06/04/2016

Botta e risposta tra Mastella e Del Vecchio

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Le squadre sono ormai definite. Mancano solo gli ultimi ritocchi. La campagna elettorale per il comune di Benevento è partita con grande slancio e con una girandola di candidati sindaci corposa e variegata, come mai era accaduto nella storia della città. Il nuovo fermento risveglierà la partecipazione? Le ultime competizioni elettorali sono state caratterizzate da un forte astensionismo, perché la politica è stata spesso chiusa nel palazzo e lontana dai problemi della gente. Ma con le comunali scattano altre motivazioni e interessi.

Gli schieramenti in campo scavalcano i vecchi confini. Fioccano le liste civiche e c’è anche chi corre senza un partito. La presentazione dei candidati e dei programmi è stata animata dalle prime stoccate. La gara tra Gianfranco Ucci, Raffaele Del Vecchio, Clemente Mastella, Vittoria Principe, Marianna Farese e Raffaele Tibaldi è già vivace e scoppiettante. Tutti puntano sul rilancio della città, sulla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, sul rinnovamento della politica. Ritorna lo scontro tra vecchio e nuovo.

“Voglio una città amica del cittadino - ha detto Del Vecchio, aprendo il comitato elettorale a Viale Atlantici - potenziando la macchina comunale per eliminare quei “percorsi di guerra” che capitano a chi entra in un ufficio. Punterò su etica e legalità, merito, qualità e trasparenza. La mia idea è quella di immaginare una Benevento di 100 mila abitanti, con parchi urbani e fluviali, per i quali oggi abbiamo i fondi. Portare qui l’Unesco non basta. Così come non è più sufficiente parlare di “Città Cultura”. Dobbiamo realizzare la “Città della Bellezza e del Gusto”, la “Città del Turismo”.

Il sogno di Mastella è quello di fare di Benevento una “Piccola Capitale del Mezzogiorno”. “Quando contavo - ha ricordato l’ex ministro della giustizia - ho portato qui tante strutture importanti, come l’Università e il Conservatorio. Sono 25 anni che non metto becco sui problemi della città. Io ci metto la faccia. Le elezioni di Benevento, di cui si parla perché ci sono io, sono un test politico nazionale. I problemi sono tanti e sono quasi scoraggiato. Gli studenti non hanno neanche un treno la domenica per andare a Napoli”.

Nella squadra dell’ex leader del Campanile sono confluiti sei consiglieri comunali uscenti, provenienti da diverse esperienze. Si tratta di Amina Ingaldi e Luca Paglia, eletti col centrosinistra, del fedelissimo Luigi Ambrosone, del forzista Vincenzo Lauro, del centrista Mario Pasquariello e del nardoniano Luigi De Nigris. “Io non sono espressione della destra - ha precisato Mastella al President Hotel - voglio unire il centro e i moderati. Chiedo un plebiscito alla città sulla mia persona, anche a quelli che votano altri partiti”. 

“La gente vuole il nuovo - ha esclamato Ingaldi - noi siamo il centro. Il nostro è un esperimento pilota alternativo al Pd e al renzismo. Per questo scegliamo Mastella che, per me, è giovane e rappresenta l’unica possibilità per cambiare”. Qualcuno, come Vittoria Principe, ha sottolineato, invece, che l’impronta mastelliana nella politica beneventana c’è sempre stata, perché “Fausto Pepe è figlio politico di Mastella”.

“Perché non si è candidato - si chiede Del Vecchio - quando era ministro? Oggi Mastella è solo un pensionato d’oro della politica. Quelle conoscenze e relazioni che vanta di avere, non ci sono più. Se i treni non ci sono la domenica, lo deve chiedere al suo amico Stefano Caldoro, sostenuto dalla consorte, quando era consigliere regionale. La rassegna “Quattro notti” era finanziata dalla regione, guidata da Antonio Bassolino. Mi ha accusato di essere un “ragazzotto vissuto nella bambagia”. La mia bambagia sono i valori dell’onestà e della coerenza”.

Il candidato civico Gianfranco Ucci si scaglia contro la strisciante tendenza alla bipolarizzazione tra Del Vecchio e Mastella, rivendicando la novità del suo progetto e della sua lista “La Città di Tutti”. “Quello che si va profilando - ha dichiarato Ucci - è un finto antagonismo. I due contendenti si muovono entrambi su un terreno clientelare. Il vecchio leader di Ceppaloni afferma incautamente che l’Università è una sua creatura e lo dimostrerò. Il Movimento 5 Stelle mira a raccogliere la protesta, ma paga l’inesperienza e la scarsa chiarezza dei contenuti. Condivido la proposta di Pasquale Viespoli per costruire un programma di rinascita”.

Accanto a Del Vecchio ci saranno anche Gianvito Bello e Gennaro Santamaria, che hanno presentato il nuovo simbolo della neonata alleanza all’Una Molino Hotel. Si chiama “Benevento Popolare” e raccoglierà le forze alfaniane ed un pezzo dell’Udc. “Avviamo un nuovo progetto politico - ha affermato Bello - nel solco del governo nazionale. Proponiamo distretti sociali e laboratori di quartiere per una città smart ed ecosostenibile. Benevento non può permettersi salti nel buio. Siamo stati all’opposizione di Fausto Pepe, ma con Del Vecchio si apre un una nuova  stagione, grazie alla presenza di tanti giovani trentenni e quarantenni”.

L’accordo col Pd ha ricevuto la benedizione del sottosegretario Gioacchino Alfano, che ha annunciato un progetto di rilancio per la Scuola Allievi Carabinieri. “Per la caserma - ha detto l’esponente del governo - stiamo studiando una funzione militare moderna, come sede del poligono e di altre infrastrutture di esercitazione”. Anche da questo incontro è partita una frecciata verso Mastella. “Benevento non si salva con le feste di piazza - ha rilevato Roberto Capezzone, neo-supporter del centrosinistra - dobbiamo uscire dalla palude della vecchia politica. Nella Valle del Sabato dovevano arrivare le industrie e invece ci sono le ortiche”.

La candidata Cinque Stelle, Marianna Farese, originaria di Airola, ha invitato i beneventani a “cambiare musica” in un concerto tenutosi al Teatro Massimo per raccogliere fondi per la campagna elettorale, mentre Raffaele Tibaldi va alla ricerca delle “persone libere”, dei beneventani veri, animati da “dignità, orgoglio e coraggio”, lanciando a tutti il messaggio latino “Carpe diem”. Tutti si presentano come una grande occasione per cambiare, come l’ultimo tram che passa, come i migliori e come il nuovo.

ANTONIO ESPOSITO

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