28/04/2016

Papa Francesco rilancia la bellezza della famiglia

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Dopo l'Esortazione apostolica Evangelii gaudium, del 24 novembre 2013 sull'annuncio del vangelo nel mondo attuale e l'Enciclica Laudato sì del 24 maggio 2015 sulla cura della casa comune, Papa Francesco ci dona il suo terzo documento magisteriale, l'Esortazione apostolica Amoris laetitia sull'amore nella famiglia.

Un documento lunghissimo, composto di 9 capitoli, distribuiti in 325 paragrafi, che unisce in mirabile sintesi tenerezza e verità, richiamando la dottrina e aggiornando la pastorale, tracciando un cammino di felicità pur tra le innumerevoli difficoltà da affrontare ogni giorno.

Al n. 38 scrive: «Molte volte abbiamo agito con atteggiamento difensivo e sprechiamo le energie pastorali moltiplicando gli attacchi al mondo decadente, con poca capacità propositiva per indicare strade di felicità».

La prima grande preoccupazione del Pontefice: portare al mondo la buona novella dell'amore nella famiglia, proponendo “una sempre maggiore fiducia nella grazia” (n. 303). Da tempo un testo papale non suscitava tanta attesa. Qualche ecclesiastico, seguito dal rullo dei tamburi dei vari mezzi di comunicazione mediatica, aveva generato il panico, annunciando una vera e propria “rivoluzione” come non si era mai vista nella Chiesa dal XIII secolo ad oggi.

Chi cerca nell'Amoris laetitia una rivoluzione non ne troverà traccia e rimarrà amaramente deluso. L'unica vera rivoluzione che si scorge in tutte le pagine dell'Esortazione è la “rivoluzione della tenerezza”, accompagnata da uno stile sapienziale, personale, concreto, in un testo piano e scorrevole, attraverso un linguaggio semplice, limpido, agile, bello, comprensibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori, una riflessione pacata e profonda che riesce a combinare spiritualità e psicologia, soprattutto nel quarto capitolo.

L'Esortazione giunge dopo i due sinodi sulla famiglia dell'ottobre 2014 e dell'ottobre 2015, è stata firmata da Papa Francesco lo scorso 19 marzo, solennità di San Giuseppe e presentata l'8 aprile nella Sala stampa della Santa Sede. L'attesissimo documento utilizza il linguaggio dell'esperienza, profondamente positivo, con una grande attenzione alla realtà, raccoglie i risultati presenti nelle relazioni finali dei due sinodi, insieme ai documenti del Concilio Vaticano II, gli insegnamenti dei suoi predecessori Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e delle numerose catechesi sulla famiglia tenute dallo stesso Pontefice tra il dicembre 2014 e il settembre 2015.

Il Papa attinge anche ai contributi offerti da varie conferenze episcopali di tutto il mondo: Messico, Colombia, Italia, Corea, Australia e Kenya. Compaiono anche citazioni di Alessandro di Hales, Martin Luther King ed Erich Fromm, dalla poesia latino-americana contemporanea al cinema, con l'accenno al film Il Pranzo di Babette per spiegare il concetto di gratuità.

Il documento non tradisce la vitale continuità della Tradizione cristiana che attraversa i secoli rimanendo saldamente fedele al Vangelo. Non c'è alcun cambiamento di dottrina ma un atteggiamento pastorale nuovo, rispettoso, accogliente, dinanzi a situazioni che non sono ancora pienamente o non sono più, il vero matrimonio cristiano.

Accoglienza, accompagnamento, discernimento, anche per le famiglie ferite dal fallimento matrimoniale, così da favorire la cultura dell'integrazione e non dello scarto, attraverso la medicina della misericordia e il discernimento attento e paziente del pastore: «Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di misericordia... Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!» (n. 297).

Il documento insomma fa tesoro degli elementi presenti nella Tradizione morale della Chiesa per proseguire il suo percorso, attualizzandoli nel contesto contemporaneo. Il matrimonio è indissolubile e su questo punto nulla quaestio. Ma la Chiesa segue con tenerezza, compassione e amore anche i suoi figli in difficoltà, soprattutto attraverso il dialogo con il confessore, nel segno del discernimento e della integrazione, rispettando la legge della gradualità di cui già parlava Giovanni Paolo II nella Familiaris consortio, Esortazione apostolica del 22 novembre 1981.

Scrive Papa Francesco nell’ Amoris laetitia: «Questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa... Questi atteggiamenti sono fondamentali per evitare il grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente “eccezioni”, o che esistano persone che possano ottenere privilegi sacramentali in cambio di favori» (n. 300).

Dopo la luce che promana dalla Bibbia, la considerazione delle sfide attuali, la vocazione eccelsa della famiglia, l'amore nel matrimonio, la fecondità che accoglie la vita con gioia, le prospettive pastorali, l'educazione dei figli e il discernimento della fragilità, Papa Francesco traccia, nell'ultimo capitolo, il nono dell'Amoris laetitia, anche alcune linee di spiritualità coniugale e familiare.

La famiglia è una specie di trinità terrena, un'immagine viva della Santissima Trinità. Il bambino è un accumulatore di amore e nei primi 10 anni deve fare in famiglia il pieno dell'amore per percorrere da adulto le strade della bontà. Chi non è amato da bambino non saprà amare e finirà per perdere il gusto della vita. Il bambino ha bisogno di due cuori che battono all'unisono per lui: il cuore materno e quello paterno, uno solo non basta. La maturità si raggiunge interiorizzando al massimo grado la figura materna e quella paterna.

Chi interiorizza soltanto la figura materna, non si impegna molto ed è poco sensibile alla voce del dovere. Chi interiorizza soltanto la figura paterna è acre e trova arida la vita. Il buon padre è forte fuori e dolce dentro, come la noce di cocco. La buona madre invece è dolce fuori e forte dentro, come la pesca. L'amore nella famiglia opera una mirabile saldatura tra la gioia e il sacrificio. La croce del sacrificio si incastona nel sole della gioia. La letizia dell'amore è il miracolo di ogni  famiglia riuscita. Senza la famiglia la società corre pericolo di morte. Per scongiurare questo pericolo apocalittico bisogna salvare la famiglia indicando strade di felicità e annunciando la buona novella dell'amore nella famiglia.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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