23/03/2016

Puntare sui nostri vini, ora più che mai

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Bene ha fatto il presidente della Cantina Sociale La Guardiense Domenico Pigna ad invitare uno dei più stimati enologi italiani a visitare questa grande azienda vitivinicola per avere lumi sul che fare per elevare qualitativamente i prodotti sanniti e farli conoscere a livello internazionale. Ecco cosa ci ha detto nel corso della nostra intervista.

In Valle Telesina, istituzioni e mondo associativo provano a valorizzare il territorio ed assicurare reddito alle aziende puntando concretamente sull’agricoltura di precisione. È la strada giusta?

L'agricoltura, come l’enologia, è una scienza. E come tutte le scienze, se non si hanno le necessarie conoscenze si possono fare gravi danni. Specialmente laddove ci sono tante variazioni - tra cui quelle climatiche - che sconvolgono usi e costumi. Dobbiamo seguire l'evoluzione della scienza, delle sperimentazioni, conoscere a fondo quei fattori che stanno mutando, in primis il clima e sapere come affrontare queste tematiche. È questa la strada per assicurare sostenibilità ambientale al territorio e sostenibilità economica alle aziende.

A Guardia Sanframondi si sta lavorando in questa direzione ed i risultati non mancano. Parliamo di un’operazione che lei definisce “scientifica e sociale” e che permetterà di esaltare ulteriormente le caratteristiche del territorio e delle sue uve.

Sono diversi i progetti messi in campo su questo territorio. Oggi in fase di sviluppo avanzato c’è il Wine Research Team, che riguarda un gruppo di aziende di cui la Guardiense è socia fondatrice e che ha, come scopo principale, la ricerca finalizzata non solo alla miglior qualità possibile, quindi vini ancora più buoni e sani, ma soprattutto alla redditività delle aziende.

Di queste innovazioni e sperimentazioni, qualcuna già comincia a dare i primi frutti.

Abbiamo dato vita ad una vera officina di sperimentazioni. La prima, ormai consolidata, è finalizzata alla produzione di vini di alta qualità senza solforosa aggiunta; in fase di definizione abbiamo altri progetti, come l'eliminazione dei trattamenti per la peronospora o di altre malattie delle viti, attraverso non delle varietà resistenti ma una serie di trattamenti naturali che permettono di eliminare i trattamenti chimici sulle uve. In più stiamo impiantando 27 vigneti diversi tra loro, con portinnesti che resistono ai cambiamenti di clima tra cui la siccità.

Si parla tanto di nuovi modelli gestionali. In un territorio dove ci sono tanti piccoli imprese legate all'agricoltura, l'esperienza della Cantina è ammirabile proprio per l'ambizione di portare all'estero in nome del Sannio.

L'ambizione è quella di vendere vino, venderlo bene e dare reddito ai produttori. La Guardiense è un esempio da seguire, perché dimostra che anche i piccoli produttori - qui l'ettaro è già una superficie di un certo impegno - possono impegnarsi nell'agricoltura di precisione. L'importante è che il produttore sappia cosa ciò comporta: fare viticoltura di precisione, significa rivedere usi e costumi che ha adottato fino ad oggi.

Vino e turismo: sono tante le iniziative che provano a legare il vino al territorio per attrarre gli enoturisti.

Il vino è un’ottima motivazione per venire nel Sannio. Io non riesco nemmeno ad immaginarlo il Sannio senza le sue meravigliose vigne.

Cosa ha trovato qui che altri luoghi del mondo non hanno?

Qui ho trovato tanta umanità, tanta passione ed uno smisurato orgoglio di elevarsi, di non rassegnarsi al ruolo di comparsa.

GIUSEPPE CHIUSOLO

Nella foto, da sinistra, Domenico Pigna e Riccardo Cotarella

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