17/02/2016

La sfida Del Vecchio-Lepore e la carica dei moderati

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La sfida delle primarie tra Raffaele Del Vecchio e Cosimo Lepore ripropone la competizione tra le due anime del Partito Democratico, sulla scia delle ultime elezioni regionali. Il primo è stato vicesindaco, con delega alla cultura, il secondo assessore prima al personale e poi ai lavori pubblici. Compagni di viaggio di Fausto Pepe per dieci anni, rappresentano l’uno la tradizione socialista e l’altro quella democristiana.

Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro sostiene Del Vecchio, mentre il sindaco appoggia Lepore, il segretario cittadino Marcello Palladino sta col primo, il presidente Nazzareno Lanni sta col secondo. La campagna elettorale per le primarie si annuncia, per questo, incandescente, perché mobiliterà tutti i consiglieri comunali, gli iscritti e gli elettori del centrosinistra.

Le prime stoccate promettono un confronto vivace. “Sarebbe stato meglio avere più partecipanti - ha proposto Lepore - consentendo anche a Gino Abbate di presentarsi, superando formalismi e rigide scadenze. Dobbiamo creare il giusto entusiasmo ed aprire più seggi”. “Le regole del partito vanno rispettate - ha ribattuto Del Vecchio - come le leggi quando si amministra. Le idee di Abbate le accolgo in pieno”.

I due contendenti puntano sulla partecipazione dei cittadini, promettono un programma di rilancio della città, giocano la carta dell’esperienza amministrativa, contro il nuovismo e l’antipolitica. Il confronto pubblico è sempre preferibile di fronte a scelte che avvengono in segrete stanze e tra pochi intimi. Riusciranno a portare molta gente ai gazebo? Sarà davvero una sfida leale sulle proposte e sulle idee?

La situazione di Benevento - osserva Del Vecchio è cambiata profondamente rispetto a cinque anni fa, sul piano politico e socio - economico. Le cause del disagio spesso non dipendono dall’attività amministrativa. Abbiamo fatto importanti passi avanti. Poi la Regione ha tagliato i fondi per la cultura ed il teatro. Dobbiamo rilanciare il turismo come asset strategico. Ma per questo non basta la buona volontà di un assessore”.

Dopo le stagioni del centrodestra e del centrosinistra molti suonano la campana dei moderati. Queste le parole d’ordine: i vecchi schieramenti sono tramontati, aggreghiamo le forze della società civile. Su questa linea sembra orientata la marcia di Clemente Mastella, che vuole regalare “il fiato che gli rimane” alla rinascita della città “stanca e spaventata”. “Non sono certo Napoleone - ha dichiarato a “Il Mattino” - ma vorrei fare l’avvocato dei cittadini, chiamando a raccolta tutti”.

L’ex ministro vanta la sua vasta esperienza e le tante conoscenze, si spinge candidamente a criticare “i volti ben noti che occupano la scena politica da diversi decenni” e attacca Nicola Sguera, probabile candidato grillino. “Non rappresenta alcuna novità - sottolinea - chi dei Cinque Stelle si è già proposto come sindaco 15 anni fa rimediando una sonora sconfitta”. Nella girandola degli aspiranti sindaco spuntano i nomi del giornalista Nico De Vincentiis, uno dei promotori di “Rete Campus”, e dell’ambientalista Gabriele Corona, presidente di “Altrabenevento”, che inizialmente aveva tentato un dialogo con i grillini, rapidamente svanito.

Mentre scalda i motori per scendere in campo, Mastella vuole prima sondare il terreno. L’incontro avuto a Roma con Pasquale Viespoli e Nunzia De Girolamo non ha partorito evidentemente un accordo sul suo nome, dal momento che l’ex senatore di Alleanza Nazionale ha scelto di andare per la sua strada che guarda alla ricostruzione della destra, immaginata dall’ex leader Gianfranco Fini.

Il pensiero di Sguera su Mastella, comunque, era già noto da tempo. “L’ex parlamentare ceppalonese - ebbe a dire in un’intervista di qualche anno fa - incarna la peggiore politica di sempre. A Benevento è tempo di smetterla coi vecchi politicanti ed i figli d’arte. C’è bisogno di una riforma morale”.

L’analisi del professor Sguera esaltava contemporaneamente l’azione di Gabriele Corona, che “contrasta in solitudine la corruzione al comune”, si scagliava contro il tribunale di Benevento, definendolo “porticciolo delle nebbie”. Su questa spinta ideale, l’intellettuale beneventano si candidò a sindaco nel 2001 a capo della lista civica “Città Aperta”, come militante di Rifondazione Comunista, poi approdò a Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, un esperimento velocemente naufragato alle politiche del 2013.

Il possibile ritorno di Mastella, dopo l’inattesa bocciatura alle europee, suscita dubbi e perplessità. Dal momento che tutti i partiti, almeno a parole, avvertono la necessità di dare spazio ai giovani. “Come mai - si domanda Del Vecchio - un personaggio con quella storia, che calca il palcoscenico politico da 40 anni, non è riuscito a coltivare un quarantenne, né a costruire una nuova classe dirigente? La mia proposta mira a raccogliere i migliori frutti dell’esperienza fatta, nel solco di un rinnovamento programmatico necessario per la Benevento del futuro, facendo la giusta autocritica sugli errori commessi”.

Sul fronte moderato si profila la disputa tra Gianfranco Ucci ed Oberdan Picucci, disponibile a guidare un Polo di Centro. Il consigliere comunale dell’Udc, dimessosi dalla carica di vicepresidente della provincia, per avere più libertà di manovra, potrebbe essere appoggiato da “Benevento Libera” di Luigi Bocchino, dal Centro Democratico di Mario Pepe e dai riformisti di Raffaele Tibaldi.

Puntiamo a costruire un blocco centrista - sostiene Bocchino - rimanendo sempre nell’area del presidente Vincenzo De Luca. La nostra idea era quella di mantenere l’alleanza risultata vincente alle ultime regionali, ma il Pd non ci ha invitato alla consultazione per le comunali, preferendo imbarcare l’Ncd e Gennaro Santamaria che hanno votato per Stefano Caldoro”. Il partito di Angelino Alfano, comunque, ha sempre sostenuto che “sulle ammnistrative comandano i territori”. La campagna di Ucci, intanto, continua per contrade e quartieri e non la fermerà nessun’altra candidatura proveniente dal centrodestra.

ANTONIO ESPOSITO

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