17/02/2016

L'arrivo della teca in città minuto per minuto

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Guagliu’, ce vedimmo fra ciento anni”, con queste parole il santo di Pietrelcina, per tutti i fedeli ancor oggi semplicemente “padre Pio”, il 17 febbraio del 1916 pronunciava quella che appare un’autentica profezia. Padre Mariano da Santa Croce, un confratello amato da padre Pio, ha narrato che, negli ultimi tempi, nel tentativo di fargli accettare del cibo, dicendogli, a proposito dei tanti fedeli venuti da Pietrelcina: “Padre, quando ci faremo una bella passeggiata a Pietrelcina?”, ebbe come risposta: “Parecchi anni dopo la morte”.

Giovedì 11 febbraio 2016, dopo aver lasciato Roma e il Vaticano, le spoglie di san Pio da Pietrelcina sono giunte nel suo paese natio per restarvi tre giorni alla venerazione dei tantissimi fedeli provenienti da ogni parte.

La mattina di domenica 14 febbraio, alle ore 7.30, nella chiesa “Sacra Famiglia” di Pietrelcina, celebrata da padre Marciano Guarino, ha avuto luogo la messa conventuale di commiato.

Alle ore 8.25 circa, così come riferitoci da padre Mariano Di Vito, la partenza da Pietrelcina.

Ore 8.47, ad accogliere i resti mortali di “padre Pio” nel cortile del palazzo arcivescovile, l’arcivescovo Andrea Mugione e i sacerdoti che, a spalla, al suono delle campane a distesa, portavano la teca di vetro fino all’ingresso del Duomo beneventano.

Ore 8.56, si apriva il portone della cattedrale fra gli applausi della gente.

Ore 9.10, accompagnato dalle musiche e dal canto del coro della cattedrale diretto dal maestro don Lupo Ciaglia, lo stuolo di sacerdoti, seminaristi, diaconi, religiosi - tra essi i frati cappuccini di Pietrelcina - raggiungeva il presbiterio.

Ore 9.15, inizio della Santa Messa. L’arcivescovo, all’omelia, con parole toccanti accoglieva l’illustre conterraneo: “La Chiesa beneventana gioisce con te e per te suo diletto figlio. Bentornato padre Pio nella Chiesa, la Madre che ti ha generato sacerdote, ministro, apostolo della misericordia, ambasciatore della riconciliazione e del perdono. Noi ti accogliamo e ti manifestiamo il nostro amore, la nostra riconoscenza, la nostra venerazione”. Per concludere poi: “In questi giorni, riflettendo su questo evento straordinario del ritorno di san Pio a Pietrelcina e nella Basilica cattedrale di Benevento, che lo ha visto nascere al sacerdozio ministeriale, mi è venuta in mente la frase che il giovane frate fece imprimere sull’immaginetta ricordo dell’ordinazione sacerdotale: “Gesù per te sacerdote e vittima perfetta”. Il Signore ama chi dona con gioia. Gesù, con il dono di sé fino alla morte, come il chicco di grano che caduto in terra muore per dare la vita, ci chiede di farci dono, dono generoso ai fratelli. Il Padre ama il figlio che si è donato per amore e si fa generoso dono del Padre! Anche noi siamo chiamati a seminare con larghezza e, come il chicco di grano, anche a restare soli, a morire per portare abbondanza di frutti. Cerchiamo, ogni giorno, di seguire Gesù sulla strada che conduce al dono totale di sé”.

La teca con le spoglie del Santo, che era stata collocata per tutto il tempo della Messa sul presbiterio, tra scroscianti applausi è stata condotta all’esterno. La folla transumata ha accolto il passaggio di padre Pio che lasciava la città alla volta di Foggia prima e di San Giovanni Rotondo quale destinazione finale.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it

Foto Roberta Giusti

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