05/05/2016

La sostanza vale più dell'apparenza. I cittadini devono essere al primo posto

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Che candidato è Marianna Farese? Sin dal suo ingresso nella redazione di Realtà Sannita, abbiamo tutti l’impressione che si tratti di un candidato diverso dagli altri aspiranti alla carica di sindaco: non è una figura imposta dall’alto, da una direzione nazionale composta da persone che non hanno mai messo piede a Benevento; di certo non discende da una dinastia di politici di professione. È una donna comune, proveniente dalla cittadinanza attiva e scelta dagli attivisti del suo gruppo politico, il Movimento 5 stelle.

Mesi fa, quando i papabili al ruolo di candidato sindaco M5s erano quattro, qualcuno li paragonò ai Fantastici 4, il primo gruppo di supereroi Marvel, associando la Farese alla Donna Invisibile. Ed in effetti, sebbene non sia invisibile, di certo non è una donna appariscente: fedele al credo 5 stelle, per il quale la sostanza conta più dell’apparenza, Marianna Farese si presenta in una tenuta informale.

Potremmo quasi pensare che è appena tornata da una gita al museo con i suoi studenti e che lungo la strada si è fermata a prendere un gelato con loro.

Ascoltandola parlare, ci accorgiamo poi che le differenze non si limitano all’aspetto esteriore: certo, ci espone le sue idee ed i suoi progetti come ogni candidato che si rispetti, ma ci fa capire che, se mai i cittadini di Benevento scegliessero d’affidarle la poltrona di primo cittadino sannita, con lei a Palazzo Mosti la musica cambierebbe.

I problemi di Benevento sono molti, sono noti a tutti ed il nostro giornale, come altri, non manca di farli notare ogni volta che se ne presenta l’occasione.

“Io non ho idea di cosa troveremo lì quando andremo - dichiara la Farese -. Sicuramente se si deciderà per non fare il dissesto questa sarà la linea che terremo, ma la  stessa linea la terremo anche se si deciderà di fare il dissesto. Perchè comunque, e questo i cittadini è bene che lo sappiano, la mole dei debiti io temo che sia talmente grande  da vincolarci non per i prossimi 30 anni ma per le prossime 3 generazioni. Quindi se sarò io il sindaco e dovrò prendere una decisione impopolare, se è per il bene della città la prenderò comunque”.

Il suo desiderio sarebbe quello di coinvolgere il più possibile i cittadini nelle decisioni del Comune. Certo, l’ordinaria amministrazione resterebbe appannaggio della Giunta, com’è logico, ma per quelle decisioni che pesano sull’intera comunità, in termini non solo economici, ma anche d’impatto sociale o ambientale, sarebbe bello poter consultare la cittadinanza tutta, compresi i più giovani, di solito esclusi dalla politica che conta. Una partecipazione attiva e volontaria, sul modello dei CIVES, che rispecchierebbe quello che è il modo d’intendere la politica del Movimento 5 stelle: non un mestiere a vita, ma un servizio reso alla collettività, volontario ed a tempo determinato.

Un’altra promessa della candidata Farese, infatti, è quella di rispettare le regole che il M5s si è dato. Non solo il programma ufficiale, depositato in Tribunale e che lei, come tutti gli esponenti del Movimento, s’impegna a rispettare punto per punto, pena le dimissioni, ma anche il limite dei due mandati. Anzi, nelle sue dichiarazioni d’intento, Marianna si spinge oltre: annuncia che, se eletta sindaco, non lascerà lo scranno a metà incarico per candidarsi alle elezioni parlamentari; si limiterà ad un solo mandato come sindaco, riservandosi la possibilità di correre, tra cinque anni, per il ruolo di consigliere comunale. Tale regola si applicherà anche ai consiglieri eletti nella sua lista, ai quali anzi non sarà consentito dare le dimissioni per ricoprire il ruolo di assessori comunali.

Una futura, eventuale Giunta 5 stelle pescherà i suoi componenti dal meglio della società sannita, oltre che dai non eletti del Movimento.

Infine, di fronte all’eventualità di un possibile ballottaggio, la Farese dichiara di non avere preferenze per alcun avversario: in fondo, sono tutti esponenti dello stesso modo d’intendere la politica. Si aspetta tuttalpiù che siano i suoi avversari, dopo il 5 giugno, a stringere un’alleanza contro di lei: questo vorrebbe significare, a suo dire, che finalmente mostrerebbero la loro vera faccia. E soprattutto, rivelerebbe che in fondo hanno paura. Di lei, del Movimento e di tutto ciò che di nuovo e di diverso esso rappresenta.

CARLO DEL BASSO

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