03/02/2016

Nel grande caos la spunterà Mastella

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Dove va il centrodestra? Si ricompatterà intorno ad un solo nome? L’aria che tira da quelle parti non fa intravedere l’unità dietro l’angolo. La girandola delle candidature esprime una forte frammentazione, ma anche una dialettica vivace, sulla quale potrebbe avere buon gioco Clemente Mastella, che, sornione, attende di essere chiamato in battaglia. Per risollevare le sorti di uno schieramento in ginocchio dopo la debacle alle regionali. Gli aspiranti sindaco non chiedono le primarie. Pensano di farle col primo turno.

Cambiano le sigle, si rimescolano le carte, si dimentica il passato e si tessono nuove alleanze. Guardando il consiglio comunale uscente, il campo del centrodestra appare totalmente scombussolato. Non c’è il più il Popolo della Libertà ed il suo candidato sindaco Raffaele Tibaldi, dopo una breve sosta nella restaurata Forza Italia, oggi è alla ricerca di una nuova identità. Quelli che furono eletti con la lista civica “Territorio è Libertà” sono senza partito, anche se continuano ad orbitare nell’area di destra o centrista.

Il caso più clamoroso è rappresentato dalla spaccatura in seno all’Udc. La scossa arrivata col passaggio dei demitiani sul carro del presidente Vincenzo De Luca alle ultime regionali continua a produrre fibrillazioni. Ma anche inattese ricompense. Il capo dei centristi sanniti, Gennaro Santamaria, ha conquistato un “posto al sole” come responsabile dello staff del Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, mentre il consigliere comunale, Oberdan Picucci, seguace di Ciriaco De Mita, ha portato a casa la poltrona di vice presidente della provincia di Benevento, capeggiata da Claudio Ricci del Partito Democratico. Partiti da destra, si sono ritrovati a sinistra.

Il cammino di Santamaria è segnato da contorsioni e funambolismi eclatanti. Quando si vota per la regione, si ribella al diktat dei suoi dirigenti, sostiene a spada tratta Stefano Caldoro ed il centrodestra, viene sconfitto, ma trova conforto nell’amicizia con Pierferdinando Casini che lo chiama a Roma, accanto a Galletti, nella squadra di un governo che ha sempre contrastato, come quello di Matteo Renzi.

Misteri della politica. Lo stesso percorso di Picucci desta grosse perplessità, dal momento che continua a svolgere il ruolo di oppositore della giunta di centrosinistra, guidata dal sindaco Fausto Pepe. Ora Santamaria ha fondato l’associazione “Sannio Popolare” e veleggia verso l’alleanza con il centrosinistra per le prossime comunali, mentre Picucci non ha ancora sciolto la riserva.

Il continuo “aggiornamento” delle posizioni non consente una precisa definizione delle identità politiche. Come dimostra, ad esempio, l’avvicinamento di Roberto Capezzone, ex An e Fratelli d’Italia, ad “Area Popolare”, la formazione politica lanciata da Angelino Alfano, che appoggia Renzi, e che a Benevento è rappresentata da Gianvito Bello e Luigi Barone, un tempo fedelissimi di Nunzia De Girolamo, che da pochi mesi è ritornata nella casa, da dove era partita, alla corte di Silvio Berlusconi, per il “rilancio del centrodestra”. Una rocambolesca rimpatriata, mal digerita da Francesca Pascale, fidanzata del cavaliere, che inserì l’ex ministro all’agricoltura nella lista dei “traditori”, quando lasciò Forza Italia.

Nel grande caos che regna tra gli sfidanti del centrosinistra, la parlamentare azzurra, per mettere un po’ d’ordine, ha lanciato le “Primarie di programma”, per ascoltare i cittadini, le associazioni e le forze civiche sui temi veri, “oltre i personalismi”.

La discesa in campo di Ucci, che è stato in consiglio comunale ininterrottamente dal 1993 al 2006, ha creato fibrillazione tra gli aspiranti sindaci del centrodestra, tra i quali spiccano i nomi di Clemente Mastella, Pasquale Viespoli e Nazzareno Orlando. Il navigato politico ceppalonese, oggi non più parlamentare e quindi senza incarichi istituzionali, dopo 40 anni di carriera, si è dichiarato disponibile a “dare una mano”. “Mi presenterei senza partito - ha affermato a OttoChannel - senza fare discorsi di destra o di sinistra. Mi rivolgerei a tutti i cittadini che ritengono che con me Benevento possa risollevarsi”.

Il ricorso a Mastella potrebbe apparire come un ripiego o un disperato tentativo. “L’ex ministro del lavoro e della giustizia - commentano molti in città - è stato per anni il simbolo del clientelismo e del trasformismo. Per il potere che ha avuto, ci saremmo aspettati molto di più per lo sviluppo del Sannio. Ricordiamo le promesse sulla Piaggio e sulla Scuola di Magistratura. Con lui avremmo un ritorno alla vecchia politica”.

Nella corsa a sindaco potrebbe tuffarsi anche l’ex sindaco ed ex sottosegretario Viespoli, che, con l’associazione “Mezzogiorno Nazionale”, ha spesso bacchettato l’amministrazione comunale e lo stesso centrodestra per la mancanza di una visione strategica. La carta potrebbe giocarsela anche Nazzareno Orlando, ex assessore alla cultura, che coi consiglieri comunali Luigi De Nigris e Mario Zoino ha aperto un dialogo trasversale con alcune associazioni come “La Città che vogliamo” di Vittoria Principe.

Nel mondo moderato spicca l’attivismo di “Benevento Libera”, fondata da Luigi Bocchino, ex assessore comunale, con un lungo corso politico alle spalle tra Rocco Buttiglione e Mastella, passando per Casini. L’associazione ha promosso incontri in tutti i quartieri della città per le “Primarie delle idee”. A queste riunioni hanno partecipato, tra gli altri, Mario Pepe del Centro Democratico, in lite col Pd, Giuseppe De Lorenzo, ex assessore comunale, da qualche tempo defilato e disincantato, Raffaele Tibaldi, sconfitto da Fausto Pepe alle ultime comunali. Benevento Libera proporrà Bocchino sindaco?

ANTONIO ESPOSITO 

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