell'essere

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Quanta cura dedichiamo alla nostra immagine pubblica? Questa domanda, del tutto normale per una celebrità del calibro di un politico, uno sportivo o un divo del cinema o della tv, è invece rivolta a tutti i lettori, comuni cittadini, per i quali il concetto d'immagine pubblica è limitato alla cerchia dei parenti, degli amici più o meno stretti e magari dei semplici conoscenti.

Eppure, se ci riflettiamo su, l'esistenza dei social network ha compiuto un'ulteriore trasformazione alla quale spesso non si fa caso: ha reso ognuno di noi un personaggio con una dimensione privata ed una pubblica.

Il periodo delle festività natalizie è probabilmente il banco di prova più evidente di questo concetto: chi di noi non ha pubblicato foto dei propri familiari riuniti per il cenone, o dei regali di Natale? Se i banchetti, l'incontro con i parenti e lo scambio di doni sono tradizioni molto più antiche dei pc e di internet, la rete ha imposto ai suoi più assidui frequentatori il bisogno di gestire la propria immagine, di curare le apparenze in maniera tale che tutto mostri di noi solo il lato migliore.

In certi casi, questa necessità è dettata da reali esigenze: ad esempio, se sappiamo che i nostri superiori di lavoro seguono il nostro profilo Facebook, eviteremo di pubblicarvi foto imbarazzanti, quali quelle di una festa seguita da copiose libagioni ed atteggiamenti licenziosi; allo stesso modo, non ci lasceremo andare ad esplosioni di rabbia in commenti pregni d'odio e di risentimento, al pensiero che quei commenti potranno essere letti anche da persone che sono abituate a vederci come individui pacifici e tolleranti.

I social network hanno ampliato di molto la portata di quelle che un tempo erano definite come figuracce.Talvolta però vi è chi esagera nel voler dare di sé un'immagine non solo non aderente alla verità, ma perfino idealizzata. Non è insolito quindi che in occasione del Natale coniugi litigiosi o parenti che si detestano cordialmente da anni siano visti abbracciarsi e festeggiare insieme in filmati o fotografie diffuse in rete.

Così come i presepi e gli alberi di Natale saranno tutti abbaglianti nel loro fulgore e decorati con amore, le tavole imbandite faranno venire voglia a chiunque le osservi di sedersi a mangiare ed i regali saranno un tripudio di sfarzo. Poco importa se nella realtà alberi e presepi sono stati montati controvoglia, se il cenone si è raffreddato perché i membri della famiglia erano impegnati a scambiare auguri via sms o se i regali saranno riciclati alla prima occasione: ciò che conta è che l'apparenza sia quella di una famiglia felice che trascorre un lieto Natale.

Le celebrità dispongono di esperti che si occupano di gestire la loro immagine pubblica, ma questo mestiere oggi è praticato in ambito amatoriale da tanti, un po' come quello degli allenatori di calcio. Molti, giovani o meno giovani, tengono ad essere impeccabili nel look quando vanno al lavoro o a scuola: non si può mai sapere chi ti obbligherà ad apparire in un selfie ed a quanti questo sarà visibile. Non parliamo poi della fatidica prova costume, che affligge milioni di persone già all'inizio della primavera: guai ad apparire sovrappeso ora che sappiamo che le nostre foto in costume da bagno saranno vagliate (e commentate) da vicini di casa, cognati, suocere, dirimpettai e colleghi d'ufficio.

Dell'ossessione per il proprio aspetto e della dicotomia tra immagine interiore ed esteriore di sé hanno disquisito nei secoli scrittori e filosofi, ma nessuno di loro poteva immaginare un'epoca in cui la sfera pubblica arrivasse ad invadere i momenti più intimi di quella privata fino ad eccessi che sfiorano nel cattivo gusto, se non addirittura nella violazione della privacy. Molte adolescenti pubblicano su Instagram le immagini delle varie fasi del make-up prima di uscire la sera (in pratica, si scattano foto in bagno davanti allo specchio), o dispongono i loro abiti sul letto invitando le amiche all'altro capo del pc o dello smartphone a dare consigli su come vestirsi.

Non c'è niente da fare: oggidì l'apparire è più importante dell'essere. Alle domande esistenziali di sempre (chi siamo? dove andiamo? da dove veniamo?) l'uomo contemporaneo ha trovato la risposta: siamo ciò che i social mostrano di noi, andiamo in rete e veniamo da un link.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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