05/05/2016

La Serie B deve essere un tassello per la ripresa della città

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Se alla mia gioia diamo un valore mille, a quella dei tifosi dobbiamo attribuire uno che sia moltiplicato almeno per cento. E lo dico perche' lo sento. In questi ultimi mesi ho vissuto l’atmosfera  tra i nostri magnifici sostenitori, sono stato in mezzo a loro, e mi sono accorto che  era palpabile  la paura di essere vittima di una nuova delusione.

Però,  ringraziando il cielo, non è stato così, ma debbo dire che avevo la sensazione che questa volta sarebbe stato diverso. L’avevo capito vedendo la caparbietà della squadra, soprattutto il lavoro del nostro magnifico allenatore Auteri, che ringrazierò sempre per la grande gioia che ha saputo dare a noi, all’intera città, all’ambiente, agli sportivi tutti.

Non è stato un torneo facile, soprattutto nei primi mesi le difficoltà non sono mancate, però siamo riusciti a superarle con grande spirito di sacrificio, anche con l’aiuto, prezioso, di Salvatore Di Somma.

Ora, sono sicuro che il nostro successo rappresenterà un tassello fondamentale per la ripresa generale della città, a cui io e la mia famiglia ci siamo affezionati. Siamo quasi diventati cittadini di Benevento!  E sono felice soprattutto per mio suocero Alfredo Fabbrocini, che ora è diventato il primo tifoso del Benevento, lo segue ovunque.

Che il vento si fosse girato a nostro favore l’ho capito agli inizi del mese di gennaio, ma il merito è soprattutto dei giocatori che non hanno mai mollato, che hanno fatto grande gruppo, tenendosi sempre fuori dalle polemiche, che spuntavano quando i risultati non erano quelli sperati. Poi, è venuta la partita della svolta, che per me è stata quella contro la Casertana, con quel punteggio tanto eclatante che ci ha dato una iniezione di fiducia. Lì, secondo me, la squadra ha capito quali erano le sue potenzialità. Ma lo hanno capito anche i nostri avversari, che fino ad allora non avevano creduto sulle nostre reali potenzialità, e sul fatto che potessimo lottare per la serie B, raggiungendola per la porta principale.

Non è stato semplice nei primi mesi iniziare a Benevento il mio percorso da presidente, ho ricevuto un’accoglienza tiepida per via dello scetticismo e della depressione che regnavano nell’ambiente dopo le delusioni degli anni precedenti, alcune delle quali sotto forma di vere e proprie ingiustizie. Parlare lo stesso linguaggio con la città non è stato facile, ma questa è diventata preistoria, appartiene al passato. Siamo riusciti a formare un grande gruppo, abbiamo fatto un percorso che ha portato fino a qui, alla bellissima meta finale.

Ed in questo momento il mio ringraziamento va anche ad Oreste Vigorito, che ci è stato sempre vicino.

All’inizio mi sono quasi sentito un presidente “trasparente”, ma poi con la tifoseria si è creato un rapporto di stima reciproca, e godere della loro fiducia è già un bel traguardo.

Con questo spirito si va avanti, perché vogliamo scrivere un nuovo pezzo di storia. Guai a fermarci proprio ora.

FABRIZIO PALLOTTA

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