28/04/2016

A Vinitaly cresce l'interesse per i vini sanniti

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Dalle “Giornate del Vino Italiano” del 1967 alla cinquantesima edizione del “Vinitaly” - svoltasi dal 10 al 13 aprile - l’esposizione fieristica del vino a Verona di strada ne ha fatta molta. Il nome Vinitaly verrà coniato nel 1971, mentre la qualifica di fiera ‘internazionale’ la acquisterà nel 1978, ma il vero primato dell’esposizione organizzata da Veronafiere è quello di avere creato per la prima volta nel mondo una fiera business per il vino, che attraverso i cinquant’anni di storia è riuscita a mantenere la leadership internazionale, grazie alla sua capacità di ispirare e supportare la crescita commerciale delle cantine italiane, contribuendo alla creazione di un mercato enologico internazionale ampio, aperto e competitivo.

Nel contesto commerciale ed espositivo della fiera del vino di Verona, la Campania c’è sempre stata. Oggi al Vinitaly - che nei quattro giorni di fiera ha richiamato a sé circa 150 mila operatori del settore food and beverages - oltre 180 aziende vitivinicole espongono nel padiglione della Campania. Padiglione riunificato questanno in un’unica tensostruttura insieme all’area espositiva dell’Irpinia, la quale nelle ultime due edizioni era presente in un padiglione ‘a sé’, separata dal resto della Campania. È rimasta tuttavia invariata l’indipendenza che la Camera di Commercio di Avellino ha voluto affermare negli ultimi due anni per il brand Irpinia: pur se nello stesso padiglione, infatti, le aree espositive erano ben distinte sia sotto l’aspetto architettonico che organizzativo; a testimoniarlo, per altro, sulle pareti esterne campeggiavano da un lato la facciata «Campania - Storia, Cultura e Tradizione del Vino» e dal lato opposto la facciata «Irpinia - Terra del Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo». Nel complesso dunque il padiglione Campania ha ospitato le province di Avellino con 80 produttori, Benevento con 37, Caserta con 25 e Napoli e Salerno con 20 aziende ognuna.

Di particolare interesse, anche scientifico, sono risultate le iniziative promosse dai curatori Beneventani (Valisannio, ossia l’azienda della Camera di Commercio di Benevento dedicata al settore vitivinicolo, il Sannio Consorzio tutela vini e il GAL Titerno) che si sono tenute nell’aera eventi della Regione Campania, ove si alternavano le attività delle province campane). Nella giornata di lunedì 11 si sono svolte ben due conferenze riguardanti il Beneventano: in mattinata “Il Sannio, una storia di successi” a cura della Camera di Commercio, che ben ha presentato le attività di promozione del territorio ed ha focalizzato l’attenzione sull’evoluzione che i vini sanniti hanno avuto negli ultimi anni; nel pomeriggio invece si è tenuto il convegno “Nel Sannio coltiviamo emozioni”, ovvero una presentazione di ricerche e pubblicazioni svolte in collaborazione con la Regione Campania, l’Università degli Studi del Sannio e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Da segnalare che tale presentazione dello studio “Nel Sannio coltiviamo emozioni” si replica giovedì 28 aprile a Benevento presso la sala conferenze del Palazzo de Simone dell’Università degli Studi del Sannio (piazza Arechi II, ore 17:30).

Un’importante collaborazione con l’Università del Sannio è stata presentata nella mattinata di martedì 12 aprile, per quanto concerne il progetto “Pro.Vin.Ba.S.Ti” (produzione di vini con basso contenuto di solfiti nel Titerno), alla presenza del presidente del Consorzio Sannio, Libero Rillo, del responsabile scientifico del progetto, il prof. Ettore Varricchio e del giornalista Pasquale Carlo, moderati da Luciano Pignataro, critico, blogger e giornalista esperto di viticultura campana.

Il progetto è portato avanti in collaborazione con un gruppo di aziende del beneventano e nasce sulla spinta della crescente sensibilità dei consumatori nei confronti del contenuto di solfiti nei vini (l’anidride solforosa è una sostanza presente nelle bottiglie, in parte naturalmente sviluppata dal vino, in parte aggiunta dal produttore per la conservazione), i quali spesso sono responsabili di una dannosa assimilazione della bevanda alcolica nell’organismo dell’uomo, alla quale si attribuisce la causa, ad esempio, del mal di testa che può sorgere a seguito dell’ingestione di qualche bicchiere di troppo, specialmente in alcuni soggetti più sensibili. Un progetto ambizioso, dunque, che potrebbe avere risonanza anche al di fuori della Provincia di Benevento, se tradotto in metodi di produzione positivamente sperimentati.

Ma le vere protagoniste di questo Vinitaly sono state, ovviamente, le aziende vitivinicole che esponevano i propri prodotti negli stand, attirando un gran numero di degustatori specializzati (l’ingresso in fiera è riservato agli operatori del settore enogastronomico) nonché di buyers, anche internazionali. Di anno in anno le varietà di uve prodotte nel Sannio (vinificate prevalentemente in purezza) sono infatti sempre più conosciute ed apprezzate non solo nei ristoranti e wine bar delle principali città italiane, ma sempre più Paesi esteri che ne importano discrete quantità.

ALBERTO LA PECCERELLA

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