06/04/2016

Ecco il sindaco che la gente vuole

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Non abbiamo bisogno di nomi altisonanti che intervengono per la  stesura di programmi elettorali; non ci stupiscono né ci convincono. Il candidato a sindaco deve avvalersi del confronto con il popolo, ossia con le varie categorie professionali, con le associazioni, con gli abitanti delle contrade, quindi con chi i problemi li vive  quotidianamente e li conosce molto meglio di chi viene chiamato da località e realtà  diverse dalla nostra città.

Ma i cittadini non sono in grado di dare soluzioni - si potrebbe obiettare - e perché no?  La gente invece può dare validi suggerimenti e proposte di soluzione.

Chi deve attuare sono i dirigenti che il futuro sindaco dovrà impegnare e che devono essere quindi competenti, professionali e meritevoli  di ricoprire il proprio ruolo.

Nel passato i dirigenti, ai quali vanno le responsabilità di opere malriuscite, di obiettivi non raggiunti, di decisioni che sono valse a poco se non addirittura ridicole (vedi piazza Colonna, piazza Bissolati ecc), hanno dimostrato di non aver saputo  svolgere validamente la propria funzione. Non servono nomi illustri e qualcuno anche con titoli enfatizzati per programmare e progettare; bisogna essere, invece, concreti ed analizzare la situazione politica che ci circonda.

Oggi i comuni, quasi tutti indebitati, lavorano con finanziamenti pubblici a compartecipazione europea e allora dobbiamo chiederci chi ci rappresenta alla Regione, in Parlamento o in Europa. 

Il voto di protesta non serve, ma esprimiamo un voto razionale che possa risollevare la nostra città dal baratro nel quale è piombata. Né è da condividere l’ignavo astensionismo di quelle persone che dietro il paravento della critica verso qualsiasi amministrazione va a governare, ritengono di essere più intelligenti e saggi degli altri  quando affermano: “Chi si candida candida… tanto io non vado a votare”. Il vero cittadino prende delle decisioni, magari sbagliate ma le prende. Il vero cittadino è colui che s’informa, legge la cronaca locale, la commenta, fa dei confronti e decide.  Altrimenti è solo un abitante, un numero fra i tanti.

Non ci servono “le consulenze  che contano” illudendo la gente che si apriranno fabbriche e attività produttive e commerciali. Non abbiamo bisogno di promesse che sbalordiscono, vogliamo i fatti; cosa s’intende realizzare e come e con quali disponibilità finanziarie.

Alcuni interventi a favore  dello sviluppo della nostra città sono stati avviati ma devono essere portati avanti anche magari con qualche diversa e migliorativa strategia. E poi… Un sindaco non deve parlare solo con gli imprenditori e con i commercianti.  

Si confronta con il mondo della scuola? Con i giovani? Teniamo presente che una buona parte della popolazione è interessata alla scuola come  studenti, genitori, docenti. Non si è sentito parlare della messa in sicurezza delle scuole materne, elementari, medie; di un piano traffico che renda agibile il percorso  delle zone dove si concentrano più scuole.

Va supportato, invece, il candidato che incoraggia la cultura, che valorizzi gli artisti presenti sul territorio, che attui un’area vasta che comprenda comuni circostanti che possano favorire il turismo. Turismo mezzo di sviluppo economico che oltre alla storia e all’arte non deve trascurare i prodotti enogastronomici. Dopo i tristi eventi  dello scorso ottobre il territorio va messo in  sicurezza così come vanno riprese le contrade finora abbandonate e alcune di esse sono addirittura prive di acquedotto, di energia primaria e di strade adeguate.

Vogliamo un sindaco che sia fra la gente, che dialoghi con tutti e che non sia presente solo nelle manifestazioni ufficiali. Un sindaco semplice, sorridente che tende la mano a tutti dimostrando che il suo è un servizio a favore della cittadinanza, non è potere e prestigio.

Vogliamo un sindaco che nelle scelte, nell’affidamento di incarichi nomini in base  alle competenze, alla serietà non secondo la vecchia logica che favorisce chi ha portato voti.

Ancora due mesi ci separano dalle elezioni e siamo curiosi di leggere questi programmi, alcuni partoriti da menti eccelse, altri da chi ha fatto esperienza di quello che poteva essere realizzato o realizzato meglio.

La nostra speranza è che questa campagna elettorale si svolga con la massima correttezza e trasparenza evitando false promesse e tentativi di manipolazioni elettorali affinché si attui, nonostante i suoi limiti, la reale “democrazia  rappresentativa”.

MARISA ZOTTI ADDABBO

marisazotti@alice.it 

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