06/05/2011

Cancellato dal Taburno il Giro d’Italia

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Sconcerto, rabbia e rammarico, sono i sentimenti che pervadono gli abitanti della Valle Vitulanese ed in particolare, quelli di Tocco Caudio, defraudati dell’evento più atteso dell’anno, il transito della carovana del Giro d’Italia sulle cime del Taburno.

L’organizzazione del Giro ha cancellato il GPM (Gran Premio della Montagna), programmato sul Monte Taburno, a 35 Km, della breve ma impegnativa tappa Maddaloni-Montevergine di Mercogliano

Il Direttore Angelo Zomegnan ha presentato il Giro d’Italia, in Torino, il 23 ottobre 2011, nella splendida cornice del Teatro Carignano.

Scorrendo la cronotabella, della settima tappa, prevista per il 13 maggio 2011, di 110 Km, il Giro aveva incluso nel tracciato le meraviglie del massiccio del Taburno, per le particolari caratteristiche altimetriche, per le asperità degli spettacolari tornanti e per rendere più avvincente la corsa.

Il Direttore di corsa Mauro Vegni, il 06-04-2011, ha richiesto alla Provincia di Benevento l’ autorizzazione per il passaggio del Giro, ma l’ascesa del Taburno non era stata annullata dalla tappa.

A pochi giorni dall’evento, inspiegabilmente il percorso viene modificato. Il Sindaco di Tocco Caudio, il dott. Antimo Papa addossa le responsabilità alla Provincia di Benevento, esprimendo il suo dissenso per l’ennesima occasione mancata nella Valle Vitulanese.

L’Ing. Liliana Monaco, il Dirigente Ufficio Infrastrutture della Provincia di Benevento, riferisce che erano già stati stanziati 200.000,00 euro, nel dicembre del 2010, tra i residui di bilancio, per ripristinare il manto stradale fatiscente lungo il tracciato del Taburno. E’stata espletata la gara d’appalto ed i lavori erano stati avviati.

Contattando il giornalista Matteo Cavazzuti, responsabile dell’ufficio stampa del Giro d’Italia, braccio destro del dott.Vegni, si è appreso che il GPM sul Taburno per la pericolosità del percorso e per la presenza di buche profonde, è stato eliminato dalla cronotabella per salvaguardare l’incolumità dei ciclisti.

Ancora una volta le aree interne già in affanno per la crisi economica strutturale e congiunturale, vengono penalizzate. Non si può attendere il Giro d’Italia per rendere accessibile e fruibile ai girini il passaggio di una tappa, sulle splendide montagne del massiccio Taburno-Camposauro. Il turismo, veicolo di sviluppo passa attraverso le strutture e le infrastrutture, quest’ultime sono difficilmente percorribili alle auto figuriamoci ai ciclisti.

Bisogna solo meditare e sperare che le strategie di sviluppo vengano concertate con il fare sistema, per bandire i personalismi ed invertire la rotta, al fine di istituire il Comprensorio dei Comuni della Valle Vitulanese, per affrontare le problematiche irrisolte tra cui la viabilità.

Un altro infausto esempio della miopia politica ha determinato un ennesimo flop degli enti locali, privi di lungimiranza e di progettualità.

NICOLA MASTROCINQUE

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